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Quanto è circolare il settore degli oli esausti in Italia

“I processi di circolarità per l’uso efficiente delle risorse nello sviluppo di tecnologie e know-how organizzativo applicati nella Filiera del CONOU hanno permesso di creare una catena di valore per l’ambiente, l’economia e la salute umana senza eguali in Europa. Grazie al ruolo svolto dal Consorzio come bilanciatore, arbitro e controllore della sua filiera di 60 Aziende sul territorio nazionale, neppure una goccia di un rifiuto pericoloso viene dispersa nell’ambiente, ma tutto viene rigenerato e trasformato in una nuova preziosa risorsa”.

Sostenibilità e Circolarità sono le due parole chiave con cui Riccardo Piunti, Presidente del CONOU, ha descritto il Sistema Consorzio durante la presentazione del Rapporto di Sostenibilità, avvenuta a Roma.

“L’Italia è uno dei Paesi d’Europa, in questo caso del mondo, che ha una capacità di riciclo elevata, e questo è nato dall’attenzione ai livelli locali, alla raccolta differenziata; è nato dall’iniziativa di fare meglio ciò che noi riusciamo già a fare. Siamo un Paese che non ha materie prime, un Paese che fa dell’ingegno la propria forza. Ebbene il CONOU credo sia la dimostrazione di come si possa costruire un qualcosa di importante per il Paese, che ci porta a primeggiare in ambito europeo.” ha commentato Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente, in occasione dell’evento di presentazione.

Nel 2022 il CONOU ha raccolto 181 mila tonnellate di olio lubrificante usato: la totalità del raccoglibile. Del raccolto, oltre il 98% è stato rigenerato, con la produzione di ben 118 mila tonnellate di nuove basi lubrificanti e di oltre 38 mila tonnellate di bitumi e gasoli. L’attività ha avuto effetti positivi in termini economici e sociali: un risparmio di circa 130 milioni di euro sulla bolletta petrolifera per importazioni di greggio evitate, un impatto economico rilevante e lavoro per 1.216 persone tra occupazione diretta e indotto.

Tutto ciò è frutto dell’impegno di una rete capillare di raccoglitori col marchio che ha ritirato l’olio da circa 103 mila siti tra officine e industrie, distribuiti su tutto il territorio nazionale, e delle due aziende di rigenerazione che danno i loro contributo decisivo alla chiusura del cerchio. Il Rapporto di Sostenibilità 2022 conferma ancora una volta come la Filiera CONOU si posizioni quale eccellenza dell’Economia Circolare non solo in Italia ma anche in Europa, dove mediamente si rigenera appena il 61% dell’olio usato raccolto e una grande parte di esso viene bruciata.

In un’ottica di continuo perfezionamento delle modalità di rendicontazione, per l’elaborazione del Rapporto 2022 – predisposta con il supporto di Deloitte Italia e la revisione di Ernst & Young – è stato adottato per la prima volta l’approccio “in accordance”, secondo gli Standard internazionali della Global Reporting Initiative (GRI Standards). Il Rapporto fa dunque del CONOU una “Casa di Vetro” e restituisce un quadro trasparente ed esauriente, includendo tutti gli indicatori di sostenibilità ambientale, sociale, economica: dal consumo di risorse alla salute e sicurezza, dalla governance alla parità di genere, dalla coesione al coinvolgimento degli stakeholder.

Operante dal 1984, il CONOU è stato il primo ente italiano nazionale dedicato alla raccolta e al riciclo di un rifiuto pericoloso, l’olio minerale usato – ovvero ciò che rimane alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti – che solo se raccolto e smaltito correttamente può trasformarsi in un’importante risorsa, con effetti positivi sulla qualità dell’ecosistema e sulla salute dell’uomo. Nel 2022 grazie al Sistema CONOU è stata evitata l’immissione in atmosfera di 64 mila tonnellate di CO2 equivalente rispetto al modello alternativo (cioè la estrazione e raffinazione di petrolio vergine come materia prima), sono stati ottenuti, sempre in rapporto al modello alternativo, un minore sfruttamento del suolo del 77%, un minore impatto in termini di unità tossiche cancerogene dell’84% e un beneficio in termini di minore incidenza di malattie. 

La Circular Economy degli oli usati

Nel 2022 le Imprese del Sistema CONOU confermano un tasso di rigenerazione vicino al 100% sul totale dell’olio raccolto. La leggera diminuzione della quantità di olio raccolto rispetto al 2021 è in linea con il trend nazionale che ha visto una progressiva riduzione del consumo di oli lubrificanti (-41% dal 2000 al 2022), principalmente dovuta all’evoluzione tecnologica e, per il comparto industriale, anche al rallentamento della produzione industriale, alla crisi pandemica e al conflitto russo-ucraino.

Delle 181 mila tonnellate raccolte nel 2022, ben 86 mila (47% del totale) sono derivate dalla cosiddetta micro-raccolta, ossia da quei prelievi di piccoli quantitativi di olio usato che, pur non sempre remunerativi, vengono sempre recuperati (sempre a titolo gratuito) grazie ai sistemi contrattuali che legano i Concessionari raccoglitori al CONOU. L’88% della richiesta di raccolta dell’olio usato è pervenuta, appunto, dalle officine (prelievi molto più frammentati), mentre il 12% dall’industria. La media di olio raccolto è pari a circa 3 Kg per abitante, giungendo a 3.9 Kg/ab. al Nord, 2.6 Kg/ab. al Centro e 2.1 Kg/ab. al Sud e isole:

Se la raccolta è importantissima nell’attività del Consorzio, fondamentale è anche la rigenerazione, perché grazie agli impianti tecnologicamente evoluti del Sistema si assicura una qualità dei lubrificanti rigenerati pari a quelli prodotti in modo tradizionale dal petrolio.

Impatti positivi su ambiente e salute

Nel 2022, grazie al suo modello circolare, il Sistema CONOU, oltre ad aver evitato l’immissione in atmosfera di 64 mila tonnellate di CO2 equivalente responsabile dell’effetto serra, ha permesso di conseguire una serie significativa di benefici in termini di tutela ambientale e salute umana rispetto al sistema alternativo che parte dall’estrazione e raffinazione del petrolio per produrre basi lubrificanti:

·        86% di combustibili fossili risparmiati

·        29% di acqua risparmiata

·        riduzione del 77% di sfruttamento del suolo

·        84% di unità tossiche con effetti cancerogeni evitate

·        Abbattimento del 91% dell’incidenza di malattie dovuta all’emissione di particolato

·        84% in meno di emissioni di anidride solforosa (responsabile delle “piogge acide”)

·        90% in meno di emissioni di clorofluorocarburo11 (gas responsabile dei danni allo strato di ozono)

Fonte: comunicato stampa

“The Ecology of Francesco”: azioni concrete per la conversione ecologica e la riduzione delle emissioni di CO2

“Economy of Francesco” è un evento che fa sul serio quando si parla di sostenibilità. Come dichiarato dal Vescovo di Assisi Domenico Sorrentino, presidente del Comitato Organizzatore, si tratta di un evento “non solo di parole, ma di fatti, organizzato in modo che i parametri della conversione ecologica emergessero nella strutturazione stessa dell’evento”.

Durante l’evento, che si è svolto lo scorso settembre ad Assisi alla presenza del Santo Padre, che ha visto la partecipazione di giovani economisti e imprenditori provenienti da tutto il mondo, sono state messe in atto le “Azioni di Custodia del Creato”. Grazie a queste azioni, è stato possibile evitare la produzione di 116 tonnellate di CO2 equivalente.

Per rendere possibile questo risultato, è stato realizzato un piano di sostenibilità da Sisifo, Società Benefit bassanese. Dalle 143 tonnellate stimate, ne sono state emesse meno di 28, un risultato misurato da Ecam Ricert del Gruppo Mérieux, che con Sisifo ha redatto la Carbon Footprint ora scaricabile. L’Analisi della carbon footprint è uno standard poco utilizzato nel mondo degli eventi ecclesiali.

Sisifo SB, non nuova all’organizzazione di grandi eventi, ha svolto il prestigioso incarico nell’ambito delle sue attività con finalità di beneficio comune in quanto riconosciuta Società Benefit. Come in progetti precedenti, il Processo di Cura del Creato ha visto il coinvolgimento di numerosi portatori di valore che hanno concretamente contribuito al raggiungimento dei risultati ottenuti.

Le Azioni di Custodia del Creato hanno riguardato tutte le aree comprese nel perimetro di analisi assegnato, tra le quali ad esempio, gli allestimenti, la riduzione dei materiali monouso in plastica, la ristorazione, la raccolta differenziata assistita da volontari.

Per tutte le azioni analizzate, si è proceduto al calcolo dell’impatto climatico attraverso una meticolosa raccolta dati che sono stati poi rielaborati secondo un modello previsionale di calcolo conforme alle regole dell’organizzazione internazionale IPCC.

L’amministratore delegato di Sisifo Società Benefit, Giuseppe Lanzi, ha sottolineato: «Il “Processo di Cura del Creato” che viene oggi reso disponibile dimostra che la cura comincia dalle piccole azioni quotidiane, dalle scelte consapevoli che conducono ad un consumo critico ed a un oculato utilizzo delle risorse.

È naturale che nel coinvolgimento dei portatori di valore, si sia fatto riferimento ai due mondi più affini: quello dell’Economia Circolare e quello della Finanza Etica. L’auspicio – continua Lanzi – è che questo report possa essere utili ad altri che, in eventi ecclesiali e non solo, vogliano ottenere risultati ancora migliori. Anche questa è una risposta alla crisi climatica,  ambientale e sociale che stiamo affrontando».

Fonte e foto: comunicato stampa SISIFO