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Niente orario di lavoro e i dipendenti decidono in autonomia le ferie: la decisione di un’azienda veneta

C’era una volta il cartellino da timbrare. C’erano le otto ore da vivere in ufficio con orari ferrei per cinque giorni alla settimana. Un mondo del lavoro ancorato al concetto di tempo come metro di misura della produttività. Per la maggior parte delle aziende moderne però questo modello risulta oggi quantomeno fuorviante.
Da maggio ai primi giorni dell’estate decolla in Veneto un esperimento innovativo nel mondo del lavoro. Difficile dargli una definizione “legale”, perché non è né smart working né remote working, non è gestione di contratti a progetto e neppure l’assenza momentanea dal posto di lavoro prevista dalle normative Covid. Velvet Media, dopo aver presentato il progetto ai dipendenti e aver chiesto a loro come lo volevano definire, ha battezzato questo approccio “MYWAY Work”, perché pone al centro proprio l’autogestione del dipendente, e anche perché in azienda lavora da anni una “manager della felicità”, chiamata a gestire emozioni e rapporti tra colleghi per creare il luogo di lavoro più “lieto” possibile.
Di fatto, chiunque adesso potrà scegliere se rimanere a casa o se venire in ufficio, quante ore lavorare e soprattutto quando prendersi le ferie. Anarchia totale, dunque? Ovviamente no. I capi dei reparti web, social media, copywriting, design, SEM e commerciale sono stati formati nelle ultime settimane per spostare ancora di più l’operatività su obiettivi specifici e non sulla quantità di ore di lavoro per progetto. Quindi, i dipendenti sono chiamati a dare priorità alle commesse dei clienti con ancor maggiore determinazione, ma decidono autonomamente in che momenti della giornata portare a termine il loro lavoro e da dove farlo. Stessa questione per ferie e permessi: ognuno potrà decidere in autonomia.
“Siamo convinti che se una persona è serena e sta bene nel privato, potrà essere più performante anche davanti al computer” spiega Bassel Bakdounes, titolare di Velvet Media. “Il miglioramento della qualità della vita genera la possibilità di lavorare meglio. Contiamo di migliorare la produttività togliendo costrizioni frutto di un retaggio culturale anacronistico, legate alla presenza in un ufficio o al numero di giorni e ore lavorate, e dando invece massima libertà e fiducia alle persone. Oggi vi sono mille innovativi strumenti che ci permettono di stare in contatto, monitorarci e consultarci, perché non dovremmo sfruttarli veramente?”.
La scelta rivoluzionaria di Velvet Media sarà portata avanti per alcuni mesi, fino all’estate, per valutare se una decisione di questo genere sarà valorizzata dalla responsabilità dei dipendenti, molti dei quali sono giovanissimi. Per agevolare ulteriormente il processo, in questo periodo gli uffici potranno essere utilizzati anche in orari particolari, come prima dell’alba o a notte inoltrata. Già una trentina di dipendenti hanno le chiavi, l’azienda di fatto si apre alle loro esigenze.
“Quando abbiamo parlato con i consulenti del lavoro per adattare i contratti a questa ipotesi, ci hanno detto che siamo di fronte ad un vuoto normativo”, conclude Bakdounes. “Noi vogliamo mettere i nostri dipendenti nelle migliori condizioni di lavoro, ma non esistono norme capaci di permettere una struttura ibrida tra sedi aziendali e personali. Forse il legislatore non si è accorto che il mondo del lavoro è cambiato, che le persone sono cambiate, e che c’è la necessità di rompere le regole anacronistiche. Confidiamo in un cambio totale, di mentalità soprattutto, che va bene sia promosso da imprenditori ed aziende ma deve essere rapidamente supportato anche da normative adeguate”
Fonte: comunicato stampa

 

Aiutiamo a salvare le farfalle in via di estinzione: partecipiamo al censimento globale di Friend of the Earth

Sta riportando grande successo in molti paesi del mondo la campagna lanciata da Friend of the Earth “Salviamo le farfalle“, il censimento globale di farfalle e falene per promuovere la loro conservazione attraverso il contributo dei cittadini. In un anno sono state raccolte oltre 1.200 fotografie con 475 specie diverse provenienti da 27 paesi del mondo. Le farfalle “catturate” dalle fotocamere, dopo essere state identificate e catalogate, vengono inserite sulla mappa interattiva di Friend of the Earth, che viene mantenuta costantemente aggiornata.

Le nazioni con maggior partecipazione

Le nazioni che hanno inviato il maggior numero di fotografie sono la Colombia e l’Italia. Del resto, sono entrambi paesi che presentano una straordinaria biodiversità.
In Colombia vivono ben 3.642 specie di farfalle, cioè il 20% di quelle presenti sull’intero Pianeta.
L‘Italia, secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), è il secondo Paese europeo con la maggiore varietà di farfalle, ben 289, circa il 60% sul totale delle specie del nostro continente, mentre la Turchia si trova al primo posto con ben 380 specie.

Cosa evidenzia il dossier di Friend of the Earth

Il Dossier presentato da Friend of the Earth approfondisce numerosi aspetti relativi alla biologia e all’ecologia delle farfalle. In particolare, vengono esaminate le principali minacce che stanno mettendo questi preziosi insetti a rischio di estinzione: si stima che le popolazioni di farfalle si siano dimezzate solo negli ultimi 10 anni.

Ricordiamo che le farfalle, come le api e molti altri insetti, impollinano il 90% delle piante selvatiche ed il 75% delle colture agrarie, sorreggendo una parte rilevante dell’economia internazionale. Inoltre, sono importanti bioindicatori della salute degli ecosistemi.

La perdita degli habitat naturali è una delle principali cause del loro declino; altri fattori sono l’intensificazione dell’agricoltura, l’uso di sostanze chimiche, i cambiamenti climatici che modificano la composizione della vegetazione, la deforestazione, l’introduzione di specie alloctone, la vendita di specie esotiche al mercato nero e il traffico illegale.

Mappature genetiche, transetti e progetti di citizen science sono alcuni degli sforzi di conservazione più efficaci per salvaguardare le farfalle, ma non bastano se non ci impegniamo anche per la protezione degli ecosistemi e degli habitat in cui vivono.

Friend of the Earth opera promuovendo le pratiche agricole sostenibili e certificando i prodotti provenienti da un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e della biodiversità. Le aziende agricole con prodotti certificati Friend of the Earth mantengono ed accrescono i corridoi di biodiversità nei siti agricoli, favorendo anche la presenza delle farfalle.

Il censimento di Friend of the Earth

Il censimento di Friend of the Earth ha l’obiettivo di aggiornare le statistiche sullo status delle farfalle e di proporre iniziative per proteggere le popolazioni più a rischio. Tramite le fotografie inviate finora, ad esempio, sono state individuate 13 specie di farfalle e 5 specie di falene riconosciute in serio declino dalla Comunità Scientifica, tra cui 4 specie inserite nella Direttiva Habitat 92/43/CEE.

Friend of the Earth ci invita a partecipare anche quest’anno al censimento inviando le nostre fotografie: un’esperienza che non solo farà bene al Pianeta, ma non mancherà di regalarci nuove emozioni nella scoperta di queste specie così diverse tra loro, variopinte e affascinanti.

Inviare le fotografie è semplice: scatta una foto ravvicinata della farfalla, evitando di disturbarla, e inviala tramite WhatsApp +39 351 2522520, insieme alle tue coordinate di posizione.

Ogni mese Friend of the Earth premierà chi avrà inviato il maggior numero di fotografie.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Pixabay