matite sprout world

L’Italia è il primo mercato della start up Sprout World: nel 2023 il primo ufficio nel nostro Paese

Non gettare la matita o l’eyeliner nella spazzatura quando sono troppo corti per essere utilizzati. Dai loro una nuova vita piantandoli e trasformandoli in erbe, fiori, alberi o fiori

Questa è la filosofia alla base di Sprout World, azienda con sede in Danimarca fondata dall’imprenditore Michael Stausholm. Un’idea che è nata da un gruppo di studenti del MIT ed è diventata un business globale con oltre 35 milioni di matite Sprout vendute in Italia  e in altri 80 paesi.

E proprio il fondatore di Sprout è stato ospite di “New normal Live”, il live format in streaming su Linkedin ogni giovedì condotto dal giornalista e influencer Filippo Poletti e dalla psicologa Monica Bormetti. Il live talk settimanale nasce per condividere storie d’impresa d’ispirazione, con un occhio particolare alle dinamiche che riguardano il nostro Paese.

Può essere sorprendente, ma è proprio l’Italia il più grande mercato per Sprout World. Ogni anno, dall’inizio nel 2013, si è registrato un significativo aumento delle vendite alle aziende e ai consumatori italiani. 

“Sono molto affezionato all’Italia – spiega Michael Stausholm durante l’intervista rilasciata a New Normal Live – Non solo per l’ottimo cibo, vino e persone, ma perché l’Italia è diventata molto velocemente uno dei mercati più grandi per le nostre matite Sprout. In 2 anni più di 3000 blogger italiani avevano scritto di Sprout nei primi giorni e il resto è storia. Ancora oggi l’Italia è un mercato top per Sprout. Sono principalmente le aziende, ma moltissimo anche i consumatori italiani che acquistano attraverso la vendita al dettaglio locale, Amazon o il webshop Sprout

La tendenza a prediligere di più la qualità e l’eco-compatibilità che il semplice fattore prezzo è cresciuta in modo importante negli ultimi 5 anni in Italia anche in ambito business. “Non si tratta più solo di acquistare la cosa più economica da regalare a clienti o dipendenti. Un’azienda italiana oggi è molto più preoccupata per la propria immagine aziendale, basata su valori come il rispetto e il purpose. Vuole impegnarsi nella cura dell’ambiente, anche quando si tratta di omaggi. Si guarda anche il dono che un’azienda fa, se è è originale e se denota in sé che l’impresa è veramente impegnata nella sostenibilità con serietà. Una credibilità difficile da affermare se un’azienda continua a scegliere prodotti promozionali tradizionali come la tipica penna di plastica, pendrive o portachiavi ” afferma Michael Stausholm.

“Visto l’apprezzamento dell’Italia per i vostri prodotti, avete mai pensato di aprire un ufficio Sprout proprio nel nostro Paese?” incalza Poletti. “Sprout ha alcuni ottimi partner in Italia – risponde l’imprenditore danese – ma poiché è il nostro mercato più grande, stiamo sicuramente guardando all’Italia come il prossimo paese dove aprire un ufficio oltre alla Danimarca e agli Stati Uniti, dove abbiamo uffici ora.”

A New Normal Live, Michael Stausholm racconta la mission della sua azienda e di come hanno sviluppato questo brevetto globale sugli “strumenti di scrittura piantabili”, oggi esteso anche alle matite per il trucco. Con la nuova serie Sprout Liners, ora anche le matite da trucco possono essere piantate e tornare a nuova vita sotto forma di fiori selvatici. Ultima arrivata nel settore beauty, la matita per sopracciglia. 

“L’industria cosmetica ha bisogno di una spinta per offrire soluzioni di consumo sostenibili e produrre in modo più sostenibile. Crea ancora molta plastica e rifiuti inutili che danneggiano l’ambiente. Vogliamo dimostrare, con il nostro trucco piantabile, che è possibile progettare prodotti naturali di alta qualità che abbiano una seconda vita dopo l’uso e restituiscano effettivamente qualcosa di positivo al pianeta. L’Italia è un mercato forte per la cosmetica e penso che le donne italiane, soprattutto le giovani generazioni, siano pronte a provare prodotti più innovativi ed ecologici. Le nostre matite per il trucco piantabili sono diventate popolari sia come idea regalo ad amici o familiari sia come segno distintivo personale, per dimostrare di essere all’avanguardia in tema di sostenibilità e di sapersi prendere cura del pianetaconclude il fondatore di Sprout a Poletti e Bormetti a New Normal Live.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Sprout World

Nel terzo anniversario della tempesta Vaia, PEFC e Adaptation lanciano il webdoc “Trentino”

Ricordare il dramma della tempesta Vaia ma, soprattutto, mostrare al pubblico il grande impegno messo in campo da enti, associazioni e aziende per recuperare e utilizzare il legno degli alberi schiantati.

Con questo obiettivo, in occasione dell’anniversario della tempesta Vaia che il 29 ottobre 2018 ha colpito l’area alpina dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia con piogge e raffiche di vento stimate oltre i 150 km/h che hanno distrutto 42.500 ettari di foreste, PEFC Italia, ente promotore della corretta e sostenibile gestione delle foreste e il progetto giornalistico internazionale Adaptation.it presentano il capitolo del webdoc “Trentino”, dedicato alle storie di coloro che stanno lavorando per “adattare” questa regione al cambiamento climatico.

Cos’è Adaptation

Nato per documentare la convivenza tra l’uomo, la tecnologia e la natura nell’era della crisi climatica, il progetto Adaptation è un webdoc che, attraverso storie di “constructive journalism”, mette in evidenza le soluzioni trovate dalle comunità per resistere agli eventi meteo-climatici estremi.

Il capitolo “Trentino”

Il nuovo capitolo di Adaptation dedicato al Trentino sarà online e visionabile gratuitamente e all’indirizzo Adaptation.it a partire dal 26 ottobre, proprio nella settimana in cui ricorre il terzo anniversario della tempesta Vaia.

Negli scorsi mesi il giornalista scientifico Marco Merola, ideatore del progetto Adaptation, si è recato, con il supporto di PEFC Italia, nei luoghi della tempesta ed ha intervistato esperti dell’Università di Trento, imprenditori e rappresentanti delle comunità locali, proprietari dei boschi abbattuti e gestori forestali. Un “viaggio” illuminante, grazie al quale è oggi possibile raccontare un territorio che non ha mai smesso di lavorare per diventare più forte e consapevole di prima.

“Il Trentino è stata una delle aree più danneggiate, anche a livello economico, da Vaia, ma è stata in grado di mettere in atto sin da subito una strategia di adattamento e ripristino. Allo stesso tempo, ha iniziato una riflessione  sulle scelte compiute in passato, comprendendo ancora di più l’importanza della gestione forestale attiva”, sottolinea Francesco Dellagiacoma, Presidente del PEFC Italia.

“Come PEFC Italia ci siamo mossi da subito nel post Vaia creando la Filiera Solidale PEFC, unico sistema e logo pensato per sostenere le zone colpite dalla tempesta tramite il recupero del legno proveniente dalle piante abbattute da Vaia. Ora siamo orgogliosi di supportare il webdoc Adaptation che punta i riflettori su questo territorio e sull’impegno delle tante aziende che hanno fatto sempre della sostenibilità e della resilienza i principi attorno cui far ruotare il proprio lavoro”.

“La tempesta Vaia ha rappresentato per i trentini non solo un evento inaspettato, tragico ma un monito a cambiare atteggiamento nei confronti della natura. Le popolazioni locali hanno imparato che il bosco è e deve rimanere uno scrigno di biodiversità”, spiega il giornalista Marco Merola, ideatore del progetto Adaptation. “La sfida del prossimo futuro, per i trentini, è adattarsi agli eventi meteoclimatici sempre più estremi che potrebbero colpire il territorio. Venti forti ma anche piogge, gelate improvvise o prolungate siccità. Per questo enti pubblici, privati e Università stanno sperimentando soluzioni altamente innovative”.

Cosa mostra la nuova puntata di Adaptation

Nella puntata “Trentino” viene evidenziato il problema dei boschi monocolturali di abete rosso, il legno più utilizzato, dall’edilizia agli strumenti musicali, che hanno confermato la loro fragilità dinanzi ad eventi estremi originati dal cambiamento climatico. Pianificatori forestali ed esperti di selvicoltura hanno infatti consigliato di incrementare la biodiversità e non ripiantare tutti gli alberi abbattuti.

La tempesta – emerge dal documentario – ha anche  insegnato come solo una comunità veramente coesa possa adattarsi rapidamente a scenari non prevedibili. Le popolazioni che si sono trovate a gestire milioni di metri cubi di legname abbattuto hanno saputo costruire nuovi mercati e investire in usi altamente sostenibili per il “legno di Vaia”, anche grazie ad iniziative come la “Filiera Solidale PEFC”, come testimonia il grattacielo di nove piani costruito a Rovereto, la più alta e imponente costruzione in legno mai realizzata in Italia.

Vaia, infine, ha confermato che il settore del legno è per molti giovani  il trampolino di lancio verso un futuro professionale sostenibile, quello di ‘tecnico del legno’, certificato dal Centro di Formazione Professionale ENAIP di Tesero. Nei laboratori dell’Istituto, sotto lo sguardo attento dei professori, gli studenti usano il legno degli schianti per fare esperienza ed imparare un mestiere nobile e ricercato di cui ci sarà sempre più bisogno.

Sfruttando le potenzialità della comunicazione digitale, Adaptation si rivolge dunque a pubblici diversi e di tutte le età e, grazie ad una crew composta da giornalisti, divulgatori e videomaker, sta realizzando reportage di “constructive journalism” focalizzati non tanto sugli effetti del cambiamento climatico quanto sulle soluzioni messe in atto per costruire un futuro “nuovo”. L’Adattamento è la risposta per continuare a sperare e progredire e anche per questo la certificazione forestale PEFC lo ha tra le proprie strategie selvicolturali.

Fonte: comunicato stampa
Foto: PEFC – Marco Barretta