Grazie al marchio Bear Friendly Parco Nazionale della Maiella e WWF premiano le buone pratiche per la tutela dell’orso bruno marsicano e del suo habitat

Miele, frutta, ortaggi prodotti nella Maiella presto diventeranno ambasciatori della tutela dell’orso marsicano. Il Parco Nazionale della Maiella, in collaborazione con il WWF Italia, ha istituito il marchio “Bear Friendly”, un riconoscimento per i produttori che operano nei comuni dell’area protetta, applicando specifici disciplinari a favore dell’orso bruno marsicano e del suo habitat. Si tratta di un’azione che mira a premiare e dare visibilità a tutti coloro che nella loro attività quotidiana agiscono consapevolmente per evitare situazioni di conflitto con l’orso e applicano volontariamente tecniche di produzione a basso impatto sull’ecosistema. 


Il Parco Nazionale della Maiella è un’area di espansione dell’orso bruno marsicano dove, ormai da più di dieci anni, diversi individui vivono stabilmente e si riproducono. Le interazioni uomo-orso sono dunque sempre più frequenti e perciò l’area protetta, con il WWF, sta realizzando il Life ARCPROM – “Bentornato Orso gentile”, un progetto italo-greco finanziato dall’Unione Europea per migliorare la coesistenza uomo-orso attraverso la comunicazione, il dialogo con il territorio e la prevenzione-gestione delle situazioni in cui uomo e orso possono venire in contatto. 
 
Nell’ambito di questo progetto, tramite il marchio “Bear Friendly” Parco e WWF vogliono favorire localmente una cultura di accoglienza e rispetto per una sottospecie a forte rischio d’estinzione; coinvolgere i produttori locali nel raggiungimento degli obiettivi internazionali di conservazione a tutela della biodiversità e degli ecosistemi; dare visibilità a tutte le esperienze virtuose che concretamente contribuiscono a caratterizzare il Parco dal punto di vista dell’impegno a perseguire uno dei più sfidanti obiettivi istituzionali: garantire la sopravvivenza dell’orso bruno  marsicano nel lungo periodo. 


I disciplinari che regolano la concessione del marchio sono stati redatti attraverso la partecipazione dei potenziali beneficiari. “Apicoltori e agricoltori”, spiega Luciano Di Martino direttore del Parco della Maiella, “hanno lavorato assieme al Parco e al WWF e hanno dedicato con passione il loro tempo alla stesura del disciplinare, mostrando entusiasmo nei confronti di questa iniziativa che permette di migliorare l’immagine dell’impresa attraverso un premio che riconosce gli sforzi messi in atto, volontariamente, per trovare un giusto equilibrio tra esigenze produttive e mantenimento delle risorse naturali a cui sono legati.” 


I potenziali beneficiari del marchio sono dunque gli apicoltori che allevano l’ape mellifera ligustica e che proteggono gli alveari dai danni da orso così come gli agricoltori che coltivano varietà locali o possiedono certificazione biologica oppure, ancora, utilizzano metodi di produzione a basso apporto di fitosanitari”. 


Gli apicoltori e gli agricoltori sono gli apripista del progetto del marchio Bear Friendly che verrà concesso a seguito di verifica dei requisiti prestabiliti. Ogni soggetto interessato dovrà presentare una domanda dichiarando, tramite appositi moduli, di possedere le caratteristiche previste per la specifica attività. Il Parco Nazionale della Maiella provvederà alla raccolta delle istanze e alla verifica della documentazione per poter concedere il marchio ed effettuerà controlli a campione per verificare quanto dichiarato nella richiesta di adesione. 


Il marchio, ideato a partire dal logo del progetto LIFE ARCPROM, è stato creato in sei varianti di colore che includono sia tonalità classiche sia tonalità più audaci. Una scelta, questa, mirata a favorire la visibilità del marchio sui diversi imballaggi dei prodotti ma anche a creare sul territorio una molteplicità di immagini, uguali ma diverse, per catturare l’attenzione dei consumatori.


Per il Parco quest’ azione è un grande passo concreto nella strategia di tutela dell’orso bruno marsicano, un passo che aiuterà a riconoscere l’orso come parte integrante e valore del territorio, a moltiplicare i comportamenti virtuosi e che favorirà un dialogo con gli operatori economici dell’area protetta, per coinvolgerli sui temi della conservazione della natura, che è possibile solo se diventa una responsabilità per tutti.
Per il WWF è di notevole importanza conservazionistica lavorare insieme al Parco Nazionale della Maiella, per il ruolo che riveste quest’area d’espansione per l’orso bruno marsicano. Nel contempo poter sperimentare forme di coinvolgimento e responsabilizzazione dei portatori d’interessi permetterà anche di gestire meglio e più tempestivamente altre situazioni di presenza stabile del plantigrado, stante la frequenza con cui l’orso viene segnalato anche fuori dall’Abruzzo.  

Fonte: comunicato stampa

Posidonia decennio del mare unesco

Save the Wave: parte il progetto che ripristina gli ecosistemi del Mediterraneo piantando Posidonia oceanica, le “foreste del mare”

Si parte dal Golfo di Palermo per abbracciare, onda dopo onda, tutto il bacino del Mediterraneo, con l’obiettivo di tutelare e ripristinare gli ecosistemi marini del Mediterraneo con particolare attenzione alle praterie di Posidonia oceanica, alle popolazioni di coralli e di altre specie. È questo in sintesi Save The Wave.

Cosa è Save the Wave

Save the Wave è un progetto concreto di tutela del mare – coordinato dal team di Ocean Literacy della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO) e nato nell’ambito del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile (2021 – 2030) – che alle azioni di ripristino affianca iniziative di divulgazione e sensibilizzazione, per promuovere la consapevolezza dei cittadini sul ruolo svolto dagli ecosistemi marini per mitigare il cambiamento climatico ed ottenere un oceano sano, resiliente e produttivo entro il 2030. L’intento è creare una rete di iniziative e sinergie tra aziende, ricercatori e ricercatrici, università, organizzazioni no-profit.

I primi risultati di Save the Wave sono già “visibili” nel golfo di Palermo, a Mondello, dove in collaborazione con E.ON Italia, primo partner ad abbracciare il progetto, e al biologo marino Antonio Scannavino è iniziata in questi mesi la riforestazione di 100 mq di Posidonia oceanica, per rigenerare l’ecosistema precedentemente esistente in quella zona.

Cosa è e a cosa serve la Posidonia oceanica

Pianta marina endemica del Mar Mediterraneo, la Posidonia oceanica è in grado di formare grandi praterie sommerse, vere e proprie “foreste del mare” che favoriscono la biodiversità, fungendo da casa e fonte di cibo per molluschi, pesci e crostacei. “Le praterie di Posidonia sono un ecosistema che ospita circa il 25% della biodiversità del Mediterraneo. Inoltre, proprio come le piante terrestri, la Posidonia oceanica produce ossigeno e cattura biossido di carbonio dall’atmosfera, intrappolandolo nelle radici e nel substrato sottostante per centinaia o addirittura migliaia di anni: sono quindi ecosistemi Blue Carbon, alleati fondamentali per contrastare gli effetti del cambiamento climatico”, spiega Francesca Santoro, Specialista di Programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e promotrice in Italia del Decennio del Mare (2021-2030).

Gli ulteriori scopi del progetto

Con Save the Wave verranno inoltre ripristinati e tutelati i coralli del Mediterraneo, importanti risorse oggi in pericolo a causa delle azioni umane e del cambiamento climatico. “Ripristinare ecosistemi essenziali per la salute dell’oceano è quanto mai urgente: il progetto Save the Wave ci permette di farlo parlando a un pubblico il più ampio possibile e soprattutto creando consapevolezza nella società”.

Il progetto ha, infatti, anche uno scopo educativo, per raccontare il tema del Blue Carbon e dell’assorbimento della CO2 da parte dell’oceano, grazie al coinvolgimento degli studenti del Liceo Galileo Galilei di Palermo che stanno seguendo l’intero sviluppo della prateria di Posidonia oceanica.

Inoltre, punta a coinvolgere l’intera comunità locale: ai biologi e agli esperti si affiancano infatti i pescatori siciliani che hanno particolarmente a cuore l’habitat della zona e che stanno mettendo al servizio del monitoraggio la loro grande esperienza.

“È fondamentale coinvolgere la comunità locale e renderla consapevole della presenza degli ecosistemi marini. Con Save the Wave vogliamo sottolineare proprio questo: la piantumazione segna l’inizio di un percorso di ripristino che risulta efficace soltanto creando una cittadinanza attiva capace di promuovere essa stessa azioni di salvaguardia”.
Davide Villa, CCO di E.ON Italia aggiunge: “Da anni, abbiamo intrapreso una serie di iniziative concrete e di sensibilizzazione che coinvolgono anche i nostri clienti, in particolare, con il nostro progetto Energy4Blue. Dal 2021, siamo al fianco del Decennio del Mare per il ripristino della Posidonia oceanica nel Golfo di Palermo nell’ambito di Save The Wave. Siamo orgogliosi di supportare UNESCO in questo progetto che abbraccia tanti temi e che ci consente di salvaguardare il mare e l’ambiente, ridurre le emissioni, ma anche educare i più giovani e la comunità locale, per sviluppare una vera Generazione Oceano”.

Il futuro

Il progetto di ripristino punta ora a espandersi nel resto del Mediterraneo, come spiega Francesca Santoro: “Stiamo già identificando nuove aree in cui intervenire e parallelamente stiamo lavorando sul fronte dell’Educazione all’Oceano (Ocean Literacy), con l’iniziativa Save the Wave App Challenge, realizzata con Axa Italia e Gamindo e rivolta agli studenti dei licei”. Il programma prevede una formazione per i ragazzi sull’Ocean Literacy e sul coding per coinvolgerli in una vera e propria challenge in cui dovranno sviluppare idee per una app che supporterà la comunicazione del progetto Save the Wave. L’idea migliore sarà realizzata per lanciare un videogioco a impatto sociale e ambientale che consentirà di convertire i premi che le persone conquisteranno all’interno del gioco in progetti di rigenerazione di Posidonia, coralli e altri habitat.

 

Proprio il tema della ‘Revitalization’ sarà inoltre al centro del World Ocean Day di quest’anno (8 giugno 2022), per ricordare la necessità di agire insieme per dare nuova vita all’oceano. Allo stesso tempo, Save the Wave risponde alla call to action lanciata dalla Decade on Ecosystem Restoration (2021-2030) delle Nazioni Unite, che sottolinea la necessità di ripristinare gli ecosistemi danneggiati a causa delle attività umane. Il ripristino dell’ecosistema, in questo caso marino, è fondamentale per rispondere agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, in riferimento ai cambiamenti climatici e alla conservazione della biodiversità.

 

Tutte le informazioni per supportare i progetti di ripristino degli ecosistemi marini sulla piattaforma del Decennio del Mare: www.decenniodelmare.it

Fonte: comunicato stampa
Foto: Decennio del Mare