Quattro mesi di scienza e divulgazione: torna “Scienza Insieme NET”

Anche quest’anno tornano le iniziative di Scienza Insieme NET per quattro mesi di scienza che si concluderanno il 24 settembre 2021 con la Notte Europea dei Ricercatori.

Tra le personalità del mondo scientifico che animeranno l’edizione 2021, parteciperà quest’anno, come ospite d’eccezione di NET, il Premio Nobel per la Fisica Michel Mayor per raccontare degli esopianeti e della scoperta del cosmo oltre il nostro sistema solare.

In cosa consiste Scienza Insieme

I ricercatori e le ricercatrici di undici tra i principali Enti pubblici di ricerca ed Università del nostro Paese che costituiscono la rete di NET condurranno laboratori, tour in presenza e virtuali, giochi ed esperimenti, conferenze interattive per avvicinare adulti e bambini alla scienza. Gli eventi, tutti gratuiti, si svolgeranno a Roma, Viterbo e in tante altre città italiane, e saranno volti ad aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento dei cittadini nella sfida globale dei cambiamenti climatici, informando il pubblico sulle azioni del Green Deal europeo e del PNRR per un’economia più sostenibile.

Tra gli appuntamenti con cui si inaugureranno le attività 2021 di NET vi saranno talk, trekking urbani e naturalistici, aperitivi scientifici, conferenze spettacolo. Un fitto programma con eventi su tutto il territorio nazionale, da nord a sud, in tutte le sedi di NET.

Quando iniziano gli eventi

Si parte venerdì 4 giugno a Roma con il trekking scientifico di ISPRA presso il Drizzagno e l’ansa morta di Spinaceto lungo il Tevere per continuare sabato 5 con lo “Star Trekking” organizzato da INAF, una passeggiata percorso urbano, che si snoda tra le basiliche di Santa Maria degli Angeli e Santa Maria Maggiore, in un percorso in cui l’arte si fonde con la storia dell’astronomia. Nello stesso giorno i ricercatori di INFN condurranno bambini e ragazzi in una passeggiata nel bosco del monte Tuscolo con destinazione il Parco Archeologico e Culturale di Tuscolo chiacchierando di scienza e raccontando le attività dell’Istituto.

Anche nell’edizione 2021 un’attenzione particolare andrà ai giovani e a tutto il mondo della scuola: attività, sia in presenza che online, saranno svolte dai ricercatori con l’obiettivo di coinvolgere le nuove generazioni nella passione e nella curiosità per la scienza, attraverso laboratori, giochi, la caccia al tesoro di NET, e intrattenere gli studenti in modo divertente e appassionante. 

In attesa del grande evento Notte del 24 settembre, in preparazione un week end estivo con esperimenti, laboratori e spettacoli nell’Arena cinematografica di Parco Talenti a Roma.

“L’informazione, il fenomeno delle fake news, la comunicazione sui grandi temi di attualità, tanto rilevante per i cittadini nella drammatica fase della pandemia, e fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici, saranno al centro dei nostri eventi. L’esperienza del Covid sta confermando quanto le persone abbiano fame di conoscenza scientifica. Riuscire a mettere in campo eventi e appuntamenti, in presenza e in streaming, per la cittadinanza, con focus specifici per gli studenti, per noi è fondamentale per dare risposte alle richieste delle persone e per combattere in prima linea le ‘bufale’ scientifiche sempre più frequenti – spiega Claudia Ceccarelli, coordinatrice del Progetto NET- Science Together –. La ricerca è il polmone pulsante del nostro Paese. Manifestazioni come questa ci consentono di mostrare le eccellenze scientifiche italiane e ciò che ci rende un paese competitivo in questo ambito; di aprire lo sguardo verso prospettive future più ampie, ovvero, una maggiore consapevolezza di tutti su quelle che sono le sfide globali di questo millennio, e sulle responsabilità che ciascuno di noi deve assumersi con l’obiettivo di un futuro più sostenibile. Nel corso dei tanti momenti previsti per la manifestazione – che avrà il suo culmine nella Notte dei ricercatori venerdì 24 settembre – le persone potranno incontrare i tanti ricercatori e ricercatrici e, ci auguriamo, sentirsi un pochino parte della nostra rete ‘NET’”.

Chi partecipa a Scienza Insieme

Al Progetto NET aderiscono undici fra i più importanti Enti pubblici di ricerca ed Università del nostro Paese: CNR (che ne è anche il capofila), ENEA, INAF, INFN, INGV, ISPRA, CINECA, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi della Tuscia, Università Telematica Internazionale UNINETTUNO.

L’idea del Progetto NET è nata dall’esperienza di Scienza Insieme che da alcuni anni vede gli stessi partner collaborare insieme sui temi della divulgazione, formazione e informazione, e che avevano già partecipato ad altre edizioni della Notte Europea dei Ricercatori.

La rete di NET include tante realtà del mondo della ricerca e della cultura presenti sul territorio. Tra le tante collaborazioni quella con il Centro Ricerche Enrico Fermi, prestigioso ente pubblico di ricerca, l’Orto botanico di Roma, La Lega Navale Italiana, Federparchi, Anec Lazio, AIGAE coordinamento Lazio; La Città della Scienza (Napoli), Lega Navale di Livorno; Distretto Ligure Tecnologico; il Museo Naturalistico dei Monti Prenestini, Resina (Sistema Museale Naturalistico del Lazio), Museo Maxxi, Palazzo Rospigliosi e numerose associazioni e importanti realtà del territorio Casetta Rossa, Centro Antartide (Univerde);  FotoSub Club; Green Cross Italia; Gruppo Astronomia Digitale; Meles Meles; Neulos; Neural Research; Open City; ScienzImpresa; Sistemi Castelli Romani; Teatro Tor Bella Monaca (Seven Cults); UAI – Unione Astrofili Italiani.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Scienza Insieme

I festival del jazz diventano green!

Jazz Takes The Green è la prima rete italiana dei festival jazz e degli eventi culturali ecosostenibili.

Grazie al legame con il territorio e al sostegno costante alle dinamiche sociali, il jazz italiano negli ultimi tempi ha mostrato una spiccata sensibilità verso le problematiche climatiche del nostro tempo, prendendo sempre più spesso decise posizioni su come la musica possa rappresentare ed essere vissuta in chiave di responsabilità sociale.

Cos’è Jazz Takes The Green?

Si tratta di un’iniziativa frutto dell’incontro tra Green FestFondazione Ecosistemi e I-Jazz, associazione che riunisce la maggioranza di festival jazz italiani e consta di 17 festival da svolgere in 11 regioni italiane da Nord a Sud.

È nata durante un convegno nel giugno 2020 durante il quale insieme ad esperti del contenimento dell’impatto ambientale degli eventi dal vivo si è parlato di come fare e proporre musica, e quindi muovere persone e impegnare risorse economiche, non può più prescindere dall’assumersi l’impegno di diffondere valori universali come il rispetto dell’ambiente, la sostenibilità, la tutela dei diritti umani, la tolleranza, l’inclusione.

L’obiettivo di tutto ciò è condividere con il pubblico le buone pratiche degli eventi sostenibili.

Quali sono i festival che hanno aderito?

Fanno parte di Jazz Takes The Green i seguenti festival raggruppati per regione: Ambria Jazz Festival, Bergamo Jazz e Associazione 4.33 (Lombardia), Sile Jazz (Veneto), Parma Jazz Frontiere (Emilia-Romagna), Gezmataz (Liguria), Fano Jazz By The Sea e Risorgimarche (Marche), Empoli Jazz Festival (Toscana), Gezziamoci (Basilicata), Locus Festival e Think Positive (Puglia), Peperoncino Jazz Festival (Calabria), Festivalle dei Templi e Battiati Jazz Festival (Sicilia), Time In Jazz Musica sulle Bocche (Sardegna).

Gli aderenti a Jazz Takes The Green si sono dati l’obbiettivo di favorire la riconversione dei festival jazz da eventi ad alto impatto ambientale a eventi Green, grazie all’adozione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) elaborati nell’ambito del Progetto GreenFEST – Green Festivals and Events through Sustainable Tenders, ed elencati in una apposita Check List. 

Fra i criteri ambientali “di base” figurano: riduzione del consumo di risorse naturali; mobilità sostenibile; consumi energetici; gestione rifiuti; eliminazione dell’uso della plastica; utilizzo di allestimenti scenici creati con materiali ecocompatibili; la scelta delle location in cui si svolgono i festival. Compito degli aderenti sarà anche quello di rendicontare gli impatti ambientali e sociali dei festival.

Jazz Takes The Green con il MIBACT

Jazz Takes The Green intende anche porsi come interlocutore del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MIBACT), affinché l’adozione degli stessi criteri di abbassamento dei fattori di impatto ambientale siano premianti ai fini della valutazione per l’assegnazione dei finanziamenti Ministeriali, che a loro volta saranno funzionali per implementare la riconversione Green. Lo stesso Recovery Plan conterrà, nel capitolo relativi a Turismo e Cultura, la proposta di una riforma mirante a favorire l’adozione formale dei CAM.

Jazz Takes The Green, nel suo essere rete di idee e pratiche, non è quindi solo una proclamazione di nobili intenti ma un vero e proprio percorso operativo che si avvale del tutoraggio degli espertidi Green Fest e di Fondazione Ecosistemi, coordinati dal suo Direttore Silvano Falocco, che fungeranno da supporto fornendo chiarimenti interpretativi delle Check List e suggerimenti per applicare ogni criterio a ogni singola realtà di festival o rassegna; inoltre verranno indicate anche le ditte fornitrici di soluzioni Green.

Opinioni pubbliche sul Festival del Jazz Green

Silvano Falocco, Direttore di Fondazione Ecosistemi, accoglie con entusiasmo la costituzione di Jazz Takes The Green: «Anche la cultura, tanto più in un momento drammatico come questo, deve dimostrare di sapersi far carico della tutela del pianeta, dell’ambiente, della biodiversità, dell’equità, del rapporto con il territorio. Deve testimoniare che un cambiamento è urgente e possibile. Il jazz è sempre riuscito a rappresentare i fermenti della società e che lo faccia anche oggi, con progettualità impegni e azioni concrete, per far fronte all’emergenza climatica e planetaria, è una notizia entusiasmante. Jazz Takes the Green, domani, sarà una buona pratica di sostenibilità che molti altri vorranno seguire».

Corrado Beldì, Presidente di I-Jazz, afferma a nome dei festival che rappresenta: «Ancora una volta I-Jazz abbraccia una strada nuova e mette in discussione la propria impronta ecologica con un grande progetto di sostenibilità che coinvolge festival di tutta Italia. Un modello che guarda al futuro del pianeta, con l’adozione di nuovi criteri ambientali che rendano ancora più sostenibili rassegne che già da anni lavorano per valorizzare il patrimonio storico e naturalistico italiano».

Per Adriano Pedini, Direttore Artistico di Fano Jazz By The Sea, festival capofila di Jazz Takes The Green, «La nascita di questa rete è la riposta migliore possibile alle sempre più impellenti esigenze di valorizzare le pratiche Green, anche e soprattutto in tempi di diffusione di un virus che sta mettendo letteralmente in ginocchio le attività di spettacolo dal vivo. La ripartenza nel solco dell’ecosostenibilità è sicuramente un segno tangibile di sensibilità e di senso di responsabilità».

Fonte: comunicato stampa

Foto: Fondazione Ecosistemi