Droni per contrastare la deforestazione. La soluzione del Paraguay

Nel Gran Chaco in Paraguay non è solo presente la seconda foresta più grande del Sud America, ma anche uno dei tassi di deforestazione più elevati al mondo.

GainForest, il fondo decentralizzato che utilizza l’intelligenza artificiale per misurare e premiare la gestione sostenibile della natura, con l’aiuto dei dati dei droni di Globhe ha messo a punto degli strumenti in grado di invertire la deforestazione e rafforzare le comunità locali.

Stiamo invertendo la deforestazione con un approccio digitale a più livelli che monitora, segnala e verifica. La nostra tecnologia all’avanguardia analizza i dati delle immagini per verificare le misurazioni effettuate dalle comunità locali sul terreno e garantire che non si sia verificata alcuna deforestazione”, afferma Facundo Cajén di GainForest.

Le NFTrees fanno la differenza

Il Gran Chaco è solo uno dei tanti luoghi in cui GainForest sta lavorando con la sua metodologia unica per invertire la deforestazione. Nella regione ha introdotto NFTrees, una risorsa digitale che rappresenta la conservazione specifica di quest’area. Ciò fornisce ai donatori un certificato di prova dell’impatto che viene costantemente aggiornato con metadati che, quasi in tempo reale, mostrano lo stato della foresta.

Gli NFTrees sono un modo trasparente di utilizzare risorse digitali uniche per premiare i donatori e consentire loro di tenere traccia delle loro donazioni utilizzando dati che mostrano l’impatto nel tempo“, spiega Facundo Cajén di GainForest.

Collaborazione tra GainForest e il Ministero dell’Ambiente del Paraguay

In Paraguay GainForest collabora anche con il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile del paese per responsabilizzare, finanziare e premiare le comunità locali e promuovere la protezione della foresta locale. I dati dei droni di Globhe svolgono un ruolo chiave nel monitoraggio della copertura degli alberi e della cattura del carbonio e nella mappatura di vaste aree di terra nella regione del Gran Chaco.

“Ciò consente a GainForest di elaborare e analizzare i risultati utilizzando i propri algoritmi di intelligenza artificiale all’avanguardia e attirare l’attenzione e il coinvolgimento sul problema critico della deforestazione“, afferma Yambot Aguilera, Client Delivery Associate presso Globhe.

“Siamo incredibilmente orgogliosi dei nostri esperti operatori di droni che hanno svolto un lavoro quasi impossibile nella raccolta dei dati, come spesso accade nelle aree difficili da coprire in tutto il mondo“, afferma Aguilera.

Fonte: comunicato stampa Globhe

isola asinara marine litter

All’Asinara ricercatori e pescatori insieme nella lotta al marine litter

Per proteggere dall’inquinamento da plastica l’isola dell’Asinara, scrigno di storia e biodiversità, ricercatori e pescatori uniscono le proprie forze e daranno vita, nei prossimi mesi, ad una strategia per il controllo costante del marine litter, causa di innumerevoli danni alla vita marina e anche fonte di impatti negativi sulla pesca e sull’economia locale.

È questo l’obiettivo primario del progetto “Creazione di una strategia per il monitoraggio del marine litter nell’Area Marina Protetta dell’isola Asinara con il coinvolgimento dei pescatori”, che l’Università di Sassari sta portando avanti in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Asinara e Area Marina Protetta “Isola dell’Asinara”, l’Università di Ferrara, l’Università di Bucarest, Flag Nord Sardegna, Co.pe.g.a. Società Cooperativa A.r.l di Porto Torres, la cooperativa Pescatori di Stintino e la digital tech agency Innovyou.

In linea anche con gli obiettivi della legge “SalvaMare”, il progetto – avviato dal dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali e dal dipartimento di Agraria, finanziato dal fondo PO FEAMP 2014-2020 – punta a sviluppare sul territorio un approccio partecipativo tra pescatori, enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, cittadini, che saranno supportati da strumenti digitali ad hoc e coinvolti in un’attività di monitoraggio, indispensabile per trovare soluzioni sostenibili al problema dei rifiuti marini.

Tra le azioni del progetto è prevista anche la costruzione di una specifica app per la segnalazione dei rifiuti a mare, disegnata in funzione dell’Isola dell’Asinara: si chiamerà Sea waste finder” e la sperimentazione condotta da un team di ricercatori e pescatori partirà in occasione della Giornata del Mare, l’11 aprile. Le informazioni raccolte confluiranno in una banca dati.

Il Mediterraneo è uno dei mari più contaminati dalla presenza di rifiuti plastici per cui è indispensabile collaborare tutti al fine di adottare modelli di consumo sostenibile, investire nell’innovazione e individuare pratiche efficaci di gestione del marine litter”, afferma Donatella Carboni, Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari, coordinatrice del progetto.

I team di ricerca coinvolti lavoreranno su molteplici fronti: dall’esecuzione di analisi chimiche, con focus sulle plastiche, per individuare sostanze pericolose, su campioni di marine litter raccolti a mare e a terra, fino alla creazione di un protocollo di monitoraggio e smaltimento e dei rifiuti marini, con particolare attenzione ai processi di economia circolare e a criteri di analisi costi-benefici.

Accrescere la consapevolezza ambientale dei pescatori e dei cittadini residenti è un altro importante obiettivo del progetto di Sea Waste Research: saranno realizzati tavoli di consultazione per presentare e discutere i risultati intermedi e finali e un congresso conclusivo. La collaborazione tra pescatori, studenti e cittadini è preziosa nella lotta al marine litter e per preservare i delicati sistemi ambientali marini, come l’Isola dell’Asinara, non bisogna mai abbassare la guardia.

Fonte: comunicato stampa Università di Sassari