vitamina C benessere pelle pixabay

Acidi della frutta: il vademecum per usarli come alleati naturali nella propria beauty routine

La natura ci offre tutto ciò di cui abbiamo bisogno: da vitamine e minerali contenuti negli ortaggi fino allo iodio trasportato dalle onde del mare, passando per oli ed estratti di piante e fiori utilizzati nel mondo del beauty.

Per sottolineare l’importanza della natura ed inaugurare un ritorno alle origini nella cosmesi, Abiby, talent scout di prodotti must have nel mondo beauty e leader italiano nel settore delle beauty box in abbonamento, dedica proprio alla natura la nuova beauty box del mese di aprile “Back to the roots”. Prodotto spoiler è la Glycolic Acid In Hand Cream di Avant, una crema mani a base di acido glicolico, un acido della frutta in grado di rimuovere le cellule morte, favorire la produzione di collagene e rendere la pelle più luminosa e levigata; l’ideale per le mani sottoposte continuamente ai gel igienizzanti.

“Gli acidi della frutta sono dei potentissimi alleati naturali quando si parla di skin care e sono noti in particolare per le loro proprietà anti age ed esfolianti e per la capacità di ridurre acne, macchie e piccole imperfezioni”, spiega Valentina Abramo, Brand Partnership Manager di Abiby. “Nel mondo del beauty, oltre all’acido glicolico, che è presente nella canna da zucchero o nella barbabietola, ci sono per esempio l’acido malico, che si può ricavare dalle mele o dalle fragole; l’acido lattico, presente nei mirtilli e nell’ananas; e l’acido mandelico, derivato dalle mandorle. Utilizzandoli la pelle può rigenerarsi e dare il meglio di sé sfruttando i doni che la natura ci ha dato”.

Come ogni tipo di acido, anche gli acidi della frutta (Alfa-idrossiacidi o AHA) devono essere utilizzati con attenzione all’interno della propria skin care, così da non sottoporre la pelle a inutili stress e irritazioni. Per questo, Abiby condivide un piccolo vademecum dedicato proprio a loro con 5 consigli su come utilizzare e inserire gli acidi della frutta nella propria beauty routine.

 

Non unire i prodotti a base di AHA a quelli a base di retinolo

Sia il retinolo che gli Alfa-idrossiacidi stimolano il rinnovamento cellulare, andando a creare un effetto peeling. Proprio per evitare azioni aggressive o causare un eccessivo stress alla pelle è importante che questi due ingredienti non vengano mai combinati, soprattutto in caso di cute sensibile. Ultimo, ma non meno importante, in alcuni casi gli AHA potrebbero ossidare il retinolo, rendendolo così inefficace. I due ingredienti, però, possono essere utilizzati in diversi momenti della giornata o a giorni alterni, a seconda delle necessità.

Non abbinare gli acidi della frutta alla vitamina C

La vitamina C, o acido ascorbico, grazie alle sue proprietà antiossidanti e rigeneranti, è una componente presente in molti prodotti cosmetici, ma la sua elevata sensibilità al pH non la rende adatta a tutte le beauty routine. Affiancata agli AHA, per esempio, diventa quasi del tutto inefficace e potrebbe causare irritazioni in caso di pelli particolarmente sensibili.

Gli acidi della frutta sono più indicati per la beauty routine serale

Come tutti gli acidi, anche quelli della frutta sono più indicati per la beauty routine serale, perché, così facendo, il rinnovamento cellulare e l’effetto peeling avvengono durante la notte, quando la cute non è sottoposta ai raggi solari e si rigenera più velocemente, come emerso da numerosi studi dermatologici.

Pelli sensibili? Meglio puntare su acido mandelico e acido lattico

Gli acidi sono solitamente poco indicati per le pelli sensibili e tendenti a irritazioni e arrossamenti, ma tra quelli della frutta ci sono due alleati adatti anche alla cute più esigente: l’acido mandelico e l’acido lattico. Il primo, in particolare, ha anche un effetto antibatterico e si rivela quindi perfetto per contrastare l’acne o le irritazioni dopo i trattamenti.

Non dimenticare di proteggersi con prodotti SPF

A causa dell’effetto peeling, gli acidi rendono la pelle molto più sensibile agli agenti esterni e, in particolare ai raggi solari. Se inseriti nella beauty routine e in particolare in quella mattutina, quindi, i prodotti a base di AHA devono essere affiancati a creme e prodotti con SPF per evitare di causare danni o irritazioni alla cute.

Fonte: comunicato stampa

Nascono le guide per vivere Roma e Milano a “impatto zero”

Abiti a Roma o a Milano e vuoi vivere a “impatto zero”? È possibile acquistando in libreria le Guide 2021 di Eco in Città che contengono tutti i negozi, i ristoranti, i mercati e le aziende bio delle due grandi città metropolitane. Il progetto Eco in Città, nato nel 2009 e composto dalle Guide cartacee annuali di Roma e Milano e dal web magazine quotidiano nazionale ecoincitta.it, fotografa proprio la sostenibilità urbana.

Una panoramica su Roma e Milano

Milano resta la capitale indiscussa della mobilità responsabile grazie all’offerta ampia di mezzi pubblici e alla variegata proposta di auto, biciclette e monopattini in condivisione. A sorpresa la grande presenza di Botteghe Equo e solidali, addirittura una ogni 53 mila abitanti a differenza di Roma che ne registra solo una ogni 280.000; purtroppo negli ultimi 3 anni le chiusure di questi spazi gestiti quasi solo da volontari sono state tante, troppe. Roma è la regina delle bioprofumerie e dei parrucchieri green: parliamo di ben 76 “ecopoint” dove migliorare la propria immagine con prodotti e tecniche a basso impatto (a Milano sono solo 37).

Ristoranti veg a Milano uno ogni 22 mila ab., al contrario di Roma che vede la presenza di uno ogni 43 mila ab; a Roma un ristorante bio ogni 20 mila ab., a Milano uno ogni 28 mila.
E per l’abbigliamento ecologico? Tra usato e nuovo a Milano consideriamo un punto vendita ogni 23 mila ab., a Roma uno ogni 35 mila; vestiti bambini nel capoluogo lombardo uno ogni 82 mila, nella capitale uno ogni 133 mila … pochini! E stessa proporzione se parliamo dei luoghi dove intrattenere i bambini tra musei, ludoteche, teatri.
Per arredare la casa verde Milano può vantare di 1 punto vendita ogni 30 mila ab. (fra mercatini e negozi); Roma si attesta su 1 ogni 56 mila.
Roma conta su 83 tra riserve, parchi, oasi e giardini ovvero 1 spazio verde a disposizione per 83 mila ab. E Milano? Spadroneggia con 76 aree all’aperto, 1 per 18 mila ab.

I numeri suddivisi per città nel dettaglio

MILANO > 1.400.000 abitanti

49 ristoranti, pizzerie e bar biologici, 63 ristoranti vegetariani, vegani e crudisti, 107 tra esercizi, mercati, punti vendita aziendali e agriturismi bio e vegani, 26 botteghe equo e solidali, 24 la somma delle ciclofficine e dei luoghi dove noleggiare mezzi elettrici, 36 mercatini e negozi di abiti usati, 23 punti vendita con abbigliamento e accessori a minimo impatto, 37 bioprofumerie ed ecoparrucchieri, 46 tra mercatini, rigattieri e negozi per la casa etica, 17 negozi di vestitini per ecobimbi e 45 sono i luoghi per intrattenere i piccoli tra librerie, musei, ludoteche e fattorie.

ROMA > 2.800.000 abitanti

137 ristoranti, pizzerie e bar biologici, 64 ristoranti vegetariani, vegani e crudisti; 165 tra esercizi, mercati e punti vendita aziendali bio e vegani; 10 botteghe equo e solidali; 42 la somma delle ciclofficine e dei negozi dove noleggiare mezzi elettrici; 45 mercatini e negozi di abiti usati; 35 punti vendita con abbigliamento e accessori a minimo impatto; 76 bioprofumerie ed ecoparrucchieri; 50 tra mercatini, rigattieri e negozi per la casa etica; 21 negozi di vestitini per ecobimbi e 62 sono i luoghi per intrattenere i piccoli tra librerie, musei, ludoteche e fattorie.

Chi scrive su Eco in Città

Eco in Città vanta alcune prestigiose firme, tra cui il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, Donatella Bianchi, Annalisa Corrado Lucia Cuffaro, Marco Fratoddi, Walter Ganapini, Serena Giacomin, Giuseppe Onufrio, Alfonso Pecoraro Scanio, Gianni Silvestrini, Rossella Sobrero.

Con quale scopo sono nate queste guide?

È sempre più importante creare una “rete” fisica e virtuale per la diffusione e la disponibilità delle conoscenze in ambito green”. – afferma Massimiliano Pontillo, direttore di Eco in Città e presidente di Pentapolis Group. “Bisognerà disegnare un modello di società capace di garantire un’elevata qualità della vita e una crescita più responsabile degli individui e delle aziende. Questo processo di cambiamento è già in atto: il neonato Governo Draghi ha sottolineato più volte l’importanza dell’Agenda 2030 (ONU) e ha creato il Ministero della Transizione Ecologica, che già nel nome si pone un obiettivo preciso ovvero il passaggio e, dunque, il raggiungimento di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. La ri-partenza si costruirà dal basso e dall’alto, frutto dell’impegno congiunto dei cittadini e dell’esempio della classe dirigente. E’ una sfida impegnativa che riguarda noi tutti: Eco in Città è un progetto editoriale che fa della “divulgAzione” il suo principio fondante e obiettivo prioritario”.

Per l’autrice Marzia Fiordaliso “I grandi centri devono adeguarsi con urgenza nell’affrontare la crisi climatica di fronte ai quali siamo ancora vulnerabili, ma abbiamo tutte le capacità necessarie di reinventarci e di essere resilienti. Il rispetto per il nostro habitat, un saggio dinamismo e una grande volontà nell’affrontare il nuovo con tutte le connessioni che comportano possono diventare il nostro zenit. Eco in Città è un vademecum pratico e immediato per vivere meglio. Un’utopia sostenibile”.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Eco in città