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Quali sono i costi per attivare un POS in Italia?

Con l’introduzione delle sanzioni per esercenti e professionisti che non accettano pagamenti con carta dai loro clienti, la questione del “POS obbligatorio” torna ad essere di grandissima attualità. La nuova normativa, la cui entrata in vigore è stata anticipata da gennaio 2023 a fine giugno 2022, prevede una sanzione pecuniaria di 30 euro che viene aumentata del 4% del valore della transazione per chi rifiuta un pagamento con carta.

Le polemiche legate al “POS obbligatorio” non mancano di certo. Il tema, come detto, è quanto mai attuale. Per far luce su quelli che sono i reali costi da sostenere da parte di esercenti e professionisti, in relazione all’utilizzo del POS per accettare pagamenti, l’Osservatorio ConfrontaConti.it e SOStariffe.it ha realizzato un’indagine sui costi in Italia del POS nel 2022.

Lo studio ha preso in considerazione tutte le principali opzioni che aziende, esercenti e professionisti hanno per munirsi di un POS andando ad evidenziare sia i costi fissi (come la spesa iniziale e il canone periodico per mantenere attivo il POS) che le commissioni applicate sulle transazioni. I risultati dell’indagine sono poi stati confrontati con le rilevazioni del 2017. I dati raccolti dall’Osservatorio confermano un drastico calo dei costi del POS per gli esercenti italiani nel corso degli ultimi cinque anni.

I costi fissi del POS in Italia sono in netto calo: la spesa iniziale si riduce del 66,5%

Tra le principali evidenze dell’indagine si nota un drastico calo dei costi fissi da sostenere per munirsi di un POS per la propria attività. Stando ai dati raccolti dallo studio, infatti, la spesa media iniziale da sostenere per il POS è di 22,82 euro con un calo del 66,5% rispetto ai dati del 2017. C’è una differenza di poco più di 7 euro per quanto riguarda la spesa iniziale per un POS Mobile (26,53 euro) e quella per un POS Fisso (19,11 euro).

In diversi casi, inoltre, il POS non prevede alcuna spesa iniziale con gli esercenti che possono ottenere il dispositivo senza alcun esborso ma sottoscrivendo un abbonamento mensile. Da notare, inoltre, che anche per quanto riguarda i costi periodici del POS si registra un sostanziale calo rispetto ai dati raccolti dalla precedente rilevazione. Nel corso del 2022, infatti, il canone mensile medio del POS che professionisti e esercenti devono sostenere è di 6,60 euro.

Questo dato risulta essere sensibilmente inferiore rispetto a quello registrato nel 2017. Nel corso degli ultimi 5 anni, infatti, il canone mensile del POS si è ridotto del 63,6%. Da notare che scegliere un POS Mobile è ancora più conveniente con un canone medio pari ad appena 5,11 euro al mese che conferma la praticità dell’utilizzo di questa particolare tipologia di POS per accettare i pagamenti.

Complessivamente, il confronto tra 2017 e 2022 conferma il drastico calo dei costi fissi del POS in Italia. Rispetto a 5 anni fa, infatti, in media, la spesa iniziale per il POS è inferiore di circa 44 euro mentre il canone mensile si è ridotto di circa 12 euro. Munirsi di un POS per poter accettare pagamenti, quindi, è diventato molto meno costoso, sia considerando l’investimento iniziale che i costi di mantenimento.

Crollano le commissioni sulle transazioni con il POS rispetto ai dati di 5 anni fa

Le commissioni troppo alte sono, da sempre, uno dei fattori che spinge molti esercenti a rifiutare il pagamento tramite POS. Anche in questo caso, però, il trend del settore è chiaro. Le commissioni applicate dagli istituti alle transazioni effettuate con un POS sono in netto calo. Considerando le carte di pagamento che utilizzano il circuito PagoBancomat, ad esempio, si registra una commissione media pari all’1,40%.

Il dato è sensibilmente inferiore rispetto a quello fatto registrare dal settore nel 2017 quando un pagamento tramite il circuito PagoBancomat comportava una commissione media pari all’1,92%. In questo caso, scegliere un POS Fisso conviene di più. La commissione applicata alla transazione è pari, in media, ad appena 1,27%. Anche i pagamenti con carte che utilizzano altri circuiti fanno segnare un’evidente tendenza al ribasso per quanto riguarda le commissioni applicate.

I dati medi rilevati dall’indagine, infatti, certificano una commissione pari all’1,66%. Si tratta di un calo netto (quasi un punto percentuale) rispetto a quanto rilevato nel 2017 quando la commissione media era pari a 2,56%. Per le commissioni, il pagamento tramite POS Fisso continua ad essere la scelta più conveniente per gli esercenti. La commissione media applicata, in questo caso, è pari all’1,61% con un calo di oltre un punto percentuale rispetto ai dati della precedente rilevazione.

Quanto costa il POS a professionisti ed esercenti? Le simulazioni dell’Osservatorio

Sia i costi fissi che le commissioni legate all’utilizzo del POS sono, quindi, in netto calo. Questa tendenza si riflette sulla spesa complessiva registrata dagli esercenti. L’Osservatorio ConfrontaConti.it e SOStariffe.it, infatti, ha realizzato una serie di simulazioni per quantificare il calo percentuale registrato dalla spesa media da sostenere per l’utilizzo di un POS come strumento per accettare pagamenti.

L’indagine ha preso in considerazione tre profili diversi. Il primo è quello del Libero Professionista che registra poche transazioni annue ma di importo medio più elevato. Il secondo profilo è quello di un Negoziante che vende prodotti al dettaglio e che registra più transazioni ma di importo medio inferiore rispetto al primo profilo. Il terzo profilo preso in considerazione è quello di un Ristoratore che fa segnare un numero molto elevato di transazioni con un importo medio ridotto.

Per un Libero Professionista si registra un calo sostanziale della spesa legata al POS. Tale calo va da un minimo del 31,2% (utilizzando un POS Mobile ed effettuando solo transazioni tramite circuito PagoBancomat) ad un massimo del 49,15% (con POS Fisso e transazioni effettuate con “altre carte”). Percentuali simili anche per il Negoziante che registra un taglio della spesa compreso tra il 25,3% e il 44,15%. Si riducono in modo significativo anche le spese per il Ristoratore. In questo caso, il taglio della spesa legata all’utilizzo del POS è compreso tra il 25,7% ed il 44,49%.

Fonte: comunicato stampa
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Bambini dipendenti dagli schermi: quali i rischi online?

Le persone trascorrono più di un terzo della vita online, e i loro figli non sembrano fare meglio. In effetti, l’88% dei genitori ritiene che i propri figli siano dipendenti dai dispositivi. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, i genitori sono più preoccupati che mai per il tempo che i figli trascorrono davanti allo schermo.

Ciononostante, i genitori non sembrano aiutarli: L’85% di loro fa troppo affidamento sui dispositivi per tenere occupati i bambini. Quali sono i rischi, e in che modo i genitori possono rendere più sicuro il tempo online dei propri figli?

Facendo affidamento sugli schermi per tenere occupati, far divertire e badare ai propri figli, i genitori spesso dimenticano i potenziali rischi. Uno dei più comuni consiste nei contenuti inappropriati, che includono tematiche sessuali, di violenza, di incitamento all’odio, di autolesionismo o di suicidio. Oltre alla Parental Guidance (che può permettere ai genitori in alcuni casi di limitare certi contenuti), il livello di danno dipende fortemente dalle abilità digitali dei genitori, come la capacità di gestire le impostazioni sulla privacy”, afferma Daniel Markuson, esperto di privacy digitale presso NordVPN.

Quali sono le problematiche online quando si passa troppo tempo davanti a uno schermo?

Oltre ai contenuti inappropriati e al cyberbullismo, altre tensioni cruciali per la sicurezza online dei bambini sono:

  • Verifica dell’età. Molti bambini vengono esposti a contenuti che non dovrebbero visualizzare in siti che non dovrebbero nemmeno visitare. Una ricerca condotta da CyberSafeKids mostra che l’82% dei bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni ha profili sui social network e sulle app di messaggistica. I genitori dovrebbero valutare l’effettivo bisogno di tali profili per i figli.
  • Privacy. Le aziende devono prendere decisioni in materia di funzionalità del prodotto, moderazione dei contenuti e impostazioni del profilo utente con una profonda comprensione delle implicazioni per tutte le parti interessate, bambini compresi. I genitori dovrebbero controllare le impostazioni sulla privacy nelle app usate dai propri figli.
  • Disparità di informazione. Non sempre è facile valutare le misure di sicurezza, considerando la diversità e l’evoluzione della comprensione di tecnologie, processi e problemi tra i bambini.

Con l’aumento di tali rischi, dall’inizio del 2021 tutte le scuole primarie australiane hanno vietato l’uso di dispositivi smart. Nonostante il breve periodo di tempo, hanno notato una significativa riduzione dei problemi comportamentali legati ai telefoni e un aumento dell’attività fisica.

“La tecnologia non è qualcosa di intrinsecamente negativo. Ha molti aspetti positivi. Ma noi, e soprattutto i nostri figli, non dovremmo esserne schiavi. Nella Silicon Valley, molti genitori stanno crescendo i propri figli dando loro un accesso limitato alla tecnologia, e questo dovrebbe essere un modello per ciascuno di noi”, aggiunge Daniel Markuson.

Come aiutare i tuoi figli a gestire il tempo passato davanti allo schermo

Daniel Markuson, esperto di privacy digitale presso NordVPN, condivide con i genitori qualche consiglio su come aiutare i figli a gestire il tempo passato davanti allo schermo:

  • Rimanete coinvolti e incoraggiate l’equilibrio. Tenete d’occhio i giochi, le app e i dispositivi usati da vostro figlio. Parlate regolarmente con vostro figlio e aiutatelo a essere consapevole del tempo che trascorre nelle diverse attività online e offline.
  • Consentite a vostro figlio di creare un programma. Coinvolgete vostro figlio nella creazione di un programma per il tempo libero che bilanci il tempo trascorso seduto davanti agli schermi (incluso il tempo online e passato a guardare la TV) con una varietà di attività offline.
  • Anche ridurre il vostro tempo davanti allo schermo costituisce un esempio positivo. Potreste anche considerare l’eventualità di stipulare una sorta di accordo scritto e firmato: un contratto di sicurezza online per tutta la famiglia, specificando chiaramente le conseguenze in caso di mancato rispetto.
  • Stabilite dei limiti per l’utilizzo dei dispositivi digitali nella vostra casa. Aree e orari senza dispositivi possono aiutarvi a gestire il tempo trascorso davanti allo schermo (ad esempio spegnendo tutti gli schermi nelle camere da letto dopo un certo orario o i dispositivi dei membri della famiglia all’ora di cena).

 

Fonte: comunicato stampa

Foto: https://pixabay.com/it/photos/ragazzo-smartphone-mobile-7258367/