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5 trend beauty che superano le sovrastrutture estetiche

Per anni il mondo della moda e del beauty hanno proposto canoni di bellezza omologati, mostrando una sola versione della bellezza e una visione spesso stereotipata. Ora, però, la situazione sta cambiando e stiamo assistendo a un mutamento che porterà a un mondo della moda e del beauty, più inclusivo e rispettoso dei singoli, della loro libertà d’espressione e dell’ambiente.

Abiby, talent scout di prodotti must have nel mondo beauty e leader italiano nel settore delle beauty box in abbonamento, dedica la sua box del mese di ottobre“Freak N’ Chic”, proprio a questo cambiamento e a tutte quelle persone che amano sentirsi se stesse, indistintamente dal genere, dal sesso o dall’etnia, e che mostrano le loro “imperfezioni” con orgoglio, come è giusto che sia.

Per l’occasione, Abiby condivide inoltre le 5 nuove tendenze beauty che superano i preconcetti e le sovrastrutture estetiche per raccontare il nuovo modo di vivere la bellezza, senza limiti e senza imposizioni e nel rispetto dell’ambiente e dell’individuo.

Unconventional skincare

Il mondo della skincare si sta trasformando e sta cambiando direzione, andando non solo verso soluzioni non convenzionali con prodotti più inclusivi, ma anche con nuove formulazioni. Il mondo della cosmetica, infatti, oggi si concentra sulla creazione di formule prive di fragranze, adatte a tutti e sperimentali, dalle texture che cambiano a contatto con la pelle alle formulazioni più innovative che rientrano nel campo della cosmeceutica, la cosmesi farmaceutica.

The grey hair revolution

Sono sempre di più le donne, del mondo dello spettacolo e non, che scelgono di lasciar crescere i loro capelli grigi, senza tingerli: una piccola rivoluzione per il mondo del beauty e della moda femminile che oscilla tra il coraggio e la rappresentazione fedele della realtà oltre le copertine. Abbandonare la tinta per i capelli per sentirsi se stesse è una scelta che permette di abbattere standard impossibili che vogliono una donna sempre giovane, ma anche naturale, e livellare così le differenze tra il mondo femminile e quello maschile, dove il capello bianco non è mai stato un problema.

Genderless nail art

La manicure non è solo un modo per prendersi cura delle mani, ma anche un’estensione del proprio look che va ad affiancare sia l’abbigliamento che il make up. Se negli anni Settanta, nel mondo maschile, lo smalto e la nail art erano prerogativa degli artisti più ribelli, oggi è diventato un modo per esprimere la propria personalità senza distinzione di genere e senza limitazioni, un trend che sta superando tutti i preconcetti e sta dando vita a nuove forme d’arte.

Solido è meglio

Il rispetto dell’ambiente è un concetto sempre più sentito anche nel mondo della cura della persona, che è alla continua ricerca di soluzioni sostenibili sia dal punto di vista delle formulazioni che dal punto di vista del packaging. Tra le vere e proprie tendenze che stanno rivoluzionando il mondo beauty ci sono i prodotti solidi, dallo shampoo al balsamo passando per gli scrub e i detergenti viso, tutte soluzioni che riducono notevolmente l’uso della plastica.

Make up inclusivo

Il make up, in tutte le sfaccettature del termine, non dovrebbe essere soggetto a limitazione di genere né etnia, ma diventare un mezzo di espressione per raccontare se stessi e il proprio stile senza distinzioni. Nell’ultimo periodo, questa tendenza beauty si è fatta sempre più strada sdoganando l’uso del trucco, dal fondotinta al lip gloss, anche tra gli uomini, e presentando una sempre maggior varietà di tinte e colorazioni.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Pixabay

Porti e sostenibilità: dal Forum Compraverde 2021 il primo report nazionale

Nella seconda giornata del Forum Compraverde Buygreen 2021, organizzato dalla Fondazione Ecosistemi, sono stati resi pubblici i risultati del primo monitoraggio effettuato sulle autorità portuali italiane e le loro politiche sostenibili. Un lavoro che ha lo scopo di incoraggiare la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo del Green Public Procurement tra le autorità del sistema portuale italiano e lancia la proposta di un osservatorio permanente, sulla scia di quanto iniziato nel 2018 con l’Osservatorio Appalti Verdi di cui fa parte la Fondazione con Legambiente Onlus.

“Le autorità portuali rispondono ancora solo in parte al tema della sostenibilità – dichiara Gianna Le Donne referente del report per Fondazione Ecosistemi – ma ci sono buoni segnali di cambiamento per quanto riguarda approvvigionamento e promozione di strumenti per un maggiore sviluppo. Per questo, come già fatto per gli appalti verdi nella pubblica amministrazione, lanciamo la proposta di un osservatorio permanente”.

Chi ha risposto all’appello

Sul totale delle autorità esistenti, ha risposto il 56% e in particolare hanno accettato di partecipare l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale (Palermo), l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale (Brindisi), l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (Napoli, Salerno, Castellammare di Stabia), l’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale (La Spezia), l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (Livorno) e l’ADSP Mari Tirreno Meridionale e Ionio (Gioia Tauro).

I risultati del monitoraggio

I primi dati interessanti riguardano le fonti rinnovabili: il 50% delle autorità partecipanti all’indagine dichiarano di produrre direttamente e/o si rifornisce da fonti energetiche rinnovabili. Per quanto riguarda la dotazione di sistemi di approvvigionamento, stoccaggio, distribuzione e alimentazione per il rifornimento di carburanti alternativi (come GNL, ammoniaca, idrogeno, elettricità), il 50% risponde di non averne, con il solo 10% che dichiara di essere in fase di esecuzione dei lavori di installazione degli impianti. Dato molto negativo è quello sulla promozione, tramite tariffe differenziate, comunicazione o altro, dell’uso di combustibili alternativi da parte degli operatori del trasporto marittimo: ben il 70% ha dato una risposta negativa. Totalmente negativa è la risposta rispetto alla promozione dell’uso di biolubrificanti, in luogo di quelli convenzionali più inquinanti: il 100% dei partecipanti ha risposto negativamente. All’opposto, è totalmente positiva la risposta riguardo i sistemi di riduzione dei rifiuti e di raccolta differenziata: tutte le autorità che hanno risposto, ne sono dotate. Peccato, però, che la politica per la riduzione dell’uso della plastica sia disastrosa: il 90% delle autorità non è organizzata in tal senso.

In conclusione, passando alla conoscenza e applicazione del Gender Public Procurement e dei criteri ambientali minimi, scopriamo che nonostante tutte le autorità portuali ne siano a conoscenza, solo il 30% di loro ha formato il personale a riguardo. La principale difficoltà riscontrata nell’applicazione dei CAM è la stessa che è emersa anche dal report dell’Osservatorio Appalti Verdi: mancanza di formazione (60%). In restante 40% si divide equamente tra difficoltà di stesura dei bandi, mancanza di imprese con i requisiti richiesti, applicazione dei criteri CAM per i progetti di lavori mentre c’è un ultimo 10% che prevede la formazione del personale e fa sapere di aver già redatto bandi con l’applicazione dei criteri minimi. In ultimo, solo il 40% delle autorità portuali svolge un monitoraggio degli acquisti verdi per rilevare puntualmente il numero dei bandi realizzati con i CAM.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Pixabay