vino bottiglia vetro pixabay

L’evoluzione dell’industria del packaging in vetro in tempo di crisi

A due anni dall’inizio della crisi pandemica, l’industria dei contenitori in vetro fa il punto sul suo stato di salute e sui progressi produttivi e ambientali, con uno sguardo rivolto anche al futuro, offuscato dal caro energia, dalla crisi delle materie prime e dalla guerra in corso. Durante i primi 9 mesi dell’anno passato (2021), la produzione di bottiglie ha assistito ad una crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del 2020 e, a riprova della posizione dell’industria italiana dei contenitori al primo posto in Europa – 21,3% di valore di produzione -, è prevista la realizzazione di nuovi forni per ampliare la capacità produttiva. Ma non solo la produzione ha tenuto duro negli anni di crisi, anche le performance ambientali e sociali hanno realizzato avanzamenti: le emissioni di CO2 per tonnellata di vetro fuso evidenziano una costante diminuzione e, tra il 2016 e il 2020, sono calate del 6,2% e del 50% negli ultimi 40 anni. Il tasso di riciclo ha raggiunto il 78,6% e l’efficienza dell’utilizzo delle risorse risulta particolarmente elevata. 

Questa la panoramica dell’industria italiana del vetro, integrata con un’anticipazione del nuovo Rapporto di Sostenibilità di Assovetro, l’Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro aderente a Confindustria. 

“Il settore, seppur sottoposto a fortissime pressioni a causa del rincaro delle materie prime, dei trasporti e dell’energia – ha affermato Marco Ravasi, Presidente della sezione vetro cavo di Assovetro – è impegnato a garantire bottiglie e vasetti ai produttori delle eccellenze agroalimentari italiane e, per questo, abbiamo confermato investimenti nell’ampliamento di capacità produttiva e nella progettazione di nuovi forni. Il vetro, inoltre, bisogna ricordare, garantisce anche la sicurezza alimentare: dopo la pandemia, infatti, ben il 67% degli italiani si è detto preoccupato per la sicurezza alimentare e l’igiene dei contenitori”.

I numeri della produzione di contenitori in vetro in Italia

In Italia ci sono 14 aziende con 39 stabilimenti che producono packaging in vetro, 27 sono a nord, 7 al centro e 5 al sud e contano 7.800 addetti con un fatturato annuo di 2,4 milioni di euro. Le previsioni dell’industria del vetro italiana, tra il 2020 e il 2024, mostrano un trend in crescita: + 500 posti di lavoro, la messa in opera di ulteriori 5 forni di fusione con un investimento di 400 milioni di euro e con un aumento della produzione di 500 mila tonnellate di packaging in vetro l’anno e investimenti di 250 milioni di euro l’anno in impianti e macchinari.

Dal 2016 la produzione di contenitori è stata in costante aumento: mentre nel 2016 si producevano circa 4 milioni di tonnellate di packaging in vetro, nel 2020 si è arrivati a più di 4,4 milioni di tonnellate, le sole bottiglie nei primi 9 mesi del 2021 sono arrivate a 3 milioni di tonnellate (+6%) rispetto al 2020 e, per sopperire alla richiesta crescente di bottiglie è aumentato del 20% l’import. In flessione, invece, nei primi 9 mesi del 2021 la produzione di vasi alimentari che è calata del 6,6%.  Tra il 2019 e il 2020 le “sinergie” vetro-ambiente hanno risultati positivi: la raccolta differenziata aumenta del 2,6% e il riciclo del 3,6% e il tasso di riciclo è passato, tra il 2019 e il 2020, dal 77,3% al 78,6, al di sopra del target europeo del 75% al 2030, pur impegnandosi ad arrivare al 90% nel 2030.

I risultati del Rapporto di Sostenibilità di Assovetro

Il Rapporto di Sostenibilità di Assovetro, che ha coinvolto 19 Aziende, 15 produttrici di vetro cavo e 4 di vetro piano, rappresentando, nel loro complesso, il 90% della presenza industriale installata in Italia, rileva tutte le prestazioni ambientali, economiche e sociali del settore. Sotto il profilo ambientale, l’andamento delle emissioni di CO2 eq. per tonnellata di vetro fuso, evidenzia la costante diminuzione del valore considerato per unità di prodotto, in calo del 6,2% dal 2016 al 2020 e pari a 0,381 tonnellate di CO2 eq. nel 2020, valori che confermano come l’industria del vetro abbia significativamente migliorato le sue performance negli ultimi decenni, riducendo continuamente le sue emissioni. La produzione di vetro è un’attività energivora in quanto, per essere fuso e plasmato, il vetro deve raggiungere alte temperature. Il consumo di energia rappresenta quindi un indicatore chiave per il settore – sotto il duplice profilo economico e ambientale. L’indicatore di prestazione energetica è rimasto costante tra il 2016 e il 2020 e pari complessivamente a 0,17 TEP / Ton di vetro fuso. Il vetro è un materiale modello per l’economia circolare: grazie ad un efficace sistema di raccolta differenziata che garantisce l’adeguata qualità del rottame di vetro, il vetro può essere reimmesso nel ciclo produttivo infinite volte, senza perdere le caratteristiche originarie e senza alcun degrado qualitativo. L’impiego di rottame di vetro nella composizione della miscela vetrificabile consente il conseguimento di importanti risparmi energetici, sia indiretti con la sostituzione di materie prime ad alto contenuto energetico, sia diretti, legati cioè ad una riduzione dell’energia di fusione. Alta anche l’efficienza nell’utilizzo delle risorse: per una tonnellata di vetro fuso, è necessario un input di 1,1 tonnellate di materiali. In aumento anche i siti con certificazioni ambientali, oltre il 41% nel biennio 2019-2020.

L’industria del vetro è un’industria ad alta sostenibilità sociale. A fine 2020, le Aziende italiane del vetro cavo e del vetro piano impiegavano, complessivamente, 11.738 addetti, con una crescita del 3,9% rispetto al 2016. Sotto il profilo contrattuale, i due comparti si caratterizzano per la predominanza di forme contrattuali stabili, con il 93,6% della forza lavoro impiegata con contratti di lavoro a tempo indeterminato; la percentuale sale al 96,7% se si considera la forza lavoro direttamente contrattualizzata dalle vetrerie, al netto cioè dei lavoratori impiegati con contratti di somministrazione. 

Fonte: comunicato stampa
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RaceBird takes flight for the first time with successful test on River Po in Italy

The RaceBird engineers conducted a number of technical tests and systems checks to assess the overall performance and reliability of the boat and the various electrical components.

The testing schedule, which will continue for several weeks, will consist of straight-line tests, qualifying runs, and race simulations, with the focus on set-up and performance analysis and gathering data on the foiling and handling characteristics in different racing conditions.

The single pilot RaceBird vessel is the brainchild of Norwegian designer Sophi Horne and was co-created together with Brunello Acampora and the expert engineers at Victory Marine and SeaBird Technologies. The RaceBird is powered by a 150 kW Kreisel battery and an outboard motor produced by Mercury Racing, with the boat quickly lifting onto its foils with the benefit of instant torque and acceleration.

E1 organisers also used the opportunity during the test to evaluate different elements of the racing format, including trialling autonomous buoys and cornering profiles, as well as testing the positioning of onboard cameras to be used in the world feed broadcast.

The E1 world championship was founded by Alejandro Agag and Rodi Basso with a mission to build a new and exciting racing platform on the water, based on future electric technologies to protect and restore our urban waters and coastal areas.

The debut season of the E1 world championship is scheduled to get underway in Spring 2023. However, fans won’t have to wait long to see the RaceBird flying on the water, with the first public display set to be announced soon.

Alejandro Agag, Co-Founder & Chairman of E1, said: “Putting the RaceBird on the water for the first time is a pivotal moment for the E1 world championship. We’re now one step closer to making electric racing on the water a reality. I remember very well the same scenarios we encountered during the early stages at both Formula E and Extreme E, and just like on those occasions this is a major breakthrough on E1’s journey. Seeing the RaceBird fly proves to me that we can use this exciting, new sporting platform to drive technological innovation in the marine industry and create something spectacular for fans in the cities we visit.”

Rodi Basso, Co-Founder & CEO of E1, added: “Seeing the RaceBird flying on the water for the first time was an emotional moment for myself and many others who have been working on this project over the past few months. It’s been a huge team effort to get to this point and it wouldn’t have been possible without the help and support of our partners at Victory Marine and SeaBird Technologies. Special mentions should also go to Kreisel and Mercury Racing for their work on preparing the battery and outboard. “So far, the RaceBird has exceeded expectations especially with the performance, agility and cornering capabilities. The current performance levels are exactly where we wanted them to be, helping to promote exciting foil-to-foil racing close to the shoreline. In the coming weeks, we’ll continue to run further tests and gather the necessary data. I’m really looking forward to showing it in public for the first time, which we’ll be announcing more on shortly. This test marks the first page of a new chapter in the electrification of the marine industry, focusing on accelerating future technologies for the benefit of our waters.”

Sophi Horne, RaceBird designer & Founder of SeaBird Technologies, said: “I’ve been waiting for this moment for almost three years! To finally get to this point is a huge sigh of relief but I’m also very proud of what we’ve managed to achieve with the combined efforts of SeaBird and Victory Marine. Watching the boat being lowered into the water and drive off… that will stay with me for a long time. “It’s been so amazing to watch my design develop into a fully operational raceboat. We still have some work to do, but for the first round of tests, we really couldn’t have asked for more. With the RaceBird, I wanted to create something unique that stood out from the crowd and got heads turning from an aesthetic standpoint. Seeing it now in motion gliding on the water, I think we’ve managed to achieve that.”

Souce: press release
Photo: Lloyd Images / E1 Series