corso giornalismo ambientale e culturale 2022

Corso di giornalismo ambientale e culturale, edizione 2022 di Sapereambiente

Torna il Corso di giornalismo ambientale e culturale di Sapereambiente
Riportiamo le informazioni del corso di Giornalismo ambientale della Scuola di Ecologia (le ulteriori informazioni sul corso andranno chieste a loro)Un percorso formativo completo di 44 ore suddivise fra Lectio magistralis, testimonianze e cinque esercitazioni di scrittura con revisione personalizzata.
Più una prova conclusiva che ti permetterà di ottenere un attestato con lettera di referenza comprovante le competenze acquisite. Per partecipare da protagonisti, attraverso le narrazioni, alla transizione verso modelli di convivenza sostenibili.

INIZIO MARTEDì 8 FEBBRAIO, QUOTA DI ADESIONE SCONTATA ENTRO IL 23 GENNAIO

Quella ambientale è innanzitutto una sfida sulla condivisione della conoscenza, sulla formazione delle persone verso una riconversione autentica alla sostenibilità. Favorire la crescita di giornalisti e comunicatori capaci di partecipare a questo processo con competenza e creatività ci sembra fondamentale. Intorno a questa  sfida si configura per di più una nuova identità del giornalismo, adeguata alle sfide del nostro tempo e caratterizzata dall’avvento di media complessi che richiedono un approccio professionale innovativo.

Per raccontare questo mondo in cambiamento occorrono gli strumenti che ti vogliamo offrire con il nostro corso.

Cosa imparerai

Durante il Corso di giornalismo ambientale e culturale promosso da Sapereambiente apprenderai le basi relative alle principali problematiche della sostenibilità, sperimenterai attraverso delle esercitazioni le tecniche di scrittura e maturerai un tuo stile giornalistico, imparerai a riconoscere le fonti più affidabili e a trattare le notizie, scoprirai come si lavora in un ufficio stampa e come si comunica un evento culturale. Utilizzerai nel concreto i sistemi professionali per pubblicare contenuti editoriali sul web e conversare con il pubblico. Soprattutto acquisirai un metodo per esercitare delle narrazioni professionali, deontologicamente affidabili, utili al cambiamento verso la sostenibilità.

A chi è rivolto

Se vuoi farti portavoce delle tematiche ambientali e culturali, allinearti agli standard professionali più innovativi, proporti nel mondo del giornalismo e della comunicazione, questo corso è adatto a te. Si richiedono solo tanta passione per la narrazione e per i temi che affronteremo, le esercitazioni saranno personalizzate proporzionalmente ai requisiti di base.

Cosa prevede il corso

  • n. 6 Lectio magistralis con importanti giornalisti ambientali e culturali del panorama italiano che potrai conoscere e con i quali potrai interagire
  • n. 5 esercitazioni di scrittura giornalistica con revisione individuale degli elaborati da parte dei nostri tutor (max 6 persone per ogni gruppo)
  • n. 4 testimonianze su linguaggi ed esperienze esemplari in campo ambientale e culturale
  • n. 1 prova d’esame conclusiva su compito di realtà
  • n. 1 coordinatore generale del corso per risolvere ogni problematica di carattere formativo e organizzativo
  • Dispense didattiche relative ai diversi argomenti
  • Accesso alle videolezioni dell’edizione 2021
  • Lezioni disponibili anche on-demand per chi dovesse perdere un incontro
  • Attestato di frequenza (per chi garantisce la partecipazione ad almeno il 75% delle ore di formazione) con indicazione dei risultati conseguiti dopo la verifica finale.
  • Possibilità di pubblicare gli elaborati prodotti durante il corso su Sapereambiente
  • Possibilità di collaborare, al termine del corso, in forma retribuita con Sapereambiente
  • Campus conclusivo in presenza, con quota di iscrizione aggiuntiva a copertura delle spese, in sede da definire (coerentemente con le misure e i provvedimenti di prevenzione anti-Covid)

Il programma

  • Struttura del racconto e modello generale del senso
  • Modalità di attacco e caratteristiche del testo giornalistico
  • Tipi di contenuto
  • Titolazione, produzione dei microcontenuti e metadati
  • Ricerca fotografica, confezionamento e pubblicazione
  • Posizionamento del contenuto on-line, distribuzione e gestione del feedback
  • Storia e specificità del giornalismo ambientale
  • Storia e specificità del giornalismo culturale
  • Le fonti del giornalismo ambientale
  • Metodologia dell’inchiesta socio-ambientale
  • Divulgazione scientifica fra editoria e informazione
  • Giornalismo civico e data journalism
  • Conversazione sociale fra social media e instant messaging
  • L’ufficio stampa per la cultura e l’ambiente

Al programma si aggiungono gli eventi della Scuola di ecologia come da calendario (www.scuoladiecologia.it) che permetteranno di attraversare le diverse tematiche della sostenibilità.

Direzione del corso

Marco Fratoddi, giornalista, direttore di Sapereambiente

Coordinamento

Ginevra Amadio, giornalista culturale, coordinatrice della Scuola di ecologia

Tutor laboratorio di scrittura

Lilly Cacace, giornalista ed educatrice, collaboratrice di Sapereambiente
Stefania Chinzari, giornalista, collaboratrice di Sapereambiente
Valentina Gentile, giornalista, caporedattrice di Sapereambiente
Roberta Sapio, giornalista, redattrice Sapereambiente

I docenti

Maria Emilia Bonaccorso

Responsabile area sanitaria dell’agenzia Ansa

Gaetano Capizzi

Critico cinematografico e organizzatore di eventi culturali

Marianna Corte

Ufficio stampa, Bonnepresse

Francesco Erbani

Giornalista culturale, già redattore di Repubblica

Alessandro Farruggia

Giornalista ambientale, quotidiano La Nazione

Marco Gisotti

Giornalista e comunicatore ambientale

Gaia Grassi

Ufficio stampa, Bonnepresse

Domenico Iannacone

Giornalista e autore Rai

Matteo Parlato

Giornalista RaiNews24

Giorgio Zanchini

Giornalista di Radio Rai e direttore del Festival del giornalismo culturale

Ai docenti sopra elencati si aggiungeranno testimonianze e incontri con portatori d’esperienza in diversi campi della sostenibilità e della cultura.

Per continuare a leggere vai su https://www.scuoladiecologia.it/corso-di-giornalismo-ambientale-e-culturale-edizione-2022/ 

 

Le regioni e città italiane più colpite da fenomeni meteorologici estremi nel 2021

È tempo di bilanci per il 2021, un anno in cui si sono accesi nuovamente i riflettori sul clima grazie alla Cop26 di Glasgow, ma anche in cui si sono manifestati, in maniera sempre più lampante e frequente, gli effetti dei cambiamenti climatici, con fenomeni meteorologici estremi come alluvioni, ondate di calore, trombe d’aria, grandinate e piogge intense. In Italia nel 2021 sono ben 187 gli eventi che hanno provocato impatti nei territori e causato la morte di nove persone. Nello specifico si sono verificati 97 casi di allagamenti da piogge intense, 46 casi di danni da trombe d’aria, 13 casi di frane causate da piogge intense, 11 casi di esondazioni fluviali, 9 di danni da siccità prolungata, 8 casi di danni alle infrastrutture e 3 di danni al patrimonio storico da piogge intense. Molti gli eventi che riguardano due o più categorie, ad esempio casi in cui esondazioni fluviali o allagamenti da piogge intense provocano danni anche alle infrastrutture. Rispetto al 2020 nell’ultimo anno in aumento i danni da grandinate intense (17 rispetto ai 9 nel 2020) e le frane da piogge intense (13 rispetto alle 10 nel 2020), mentre allo stesso livello record i dati sugli allagamenti (97 nel 2021 e 102 nel 2020).

Le città più colpite nel 2021

Tra le città più colpite nel corso di quest’anno svetta al primo posto Roma con 9 eventi estremi, seguita da Napoli con 5, Catania con 4, Palermo e Milano con 2. A livello regionale, nello stesso periodo di tempo considerato, la Sicilia e la Lombardia sono in testa alla classifica con 30 e 23 eventi estremi. Rilevanti anche i casi della Campania con 16 eventi, del Veneto e della Sardegna con 14 eventi, del Lazio con 13 eventi, del Piemonte con 12 e della Liguria con 11

È quanto emerge in sintesi dalla fotografia di fine anno scattata dall’Osservatorio CittàClima di Legambiente, realizzato in collaborazione con Unipol e con il contributo scientifico di Enel Foundation, che traccia un bilancio complessivo sugli eventi estremi che hanno colpito l’Italia nel 2021, oltre che offrire un quadro aggiornato di quanto avvenuto dal 2010 ad oggi.    Un anno da codice rosso per il clima, segnato da un’estate che ha registrato temperature record in Europa (in Italia a Siracusa l’11 agosto si sono toccati i 48,8 gradi), ma anche da piogge intense, forte siccità, violente trombe d’aria e il passaggio del funesto medicane Apollo.

“Anche il 2021 è stato un anno con impatti terribili in tutto il mondo e nel nostro Paese. – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – Proprio questi numeri ci ricordano quanto le città italiane abbiano bisogno di urgenti interventi di adattamento a un clima che rende piazze, strade e linee ferroviarie sempre più pericolose durante le piogge di forte intensità e le case sempre più invivibili durante le ondate di calore. La nostra richiesta al Governo per il nuovo anno è che finalmente si approvi il piano nazionale di adattamento climatico, come hanno fatto tutti gli altri grandi Paesi europei, con chiare priorità di intervento in modo da indirizzare le risorse nazionali e i 2,5 miliardi di euro previsti dal PNRR verso interventi davvero utili di messa in sicurezza e la riqualificazione delle città e dei territori italiani”.

I casi più rilevanti del 2021

Oltre ai dati dell’Osservatorio CittàClima ci sono le immagini e i video a raccontare gli impatti, sempre più violenti, degli eventi meteorologici estremi in Italia nell’ultimo anno. Come quelle dello scorso 26 luglio della grandinata sull’A1 nel tratto fra Parma e Fiorenzuola, con l’autostrada chiusa e centinaia di auto distrutte; o del 16 settembre dell’allagamento dell’aeroporto di Malpensa, con decine di persone evacuate e messe in salvo con i gommoni. E ancora il 4 ottobre con il verificarsi, a causa delle incessanti piogge, delle esondazioni del torrente Letimbro (in zona Santuario di Savona), e dell’Erro a Pontinvrea (SV), con negozi, scantinati e abitazioni allagate. Momento in cui viene registrato un nuovo record pluviometrico nazionale con 496 mm in 6 ore, poi superato nelle stesse ore a pochi chilometri di distanza, a Rossiglione (GE) dove viene segnato un primato europeo con 740,6 mm di pioggia caduti in dodici ore. A preoccupare è stata poi la costa orientale della Sicilia: a Siracusa l’11 agosto si è registrato il record europeo di 48,8 °C; il 10 settembre, l’isola di Pantelleria (TP) è stata colpita da una tromba d’aria che ha provocato due vittime e il 5 ottobre, una forte perturbazione caratterizzata da venti record, ha causato danni al centro storico di Catania, con diversi feriti. 

Ancor più grave è quanto avvenuto tra il 24 ed il 29 ottobre con 5 eventi estremi che hanno interessato questa zona, dovuti al medicane Apollo che ha provocato la devastazione di intere aree con fiumi di acqua e fango, provocando la morte di 3 persone, a Scordia e Gravina di Catania. Incredibili i dati cumulati di pioggia registrati in 48 ore: in particolar modo i comuni di Linguaglossa (CT) con 494 mm e Lentini (SR) con 290 mm, arrivando a registrare una quantità di pioggia pari ad un terzo di quella annuale. Strade inagibili e trasformate in fiumi a Catania, venti che sulla costa hanno raggiunto i 100 km/h con intense mareggiate che hanno isolato per ore Augusta (SR). A Misterbianco (CT), per lo smottamento di fango e detriti provenienti dal Monte Cardillo, sono state fatte evacuare quattro famiglie. A Modica (RG), il 17 novembre, un uomo è rimasto vittima di una violenta tromba d’aria. Un anno difficile anche per il sud Sardegna che il 14 novembre ha registrato conseguenze gravi per l’ondata di maltempo: un anziano è stato trovato morto nella sua auto ribaltata, non lontano dalla provinciale 73 a Sant’Anna Arresi (CI). A Villa San Pietro (CA) sono invece state recuperate con l’elicottero cinque persone rimaste isolate per l’acqua alta, mentre Pirri e numerose zone dell’area metropolitana di Cagliari sono state completamente allagate.

Numeri complessivi dal 2010 ad oggi

In questo report di fine anno, Legambiente ha anche aggiornato i dati dal 2010 ad oggi. Nella Penisola, dal 2010 ad oggi sono stati 1.181 i fenomeni meteorologici che hanno provocato danni nel territorio italiano con 637 Comuni dove si sono registrati eventi con impatti rilevanti, l’8% del totale. Ma ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti, 264 le persone vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. A questo si aggiunge, come monitorato dal CNR, l’evacuazione di oltre 27mila persone, a causa di eventi quali frane ed alluvioni tra il 2016 ed il 2020, che diventano 320mila se si considerano gli eventi avvenuti dal 1971. Le Regioni più colpite dal 2010 ad oggi da eventi estremi sono Sicilia e Lombardia, “in testa” in questa non felice classifica (rispettivamente con 144 e 124 eventi) anche per quanto avvenuto nel 2021 (30 e 23). Ma rilevanti sono gli impatti avvenuti nel 2021 in Campania con 16 eventi, in Veneto e Sardegna con 14 e Lazio con 13. Così come dal 2010 in Lazio (111), Puglia (94), Emilia-Romagna (86), Toscana (80), Veneto e Campania (78).

Dati e numeri che, ancora una volta, dimostrano l’urgenza di intervenire per ridurre le emissioni di gas serra – che sono la causa dei cambiamenti climatici – e per limitare gli impatti nei territori e i rischi per la vita e la salute delle persone. Infatti, secondo i dati del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), le concentrazioni di CO2 hanno raggiunto le 416 ppm (unità di misura “parti per milione” utilizzata per esprimere la concentrazione di una sostanza presente in una miscela) in ogni parte del globo per diversi mesi nonostante i quasi due anni di pandemia ed i lockdown, causa Covid-19. 

Fonte: comunicato stampa
Foto: Pixabay