password sicurezza Pexels

Una soluzione tecnologica e brevettata per proteggere i dati online

In occasione del World Password Day la startup innovativa ToothPic ha ribadito l’importanza dell’uso di password efficaci e aggiornate come primo step da compiere, per assicurare la protezione dei dati sensibili online. ToothPic si occupa di cyber-security e ha l’obiettivo di aiutare le organizzazioni a proteggere i loro servizi digitali. Fondata da Diego Valsesia, Giulio Coluccia, Tiziano Bianchi, Enrico Magli – 4 ricercatori e professori del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino – ToothPic ha infatti inventato, progettato, sviluppato e brevettato una soluzione per trasformare ogni smartphone in una chiave sicura per l’autenticazione online, sfruttando la firma nascosta e involontaria che lascia ciascuna fotocamera.

Perché prestare attenzione ai furti online

“Il furto e la compromissione di password e credenziali di accesso ai servizi web rappresentano le vulnerabilità più comuni e sono causa di quasi il 40% dei cyber attacchi*”, ricordano i fondatori di ToothPic.

Per questo Toothpic ha stilato un vademecum con alcuni accorgimenti da adottare per diminuire il rischio di eventuali furti di credenziali e mantenere al sicuro i propri dati online.

  • Non riutilizzare la stessa password per accedere a più servizi.
  • Evitare di cliccare su link contenuti in messaggi o email, anche se in arrivo da mittenti che a prima vista risultano fidati o conosciuti, in cui vengono chiesti dati di autenticazione.
  • Aggiornare password troppo deboli che possono facilitare gli hacker, permettendo loro di intervenire con attacchi diretti a brute force (forza bruta). Più le password sono lunghe e non banali, più saranno difficili da decifrare.
  • Proteggere gli stessi smartphone e computer con un codice o una password o una biometria che ne renda quantomeno sicuro il contenuto.
  • Attivare sempre l’autenticazione multifattore, prediligendo autenticatori basati sui token o app rispetto ai codici inviati tramite sms.

“Purtroppo i numerosi furti di credenziali avvenuti nell’ultimo anno testimoniano quanto i metodi di accesso tradizionali ancora oggi siano troppo vulnerabili, oltre che poco user-friendly, soprattutto per aziende, istituti finanziari e Pubblica Amministrazione”, sottolineano i fondatori di ToothPic. “Se storicamente era necessario dimostrare la conoscenza di una password per accedere a un servizio web, oggi è consigliabile affiancare un altro fattore di verifica come quello di possesso (smartphone, token, smartcard) o biometrico realizzando così schemi di Multi-Factor Authentication (MFA). Nonostante tale pratica sia fortemente raccomandata, essa è ancora largamente facoltativa per l’utente, che spesso non la attiva per ragioni di usabilità”.

 La soluzione senza password

ToothPic nasce quindi proprio per proteggere gli assetti digitali mettendo a disposizione l’unicità tecnologica della sua soluzione multifattore. La tecnologia di ToothPic, attualmente protetta da 4 brevetti, trasforma lo smartphone di ogni utente in una chiave per l’autenticazione online passwordless, garantendo una soluzione più competitiva lato sicurezza, usabilità, integrazione e costi rispetto agli approcci comunemente utilizzati per accedere online.

ToothPic infatti custodisce le chiavi del dispositivo criptandole con un segreto estratto da una caratteristica hardware del dispositivo stesso: le imperfezioni di fabbricazione uniche e inclonabili dei sensori fotografici, che rendono ogni dispositivo diverso da ogni altro mai prodotto. Utilizzando la tecnologia di ToothPic, il dispositivo non espone mai la chiave segreta mantenendola al riparo dai malware. Anche nel caso in cui gli hacker fossero in grado di clonare interamente la memoria del device, non sarebbero in grado di usare la credenziale in quanto il device “clone” non sarebbe dotato dell’unica fotocamera in grado di rigenerarla – che appartiene solo al dispositivo su cui essa è stata generata.

Il sistema di ToothPic è stato inoltre progettato per essere il più user-friendly e frictionless possibile: l’utente non deve fare altro che tenere il proprio telefono in mano, durante il processo di autenticazione, che può essere attivato con un singolo click sullo smartphone, eseguibile anche mentre l’utente sta svolgendo altre operazioni, come l’inserimento del suo username, rendendo la procedura completamente trasparente. “Perché le password siano efficaci – spiegano i fondatori di ToothPic – dovrebbero essere tutte diverse tra loro e difficili da ricordare. Una pratica che può risultare complicata per gli utenti, che sono così portati ad utilizzare una sola password per accedere a tutti i servizi digitali, aumentando il rischio legato al furto di dati. Il nostro sistema permette di evitare proprio questa problematica”.

Infine, la tecnologia di ToothPic è stata intenzionalmente implementata sotto forma di SDK, da inserire in applicazioni terze e compatibile con i sistemi operativi Android e iOS, al fine di ridurre al minimo i costi di supporto che invece risultano essere molto alti nel caso delle password. Basti pensare che ogni singolo reset di una password dimenticata non solo compromette sicurezza e usabilità, ma ha un costo pari a 70$.

Fonte: comunicato stampa

Foto: Pexels

sicurezza

Nasce la nuova rete per supportare le aziende nella lotta contro il tempo in caso di emergenze ambientali

In caso di sversamenti e incidenti il tempo è un fattore chiave per non arrivare alla catastrofe ambientale. Lo sa bene Airbank, azienda che opera nel settore della sicurezza industriale e ambientale, che per permettere alle aziende di intervenire con tempestività in ogni situazione ha creato i Punti Sicurezza, una rete esclusiva pensata per la gestione e il contenimento delle emergenze ambientali.

Cosa sono i Punti Sicurezza e dove si trovano

I nuovi Punti Sicurezza, distribuiti capillarmente sul territorio italiano e disponibili attualmente in diciannove province italiane, nascono con l’obiettivo di garantire assistenza, supporto e fornitura di prodotti in caso di sversamenti di emergenza di liquidi infiammabili, agenti chimici e oli sia a terra che in acqua, fornendo così un aiuto concreto e immediato a ogni tipo di azienda presente nei territori limitrofi, ma anche a Vigili del Fuoco ed enti provinciali e comunali.

Come funzionano i Punti Sicurezza

Grazie a uno stock di magazzino minimo sempre garantito sui principali prodotti per contenimento e assorbimento di sostanze inquinanti, Airbank si pone quindi come punto di riferimento per tutte quelle situazioni per le quali le quantità ordinarie a disposizione delle singole aziende non sono sufficienti o per permettere alle diverse realtà di rifornire il magazzino fin da subito dopo un intervento.

Per supportare e guidare le aziende del territorio prima, durante e dopo le emergenze, ai prodotti si aggiunge la consulenza, un’offerta composta da video tutorial, servizio di check up ambientale per prevenire futuri sversamenti e guida nell’applicazione delle procedure più idonee in caso di necessità.

“La nostra esperienza ventennale ci ha insegnato che spesso è proprio il tempo il vero nemico nella lotta contro i danni ambientali e che l’intervento tempestivo è fondamentale per arginare situazioni pericolose e dannose”, spiega Gloria Mazzoni, Presidente e Amministratore Delegato di Airbank. “Airbank è da sempre al fianco delle aziende nella gestione della sicurezza ambientale e i nuovi Punti Sicurezza vogliono essere un ulteriore supporto, un modo per rendere più sostenibile il rischio nella produzione, movimentazione e gestione delle sostanze potenzialmente pericolose per l’uomo e per l’ambiente”.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Pixabay