6 - Ludovica - Nati - Menz_ReteClima_ Il gruppo del Catinaccio segnato da Vaia-min

A Ludovica Nati, ecoblogger del network Eco Connection Media, menzione speciale nel concorso fotografico “Scatta il bosco PEFC 2021”

PEFC Italia svela i vincitori italiani del concorso fotografico “Scatta il bosco PEFC 2021” dedicato alle foreste. Menzione speciale dedicata ad “Alberi e cambiamento climatico” alla ecoblogger Ludovica Nati (appartenente al network di Eco Connection Media) con una foto scattata in Val di Fassa (Trentino) che mostra i segni di Vaia ancora evidenti sul gruppo del Catinaccio.

Quale è lo scopo del concorso fotografico “Scatta il bosco”

Raccontare, con la potenza evocativa delle immagini, la bellezza del nostro patrimonio forestale e l’importanza degli alberi nella lotta al cambiamento climatico: questo l’obiettivo del concorso fotografico ScattailboscoPEFC 2021 organizzato da PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, che annuncia oggi i vincitori nazionali.
Il concorso, che si è svolto tra il 22 aprile e il 5 giugno, ha visto la partecipazione di centinaia di fotografi – professionisti e amatoriali – che hanno pubblicato i propri scatti su Instagram accompagnati dall’hashtag #scattailboscoPEFC21.

“Gli scatti ricevuti in questi mesi raccontano da una parte un anno difficile che è stato reso più sopportabile proprio dalla bellezza della natura che ci circonda, dall’altra la necessità per le persone di vivere sempre più a contatto con la natura, in grado di offrire occasioni imperdibili per momenti ricreativi e di relax, mai come ora davvero indispensabili e preziosi”, spiega Eleonora Mariano, responsabile Ufficio Progetti del PEFC Italia.


Tutti i vincitori

A vincere il concorso quest’anno è Paola Toniutti, con la sua foto “Incontri emozionanti” con protagonista un capriolo, scattata in un pioppeto a Codroipo, in provincia di Udine. La fotografa viene premiata con un un week-end per due persone presso la Tenuta di Paganico, nella maremma grossetana.

Al secondo posto Simone Spina, per lo scatto “Bosco incantato” realizzato in una faggeta a Lioni, in provincia di Avellino, cui viene assegnato un tavolo di legno massello certificato PEFC, realizzato artigianalmente dalla ditta Aschieri De Pietri di Casalmaggiore (Cr).

Il lariceto del Lago Federa a Cortina d’Ampezzo (Bl) è invece protagonista della foto “Autunno al Lago di Federa” di Sonia Fantini che si aggiudica la medaglia di bronzo ed un kit composto da un taccuino, agenda e tanti altri oggetti di cartoleria certificati PEFC.

A selezionare i vincitori del concorso è stata una giuria composta  da un fotografo, da un rappresentante della Segreteria del PEFC Italia e da un rappresentante degli sponsor dell’iniziativa; a comporre il voto finale hanno contribuito inoltre, per un quarto del totale, i “mi piace” ottenuti dalle foto su Instagram.

La Segreteria del PEFC Italia ha inoltre selezionato due ulteriori foto:  “Una goccia che stilla” di Daniela Sgueglia, scattata nella Pineta di Linguaglossa, una delle aree naturali più belle della Sicilia, e “Impressioni d’autunno” realizzata da Thomas Danieli a Ornica (BG), in Lombardia.

I tre vincitori ufficiali e i due fotografi selezionati dalla segreteria di PEFC Italia accedono inoltre alla fase internazionale del concorso fotografico PEFC a cui parteciperanno i vincitori di tutte le 11 nazioni partecipanti. Tra questi verrà scelto il vincitore assoluto a livello internazionale che riceverà un premio in denaro di 2.000 franchi svizzeri.

Menzione speciale “Alberi e cambiamento climatico” a Ludovica Nati

Come anticipato, quest’anno inoltre il PEFC Italia ha scelto di affrontare anche tramite le immagini il tema del cambiamento climatico, assegnando una menzione speciale proprio alla fotografia che meglio rappresenta il tema “Alberi e cambiamento climatico“. Ad aggiudicarsi la menzione è Ludovica Nati con una foto scattata in Val di Fassa (Trentino) che mostra i segni di Vaia ancora evidenti sul gruppo del Catinaccio. La fotografa avrà la possibilità di piantare 10 alberi a Milano a proprio nome, che nel corso della loro vita assorbiranno le emissioni di gas serra generate in media da un cittadino italiano nel corso di un anno. La messa a dimora delle alberature verrà realizzata grazie all’attività di forestazione urbana svolta da Rete Clima.

“Il concorso, giunto ora alla quinta edizione, è ormai un punto fermo delle nostre campagne di sensibilizzazione – prosegue Mariano – siamo infatti convinti che le immagini siano in grado di raccontare il mondo delle foreste con una forza straordinaria e, specialmente dopo un anno di sacrifici e limitazioni, possano spingerci a godere delle bellezze del nostro territorio con ancora più attenzione e rispetto”.

Il concorso, che ha raccolto nella sua storia migliaia di foto da oltre 20 Paesi di tutto il mondo, ha l’obiettivo di ricordare che, tramite la corretta gestione del patrimonio forestale e la promozione dei prodotti che derivano da una gestione sostenibile, le foreste possono giocare un ruolo chiave per la tutela della terra e dell’ambiente, grazie agli effetti che le foreste stesse hanno sul clima, sull’inquinamento, sul suolo e sulle acque.

Fonte: comunicato stampa

Foto: Ludovica Nati

Incendi, PEFC: “Prevenzione e gestione attiva fondamentali per proteggere il patrimonio forestale italiano”

Prevenire gli incendi ha costi fino ad 8 volte inferiori rispetto a quelli calcolati per lo spegnimento di un incendio. Fondamentale specie in estate, la sensibilizzazione di cittadini e turisti che frequentano boschi e aree verdi: ecco il vademecum di PEFC Italia.

La prevenzione e la sensibilizzazione sono i principali strumenti per contrastare gli incendi. A ricordarlo, anche in seguito ai drammatici incendi sviluppatisi in Sardegna, è il PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale.

Negli ultimi due anni si sono verificati incendi che – dall’Australia al Canada, dagli Stati Uniti al Circolo Polare Artico – hanno devastato diverse aree del mondo. In particolare, nel 2020per via degli incendi concentrati soprattutto in Siberia, Colorado, California e nella regione del Pantanal del Brasile meridionale,non solo sono stati bruciati polmoni verdi del Pianeta, messe a repentaglio vite umane, distrutta flora e fauna, ma sono state anche liberate in atmosfera circa 1690 megatonnellate di carbonio[fonte: Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS)].  

Nel Sud Europa inoltre il “Rapporto sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia, RaF 2017 – 2018” sottolinea come negli ultimi 30 anni la lunghezza della stagione degli incendi sia andata ad aumentare, con eventi estremi verificatisi anche a giugno e ottobre. In Italia, in particolare, la superficie percorsa da incendi tra il 2011 e il 2019 sarebbe pari a 341.500 ha (Istat)

A causare gli incendi non soltanto le azioni dell’uomo (nel 75% dei casi secondo il reportWWF) ma anche il cambiamento climatico e la mancanza di  gestione attiva delle foreste. 

“Salvaguardare le foreste, capaci di  stoccare carbonio, è fondamentale per mitigare il cambiamento climatico e proteggere il nostro territorio da incendi e rischio idrogeologico”, spiega Francesco Dellagiacoma, Presidente di PEFC Italia

La gestione delle foreste, agendo in maniera preventiva, aiuta a tutelare queste risorse ed in particolare la certificazionedi Gestione Sostenibile delle Foreste di PEFC rappresenta uno strumento utile per abbassare il rischio di incendi boschivi. “Questo è dovuto al monitoraggio costante e al rispetto delle leggi naturali e dello stato e rappresenta anche un vantaggio di natura economica”, sottolinea Antonio Brunori, Segretario generale PEFC Italia. “Le foreste certificate per la loro corretta gestione riescono a mantenere attiva qualunque attività anche durante la stagione degli incendi perché vengono rispettati durante tutto l’anno regolamenti e procedure di responsabilità verso il patrimonio forestale, è maggiore il presidio del patrimonio e la sorveglianza contro gli incendi dolosi, è più efficace il controllo sull’abbandono dei rifiuti in bosco ma anche il controllo della quantità di materiale incendiabile, grazie alle attività di diradamento, spalcamento dei rami più bassi e di pulizia del sottobosco. La programmazione efficace e attenta di questi interventi – continua Brunori– permette inoltre di evitare il rilascio in atmosfera dell’anidride carbonica stoccata nelle piante. Proprio per questo motivo, l’avvio e il mantenimento di queste buone pratiche può garantire la produzione di importanti servizi ecosistemici che potranno essere valutati puntualmente grazie al nuovo standard sui Servizi Ecosistemici del PEFC Italia in fase di pubblicazione”. 

“La cura dei boschi – aggiunge Dellagiacoma– è da una parte compito di amministrazioni e gestori privati, dall’altra di chi li vive. In generale è fondamentale che le amministrazioni e i gestori forestali privati mettano in atto delle azioni preventive e di gestione attiva capaci di ridurre drasticamente il rischio di incendio nei boschi, nelle foreste e nelle aree verdi urbane, ed evitino quindi di attivarsi solo in stato emergenziale. La gestione  è il modo più efficace ed economico per affrontare gli incendi, considerando che spegnere un incendio costa in media 8 volte in più che che prevenirlo”. 

L’abbandono colturale è purtroppo uno dei maggiori problemi del settore forestale italiano. Il taglio degli alberi invece, quando fatto in modo corretto e sostenibile, è necessario e contribuisce a mantenere un equilibrio fra le varie componenti del bosco, alimentando la crescita degli alberi più giovani a scapito di quelli malati e secchi e quindi a più alto rischio incendio. A questo si aggiunge l’importanza di pulire il sottobosco nelle aree ad elevato rischio di incendio: un bosco curato e ben tenuto costituisce un ostacolo al propagarsi delle fiamme. È importante inoltre coinvolgere i cittadiniattraverso campagne di sensibilizzazione, affinché vivano i boschi e le foreste con attenzione nella consapevolezza della loro importanza. 

Il vademecum di PEFC Italia

Proprio per questo motivo, PEFC Italia ha stilato un vademecum per ricordare a cittadini e turisti le norme da rispettare quando ci si trova in bosco, in aree a rischio di incendio e ovunque in periodi siccitosi, per evitare e prevenire incendi e preservare la loro economia e biodiversità . 

1 –Accendere un fuoco al di fuori degli spazi sicuriappositamente predisposti e segnalati è assolutamente vietato. Inoltre, anche all’interno delle aree organizzate, è necessario avere alcuni accorgimenti: fare attenzione al vento, che potrebbe sollevare le braci e disperderle, e assicurarsi – prima di allontanarsi – di spegnere bene il fuoco e che le braci siano fredde. 

2 – In caso di giornate ventosenon accendere fuochio barbecue neanche nelle aree attrezzate: le braci o le fiamme potrebbero infatti essere sollevate e causare un incendio.

3 – Se si raggiunge un’area verde in auto è necessarioprestare attenzione a dove si parcheggiaper non causare danni e lasciare la macchina soltanto nelle aree predisposte e non a rischio. Questo perché il calore della marmitta, soprattutto a contatto con la vegetazione secca, potrebbe rischiare di innescare un incendio. 

4 – Se si avvista – o si procura involontariamente – un incendio, la prima cosa da fare è allontanarsi in fretta e chiamare i Vigili del Fuoco(115) – o le autorità preposte a livello locale, indicando nel modo più preciso possibile in luogo. Se non fosse possibile allontanarsi facilmente dal luogo dell’incendio, il consiglio è quello di posizionarsi con le spalle al vento o cercare di raggiungere la zona già bruciata, dove è più basso il rischio di essere raggiunti dal fuoco. 

5 – È fondamentale non abbandonare rifiuti– in primis i mozziconi di sigaretta o i fiammiferi – nel bosco: possono infatti innescare o alimentare gli incendi. Poiché all’interno delle zone naturali o forestali potrebbero non essere presenti i cestini, è bene ricordare di avere sempre con sé un sacchetto nel quale riporre i propri rifiuti, per poi gettarli nelle apposite aree al ritorno. Inoltre, qualora ci si imbatta in bottiglie, lattine o rifiuti di altro genere lasciati da chi ci ha preceduto, può essere importante rimediare agli errori altrui, raccogliendo i rifiuti abbandonati. 

Fonte: comunicato stampa

Foto: Pixabay