Svolta la prima CicloAppennina, un weekend di eventi su ambiente, cicloturismo, piccoli borghi e benessere

È stata una prima edizione ricca di eventi e partecipazione quella della CicloAppennina, la green fondo promossa da Misura con Legambiente, ViviAppennino e Appennino Bike Tour, con il patrocinio del Comune dell’Aquila. Alla pedalata, con partenza e arrivo da L’Aquila, hanno preso parte oltre 500 iscritti. Migliaia i chilometri percorsi e 60.000 gli alberi che Misura si impegna a piantare su tutto il territorio italiano.

Per il terzo anno investiamo sulla Ciclovia dell’Appennino con un’iniziativa che parte dal cuore della dorsale italiana, da L’Aquila. Un progetto bello e innovativo che rispecchia il nostro impegno per un’Italia più verde, per favorire il cicloturismo e per promuovere le aree interne del Paese. Con la CicloAppennina non vogliamo solo piantare alberi, ma farlo in maniera corretta, usando varietà autoctone e con un ricco patrimonio genetico. Requisiti importanti per assicurare la biodiversità e piante più resilienti ad affrontare i mutamenti climatici” ha dichiarato Elisabetta Boccali, Marketing Manager di Colussi – Misura. 

“La CicloAppennina è un’occasione di rilancio per il territorio e la città de L’Aquila. Una vetrina importante per l’Abruzzo che punta a un turismo sostenibile e sulla sostenibilità a 360°. Più si pedala, più alberi si piantano: per i boschi del futuro è fondamentale l’impegno del presente” ha dichiarato Silvia Tauro, Legambiente Abruzzo. 

Cosa è successo durante la prima CicloAppennina

Quello della CicloAppennina è stato un weekend di eventi legati all’ambiente, al cicloturismo, alla scoperta di piccoli borghi e al benessereAperitivi informali, degustazioni di prodotti tipici e vini del territorio, giochi e bike park per bambini, presentazioni letterarie, un aperitivo in musica con il Conservatorio dell’Aquila hanno visto avvicendarsi biker famosi, associazioni ambientaliste, autorità cittadine, campioni sportivi, e influencer nel campo dello sport all’aria aperta.

“Il cicloturismo è una grande opportunità per l’Abruzzo, per far conoscere la nostra terra, i suoi borghi, la loro identità e natura. È l’occasione per apprezzare i frutti della nostra terra che fanno della nostra regione un unicum di biodiversità. Crediamo molto nel ciclismo e nel cicloturismo, sia perché legati al valore dello sport, sia come volano per la promozione e la valorizzazione del territorio. Motivi per i quali stiamo investendo molto” ha dichiarato Emanuele Imprudente, Vicepresidente Regione Abruzzo. 

“Vivere la città insieme ai borghi del territorio, all’insegna dell’ambiente e dello sport con il coinvolgimento delle istituzioni culturali, è quanto di meglio si possa proporre ai cittadini e alle cittadine di ogni fascia generazionale. La CicloAppennina, con l’inaugurazione dell’aiuola di piante rare abruzzesi sul piazzale di San Bernardino e le tante iniziative in cartellone, ha attirato la presenza di centinaia di persone, segno questo che, oltre a inorgoglirci come amministratori, riconferma le numerose potenzialità dell’Aquila e del suo vasto territorio in grado di offrire e coniugare bellezza e storia, innovazione e turismo, sport e benessere” ha dichiarato Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila. 

In cosa consiste la gara

La CicloAppennina è una gara non competitiva, aperta a tutti, realizzata in collaborazione con RCS Sport and Events. È articolata su un percorso ad anello di 40 e 70 km, che segue un tratto del tracciato della Ciclovia dell’Appennino. Alla partenza ogni partecipante ha avuto in dotazione delle “foglie” di cartone da depositare in appositi contenitori lungo il percorso. Ogni foglia corrisponde a un numero di alberi.

La Ciclovia dell’Appennino

La Ciclovia dell’Appennino è il percorso cicloturistico più lungo d’Italia: 3100 km dalla Liguria alla Sicilia, 14 regioni, 26 aree protette, più di 300 comuni attraversati e 44 comuni tappa in cui Misura ha realizzato altrettante postazioni di sosta e ciclo-officina, con colonnine per la ricarica di e-bike. Un progetto ambizioso, nato dalla collaborazione tra Misura insieme con Legambiente e Viviappennino. A dare valore al progetto la nascita dell’APP CicloAPPennino, per scoprire e riscoprire i territori e le bellezze di questo percorso: una guida ciclo-turistica, scaricabile gratuitamente su Google play e Apple store, che comprende e descrive oltre 300 punti di interesse, informazioni dettagliate sul tracciato, eventi e notizie locali.

Fonte: comunicato stampa

La mobilità del futuro? Con l’app Pollicino è possibile programmarla

La mobilità del futuro? Si può disegnare con un’app. Si tratta di Pollicino che, attraverso un mezzo futuribile come lo smartphone, utilizza una delle più recenti tecniche d’indagine, la Future Mobility Survey che fotografa tutti gli spostamenti in città grazie alla collaborazione dei cittadini che ne consentono la registrazione anonima grazie all’ app installata sul proprio smartphone.

Pollicino è un progetto pilota tra i primi in Europa nato dalla collaborazione fra la Fondazione per lo
sviluppo sostenibile, il Ministero dei Trasporti e il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica,
sperimentato per la prima volta a Bologna, è stato presentato a Milano dall’Osservatorio Sharing
Mobility con il supporto di Nordcom, la delegazione del Québec e il patrocinio della Commissione Europea.

In questa occasione sono stati anche condivisi i risultati di questa prima sperimentazione, con l’obiettivo di avviare un confronto sull’utilità di poter disporre di dati di mobilità sempre più efficaci e sull’opportunità di replicare quest’esperienza nel prossimo futuro anche in altre città italiane.

Ma che la mobilità in città stia cambiando lo dicono anche gli ultimi numeri sulla sharing mobility. Nel 2021 i viaggi realizzati in sharing mobility sono stati in tutto 35 milioni circa, + 61% rispetto al 2020. Il bikesharing free-floating e cresciuto del 56% rispetto al 2020, lo scootersharing del 5%, i monopattini in sharing nel 2021 hanno registrato la metà dei noleggi totali fatti in Italia (17,9milioni), i servizi di carsharing con stazione segnano un +22,2% di viaggi rispetto al 2020.

Come funziona l’app Pollicino

Pollicino, ha un carattere profondamente innovativo. La partecipazione al progetto richiede di mettere a
disposizione i dati sui propri spostamenti e sul mezzo utilizzato, per 7 giorni e 24 ore su 24, che vengono
registrati in forma anonima dall’app senza mai essere messi in relazione con i dati sensibili e identificativi
del partecipante. Il tracciamento delle persone per almeno 7 giorni consente di cogliere tutti gli spostamenti fatti da un individuo con qualunque modalità, sia quelli brevi che lunghi, quelli svolti durante i giorni lavorativi o feriali, di giorno e di notte e per ogni tipo di motivazione (lavoro, studio, tempo libero etc.).
Questo aspetto consente di cogliere come cambi la mobilità degli individui o, per esempio, quelli di una città, non solo in funzione del contesto territoriale ma anche nell’arco del tempo. Si tratta di un vero e proprio salto di qualità rispetto alle indagini questionarie che analizzino solo la mobilità per motivi di lavoro/studio o la mobilità di un giorno medio feriale, così come avviene di norma.

Come è cambiata la mobilità negli ultimi 3 anni

Circa 1000 cittadini hanno partecipato all’indagine di Bologna facendo registrare tutti i loro spostamenti per 7 giorni. L’analisi dei dati dei Pollicini bolognesi ha fatto emergere che la mobilità in città, anche a seguito delle pratiche di smart working, è divenuta molto meno regolare e quindi molto meno prevedibile. In particolare: non è più scandita dal recarsi quotidianamente a studiare o lavorare, la maggioranza delle percorrenze non avviene nei giorni lavorativi, come in passato, ma nel week-
end, gli spostamenti cosiddetti non sistematici e per motivazioni diverse da lavoro e studio sono
nettamente predominanti.

L’effetto pandemia ha consolidato, infatti, lo smart working e l’apprendimento a distanza, tanto che ormai la percentuale delle persone che si spostano 5 giorni a settimana per lavoro è meno di un quarto del totale (23%) e, se sommata a quella che si sposta solo quattro giorni a settimana, non superala metà del campione, indice di una quotidianità che non è più scandita da questa tipologia di spostamenti.

Questa nuova struttura della mobilità tende a premiare la flessibilità dell’auto privata (e questo non va a
vantaggio dell’ambiente), penalizza l’uso del trasporto pubblico ma fa anche intravvedere la potenzialità dei servizi di sharing mobility e la possibile espansione della mobilità attiva, soprattutto quella in bicicletta. Il modal share poi cambia radicalmente in funzione della motivazione dello spostamento: quando si tratta di andare al lavoro l’auto si attesta intorno al 24,9% e l’autobus al 20%, ma se si tratta di fare acquisti l’auto raggiunge il 40,9% e il mezzo pubblico scende al 7,1%.

Un’indagine approfondita ha riguardato l’utente abituale di sharing mobility rispetto al “tipo” non utente.
Questa analisi ha permesso di verificare che chi sceglie regolarmente di spostarsi in bikesharing e carsharing, tende ad utilizzare meno l’auto anche per gli altri spostamenti, e preferisce il mezzo pubblico e muoversi di più a piedi, rispetto a chi non usa regolarmente queste soluzioni di mobilità.

Fonte: comunicato stampa Osservatorio Sharing Mobility