Come contenere e riutilizzare l’acqua piovana in città: ecco le soluzioni degli architetti del paesaggio

La carenza di approvvigionamento idrico è una problematica sempre più grave che coinvolge la maggior parte della popolazione mondiale. Secondo le stime, entro il 2050, ben 5.7 miliardi di persone potrebbero vivere in aree dove l’acqua scarseggia per almeno un mese all’anno. Questa situazione è il risultato dell’intensificazione del ciclo idro-geologico, che a sua volta è causato dai cambiamenti climatici.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, AIAPP (Associazione Italiana Architettura del Paesaggio) ha rilanciato la necessità di una cultura della gestione dell’acqua, proponendo lo “STORMWATER MANAGEMENT” come una soluzione efficace per contrastare la penuria idrica. Questo sistema consiste in una serie di interventi di rigenerazione urbana e riqualificazione degli spazi aperti che puntano a migliorare la resilienza delle aree urbane, sia in presenza di precipitazioni violente che di gestione della siccità.

L’approccio dello “STORMWATER MANAGEMENT” è flessibile e non si concentra solo sulla riduzione dei rischi, ma punta anche a migliorare la qualità della vita urbana. Questo sistema è in grado di ridurre significativamente i costi di gestione delle reti tradizionali e soprattutto il costo delle conseguenze degli eventi estremi, fornendo gli strumenti necessari per meglio affrontare tutta la gamma delle condizioni idriche.

Le soluzioni tecniche proposte dallo “STORMWATER MANAGEMENT” sono già state sperimentate con successo in ambito internazionale, ma sono ancora poche quelle realizzate in Italia. È quindi sempre più urgente attivare azioni concrete e formare tecnici e amministratori sulle tematiche della gestione dell’acqua, accrescendo la cultura su questi temi.

La durata dei periodi di siccità e l’aumento delle precipitazioni intense sono fenomeni che dipendono dall’intensificazione del ciclo idro-geologico, che è stato alterato dai cambiamenti climatici. Anche se contrastare i cambiamenti climatici è impossibile, possiamo aiutare le nostre città ad adattarsi ai fenomeni in atto, migliorando la sicurezza e la qualità della vita di tutti. Lo “STORMWATER MANAGEMENT” è una soluzione concreta che può contribuire a risolvere la problematica della carenza di approvvigionamento idrico e migliorare la resilienza delle aree urbane.

Come contenere e riutilizzare l’acqua piovana in città

Diverse le soluzioni proposte da AIAPP:

  • rain gardens
  • bacini di detenzione o di laminazione
  • stagni di ritenzione
  • bacini di sedimentazione
  • sistemi di fitodepurazione a flusso sommerso e flusso superficiale
  • lagunaggi alla scelta di specie a basso consumo irriguo
  • sistemi di recupero e stoccaggio delle acque meteoriche

Soluzioni che in città contribuiscono alla creazione di infrastrutture verdi e blu, capaci di restituire permeabilità ai suoli urbani, spazio e tempo alle acque; utili a reintrodurre la natura in città, producendo benefici ecosistemici e creando spazi pubblici fruibili per la socialità, il gioco, il benessere e la salute delle persone. 

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Crisi idrica: le azioni strategiche in agricoltura che non si possono più rimandare

Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, rinnova il suo appello a mettere l’allarme siccità in cima alle priorità dell’agenda politica globale e il Governo italiano a fare presto per risolvere l’emergenza.

Ogni giorno, in Italia, consumiamo circa 241 litri di acqua a persona e ne sprechiamo più di 150 litri, mentre nel mondo più di mille bambini, sotto i cinque anni, muoiono a causa di malattie legate ai servizi idrici. Nel frattempo, la siccità sta mettendo in ginocchi tutto il Mediterraneo, trovando gran parte dell’Africa con la maggiore insicurezza idrica e l’Italia in una posizione di rischio forte 3, su scala da 0 a 5, per carenza di acqua piovana e di riserve negli invasi.

Entro il 2030 la domanda di acqua dolce supererà del 40% la disponibilità e Cia fa proprio il messaggio lanciato quest’anno per il World Water Day Accelerare il cambiamento per risolvere la crisi idrica e igienico-sanitaria”, tornando a proporre il suo cambio di passo a trazione agricola.

Per Cia, infatti, la crisi idrica richiede risposte rapide, organiche ed efficienti. Occorre, quindi, una pianificazione di lungo periodo che metta a sistema azioni strategiche come: sbloccare e favorire il riutilizzo a uso agricolo delle acque reflue depurate; realizzare serbatoi artificiali ad uso multifunzionale, per la capitalizzazione dell’acqua (in eccesso/di riuso/di pioggia); avviare una rete di piccoli laghetti e invasi, “smart” sotto il profilo tecnologico e amministrativo, diffusi su tutto il territorio.

Inoltre, serve avviare urgentemente la sperimentazione in pieno campo delle nuove tecniche di miglioramento genetico (New Breeding Techniques – NBT) per colture più resistenti a calamità naturali ed eventi estremi, oltre a dare al Paese una legge nazionale contro il consumo di suolo, visto che le aree perse, dal 2012 a oggi, avrebbero garantito l’infiltrazione di 360 milioni di metri cubi di pioggia.

Intanto, la primavera è arrivata, per l’agricoltura si avvicina la stagione dei raccolti e, stime Cia, si prevede già un grande deficit nei campi con crolli produttivi dal 10% fino al 30%, per colture importanti come mais e riso. Pesa il 45% di neve in meno sulle Alpi e il Po a secco, una dispersione idrica arrivata al 40% e invasi che non trattengono più dell’11% di acqua piovana. Senza contare la spesa a carico degli agricoltori per mantenere comunque irrigate le colture.

“Dalla riunione odierna della Cabina di Regia per la crisi idrica, ci aspettiamo adesso solo vero pragmatismo -commenta il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini- sia rispetto all’individuazione del Commissario straordinario che riguardo al preannunciato provvedimento normativo con deroghe e semplificazioni. Bisogna fare quadrato sulle priorità e ragionando già sugli inevitabili razionamenti. Quella dei cambiamenti climatici -conclude Fini- è una sfida comune a tutto il Mediterraneo e globale. Per questo i Paesi devono dotarsi di un’agenda condivisa di valori e politiche. Fa bene il presidente della Repubblica Mattarella a ricordarcelo”.

Fonte: comunicato stampa Cia-Agricoltori Italiani