cinema in verde 2026

La crisi climatica sul grande schermo: a Cinema in Verde sei film internazionali inediti in Italia

Nell’ambito di Cinema in Verde 2026, il direttore di Green Factor, Marco Gisotti, sarà moderatore della rassegna “Green Mirror”. Scopri di più leggendo il comunicato stampa riportato di seguito.

 Gli effetti della crisi climatica sono sempre più presenti nella vita quotidiana. Le temperature estreme di queste settimane sono una delle manifestazioni più immediate di trasformazioni che cambiano i territori, mettono sotto pressione le risorse, incidono sul lavoro e sulle possibilità di continuare ad abitare alcuni luoghi del pianeta.

Raccontare questa crisi significa allora trovare nuovi modi per guardarla, comprenderne le conseguenze e interrogarsi sulle scelte che la accompagnano, non più e non solo come singoli, ma anche e soprattutto come comunità.

È per farlo attraverso le storie e il linguaggio del cinema che torna a Roma, dal 17 al 20 settembreCinema In Verde, il festival internazionale di cinema ambientale e sociale organizzato dall’agenzia di comunicazione green Silverback e Sapienza Università di Roma – Polo Museale Sapienza Cultura, con il sostegno di Roma Capitale. Per la sua quarta edizione, Cinema In Verde porta per la prima volta il concorso internazionale all’Arena di Piazza Vittorio, all’interno di Notti di Cinema grazie alla collaborazione con ANEC Lazio. Il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza ospita invece gli appuntamenti mattutini e pomeridiani del festival, tra proiezioni, documentari e incontri con studiosi ed esperti.

A contendersi il Ginkgo d’Oro 2026 saranno sei film internazionali inediti in ItaliaRembrandt di Pierre SchoellerThe Last Blossom di Baku KinoshitaNimuendajú di Tânia AnayaArru di Elle Sofe SaraLa Reserva di Pablo Pérez Lombardini e The Garden We Dreamed di Joaquín del Paso. Sei opere provenienti da Francia, Giappone, Brasile, Perù, Norvegia, Svezia, Finlandia e Messico. A valutarle sarà una giuria composta dal regista e produttore Matteo Rovere, dall’attrice Giulia Michelini, dagli attori Andrea Arcangeli e Carlo De Ruggieri, dal giornalista Alessandro Guarasci, dal direttore generale della LIPU-BirdLife Italia Danilo Selvaggi e dalla direttrice dello IED Roma Laura Negrini. Le sei opere in concorso raccontano comunità e territori molto diversi, mostrando come le questioni ambientali incidano concretamente sulla vita delle persone: nei pascoli Sami minacciati dall’estrazione mineraria, nelle terre indigene progressivamente sottratte alle comunità che le abitano, nelle foreste del Chiapas attraversate dal disboscamento illegale, lungo la rotta di una famiglia haitiana che cerca di raggiungere gli Stati Uniti. Lo sguardo si allarga al rapporto con l’energia e il progresso tecnologico, all’eco-ansia, alla memoria e al legame tra esseri umani e mondo naturale.

Ad aprire il festival, giovedì 17 settembre all’Arena di Piazza Vittorio, saranno le Karma B insieme a Chiara Campione di Greenpeace, protagoniste di un dialogo sui cambiamenti ambientali e sociali e sul modo in cui entrano oggi nella vita pubblica. All’inaugurazione era e propria partecipano Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale; Fabio Attorre, Direttore dell’Orto Botanico di Roma; Claudia Campanelli, Direttrice di Cinema In Verde; Simonetta Lombardo CEO di Silverback e ideatrice della manifestazione.

Domenica 20 settembre, a chiusura dell’edizione, Cinema In Verde presenta i cortometraggi realizzati dai dodici giovani filmmaker palestinesi della Cisgiordania e di Gaza coinvolti in LAND, il progetto promosso insieme ad ACS – Associazione di Cooperazione e Solidarietà attraverso una spring school di formazione cinematografica e audiovisiva. Alcuni degli autori e delle autrici saranno a Roma per presentare i propri lavori insieme alla giuria del Festival. Nella stessa giornata sarà assegnato il Ginkgo d’Oro 2026, seguito dalla proiezione del film vincitore.

Ad arricchire il programma, al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza, torna “Documentario come arte del reale”, con tre mattine di proiezioni e incontri dedicati ad alcuni dei temi più urgenti dell’edizione: dalla vita delle comunità palestinesi e dal rapporto con la propria terra in un contesto segnato dall’occupazione, alla tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali, fino alle migrazioni legate al cambiamento climatico. A confrontarsi con il pubblico saranno esperti e testimoni del settore, tra cui Gaga Pignatelli di Equo Garantito, Ewa Hermanowicz e Alberto Pauletto del Forest Stewardship Council e Angelica De Vito, consulente diplomatica presso le Nazioni Unite ed esperta di migrazioni climatiche. Nel pomeriggio, lo stesso spazio ospita “Green Mirror”, la rassegna curata dal giornalista Marco Gisotti.

Tutti gli appuntamenti di Cinema In Verde sono aperti al pubblico e gratuiti.

Il programma completo e le registrazioni sono disponibili sul sito.

Cinema In Verde è organizzato da Sapienza Università di Roma – Polo Museale Sapienza Cultura e dall’agenzia di comunicazione green Silverback, con il sostegno, fin dalla prima edizione, di Roma Capitale, attraverso l’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti e l’Assessorato alla Cultura. Il concorso internazionale all’Arena di Piazza Vittorio è realizzato in collaborazione con ANEC Lazio.

Venezia80: Il Green Drop Award 2023 va a “Il confine verde” di Agnieszka Holland e “Io Capitano” di Matteo Garrone

“Non si tratta di un ex-aequo ma di due opere che la nostra giuria ha voluto considerare complementari e contigue” spiega il direttore del premio Marco Gisotti. Nel premiare i due film presenti nella selezione ufficiale “Venezia80” della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, entrambe sul tema delle migrazioni, la giuria del Green Drop Award, presieduta da Bepi Vigna e composta da Simone Gialdini, Carlo Giupponi, Emilio Cozzi e Marta Macchi, spiega così le motivazioni del doppio premio: “i due film trattano entrambi il tema dei processi migratori e ne delineano gli aspetti umani e politici, in relazione a contesti geoambientali molto differenti ma essi stessi complementari. Due vere Odissee contemporanee, narrate con efficacia drammatica e grande resa poetica, che rappresentano bene un momento storico dove le migrazioni umane sono un fenomeno umanitario ed ecologico, tragico segno della profonda crisi di identità e di valori della società contemporanea”.

“In questo – ha aggiunto Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia che organizza il premio – il merito va al direttore della Mostra di Venezia Barbera per aver messo in concorso questi due film che contribuiscono a rappresentare sia il lato crudele che quello solidaristico di un’umanità al bivio della storia futura”.

A ritirare il premio dalle mani dei giurati Bepi Vigna e Marta Macchi, sono saliti sul palco Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution e presidente dei distributori Anica, che distribuisce “Io Capitano” nelle sale, e Massimiliano Cadeddu, direttore commerciale Movies Inspired per “Il confine verde”. 

Green Cross Italia ha anche voluto premiare, con un’edizione speciale del Green Drop, “Materia viva”, il docufilm presentato ieri sera fuori rassegna al Lido, “per il valore ambientale, educativo e divulgativo di un’opera che riesce a parlare con semplicità e accuratezza ad un vasto pubblico di temi complessi ma fondamentali con le voci del cuore e della ragione di così tanti artisti e tante artiste”. A ritirare il premio per il docufilm promosso da Erion WEEE e Libero Produzioni e scritto da Marco Falorni e Andrea Frassoni, che ne hanno curato la regia insieme a Stefania Vialetto, sono intervenuti il presidente di Erion WEEE Giampaolo Platto e lo stesso Marco Falorni per Libero Produzioni.

“Materia Viva è un racconto corale – ha aggiunto o Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE – che insegna come un mondo diverso sia possibile ma solo se ognuno di noi si impegna a fare la propria parte e siamo felici che il Green Drop Award abbia colto questo elemento, necessario far vedere a tutti la strada da intraprendere”.

Il trofeo che viene assegnato al film vincitore è una “grande goccia d’acqua” soffiata dal maestro vetraio di Murano Simone Cenedese e che ogni anno contiene un pugno di terra proveniente da un luogo significativo del pianeta. Quest’anno contiene quella della Villa di Galileo ad Arceti (Firenze) per celebrare i 400 anni esatti da quando il grande scienziato fiorentino usò per la prima volta la parola “ambiente” nella sua accezione moderna nell’opera “Il saggiatore”, pubblicato nel 1623.

La terra è stata raccolta in collaborazione con il Sistema Museale d’Ateneo e con l’Università di Firenze che hanno in consegna la Villa da parte del Demanio dello Stato e, per ripristinare i poco più di due chili di materiale prelevato, il Consorzio italiano compostatori (CIC), un altro dei grandi protagonisti dell’economia circolare italiana, che ha messo a disposizione il suo compost.

“Cambiamenti climatici e impoverimento dei suoli sono tra le cause che oggi determinano carestie e migrazioni. L’economia circolare, il riciclo, il compostaggio sono alcune delle importanti risposte che noi possiamo dare al Pianeta perché consentono di migliorare la qualità e la salute dell’ambiente e dei suoli. Per questo – ha spiegato Massimo Centemero, direttore del Consorzio italiano compostatori – oggi siamo a fianco del Green Drop Award, come ambasciatori di sostenibilità e di speranza di futuro per la Terra”.

La Giuria dell’edizione 2023 del Green Drop Award è composta da: Simone Gialdini, presidente di Anec, Carlo Giupponi, professore ordinario di Economia ambientale e applicata presso il Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Emilio Cozzi, giornalista scientifico, Marta Macchi, Marketing & Communications Manager di Erion WEEE, e Bepi Vigna, sceneggiatore e scrittore, creatore del fumetto “Nathan Never” e Presidente di Giuria.

Fonte: comunicato stampa