buone notizie dal pianeta documentario

6 documentari sulla crisi ambientale e sulle possibili soluzioni da vedere per capire l’importanza della COP26

Fino al 12 novembre Glasgow sta ospitando il COP26, il ventiseiesimo vertice globale (Conference of the Parties) sul clima organizzato dalle Nazioni Unite e che coinvolgerà oltre 190 leader mondiali. Al centro il tema della crisi climatica e la necessità di collaborare e intervenire unitamente per azzerare le emissioni nette a livello globale entro il 2050, puntando a limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C.

Per approfondire le problematiche legate ai cambiamenti climatici e per uno sguardo sulle nuove opportunità, il canale culturale Arte in Italiano (arte.tv/it) — fruibile gratuitamente, con sottotitoli in italiano, sul sito, sulle app ARTE per smart TV, Fire TV, Apple TV e dispositivi mobili — consiglia 6 documentari sulla crisi ambientale e sulle ultime prospettive e ricerche: una panoramica, mostrata e raccontata da voci internazionali, della gravità della situazione attuale, ma anche delle possibili soluzioni.

Bioeconomia: una rivoluzione verde

I campanelli d’allarme legati ai cambiamenti climatici si manifestano a ogni latitudine e il nostro modello di sviluppo, fondato in particolare sullo sfruttamento dei combustibili fossili, non è più sostenibile. Come coniugare benessere e una rapida transizione ecologica? La risposta si trova nella ‘bio-economia’: dall’energia delle biomasse alle “mosche-soldato”; lo racconta Bioeconomia: una rivoluzione verde.

Il cambiamento climatico è già realtà

Spesso visto nei paesi occidentali come una minaccia lontana nel tempo, il cambiamento climatico di fatto sta già trasformando la vita quotidiana di milioni di esseri umani. Il documentario Il cambiamento climatico è già realtà è un giro del mondo tra le popolazioni e i paesaggi che già soffrono molto concretamente e duramente le conseguenze.

Avocado: un frutto poco sostenibile

Un solo avocado consuma in un giorno tanta acqua quanto una famiglia di quattro persone. Mentre la domanda di questo frutto prelibato e ricco di vitamine non accenna a diminuire, altrove ci si interroga sulla sostenibilità della sua produzione. Avocado: un frutto poco sostenibile illustra in particolare il caso del Portogallo, dove le monocolture minacciano l’ambiente e i piccoli agricoltori.

Siccità in Europa: catastrofe in vista?

Gli ultimi sono stati anni caratterizzati da temperature eccezionalmente elevate che hanno portato all’accelerazione progressiva di fenomeni come il disseccamento del suolo e all’allungamento della stagione degli incendi. L’inchiesta Siccità in Europa: catastrofe in vista? analizza la situazione e pone delle domande: quali soluzioni approntare per arginare tale deriva climatica? Sarà sufficiente la rivoluzione della ‘genetica verde’ per rendere l’agricoltura sostenibile?

Lo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi

Negli ultimi 15 anni, i ghiacciai delle Alpi hanno perso un ottavo del loro volume e il loro scioglimento ha ora conseguenze significative sul piano ambientale ed economico. Lo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi racconta questo problema senza dimenticare il rischio crescente di frane e inondazioni causate dalla fragilità dei massicci rocciosi. Le nuove tecniche di innevamento artificiale basteranno a salvare i ghiacci alpini?

Buone notizie dal pianeta

I media traboccano di bad news sullo stato di salute degli ecosistemi e delle risorse naturali, eppure sembrano esserci buone ragioni per conservare un po’ di ottimismo. Buone notizie dal pianeta mostra i progressi nel settore dell’acqua focalizzando l’attenzione su tre aree geografiche “critiche”: Las Vegas, le aree bagnate dal fiume Giordano e la Spagna agricola.

Per saperne di più ARTE ha messo a disposizione anche altri contenuti sul tema: dalle conseguenze dell’industria tessile, ad approfondimenti sullo sfruttamento delle falde acquifere da parte delle multinazionali a un documentario sul legno, grande risorsa per l’edilizia e possibile soluzione contro le emissioni di CO2.

Codice per embeddare il documentario:

Fonte: comunicato stampa

Foto: artetv

Murale Elena Zecchin @ Rob de Matt_2

Presentato a Milano il murale che depura l’aria, contro lo spreco alimentare e il cambiamento climatico

Too Good To Go ha lanciato una campagna volta a sensibilizzare e far riflettere sul “vero costo del cibo”. L’attenzione su questo messaggio è quanto mai fondamentale anche in seguito a importanti campanelli d’allarme, come quello dettato quest’estate dalla pubblicazione dell’ultimo rapporto sui cambiamenti climatici da parte dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).

Il murale amico dell’ambiente

Oltre a una campagna di comunicazione diffusa, Too Good To Go ha collaborato con Rob de Matt e con l’artista emergente Elena Zecchin per realizzare un’opera di street art grazie a una speciale pittura depurativa, un murale “amico” dell’ambiente su una superficie messa a disposizione proprio dall’associazione di promozione sociale, in via Annibale Butti 18 (Milano). Il murale, di 22 mq, eliminerà lo smog di circa 4,7 auto benzina euro 6 al giorno, così come farebbe l’equivalente area di una foresta. Inoltre, nel primo mese di vita, assorbirà 951,2 g di CO2 dall’atmosfera. Il locale e associazione di promozione sociale, sarà anche destinatario di donazioni di generi alimentari, che verranno utilizzati nei progetti a favore delle fasce di popolazione più in difficoltà.

Alla tavola rotonda, sono intervenuti Francesco Purpura, referente progetti sociali Rob de Matt; Eugenio Sapora, Country Manager Italia Too Good To Go; Gabriele Rabaiotti, Assessore Politiche Sociali ed Abitative del Comune di Milano;  Jacopo Tondelli, Direttore Responsabile de Gli Stati Generali.

Francesco Purpura:

Rob de Matt è un ente di promozione sociale che nasce col fine di portare avanti attraverso la ristorazione progetti di reinserimento sociale e professionale per persone con fragilità. Questo si concretizza soprattutto in corsi di formazione in cucina per persone con disagi psichici, oppure persone soggette a limitazioni della libertà personale o in stato di detenzione. In quattro anni, attraverso 60 tirocini risocializzanti e professionalizzanti, abbiamo fornito un’occasione di rinascita a soggetti provenienti da situazioni molto eterogenee tra loro. Oltre a questo Rob de Matt realizza progetti rivolti allo sviluppo di un senso di comunità nel territorio, come il Progetto QuBì, indirizzato al contrasto alla povertà minorile, con un focus sul sostegno alimentare.

Eugenio Sapora:

L’impegno di Too Good To Go in occasione della seconda giornata Internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari ha avuto un focus specifico sulla relazione tra sprechi alimentari e cambiamento climatico. Sprecare cibo è un peccato non solo per quello che rappresenta come gesto, ma anche e soprattutto per lo sperpero delle risorse ad esso associate: produzione, distribuzione e tutto ciò che ne comporta hanno un impatto ambientale che ora più che mai dobbiamo considerare.

Gabriele Rabaiotti:

L’Assessorato alle Politiche Abitative e Sociali del Comune di Milano negli ultimi anni ha dedicato largo spazio alle tematiche sociali e culturali connesse agli sprechi alimentari. Un tema che è diventato ancora più centrale nell’ultimo anno e mezzo di pandemia, in cui è cresciuto esponenzialmente l’operato degli Hub Alimentari promossi dalla Food Policy con l’obiettivo di ridurre lo spreco di cibo e innovare le modalità di recupero degli alimenti da destinare agli indigenti, con un’ottica di azione nei quartieri. Inoltre, è stato creato il centralino Milano Aiuta, finalizzato al sostegno e al potenziamento di servizi di prossimità per garantire, con tempestività ed efficacia, attività di ascolto, assistenza e sostegno alimentare a favore di persone e famiglie fragili. Grazie all’iniziativa è stato fornito un sostegno concreto ad oltre 21.000 famiglie, circa l’8% di tutte  quelle presenti nel territorio milanese.

Jacopo Tondelli:

Dal punto di vista dell’informazione, le tematiche ambientali hanno assunto un ruolo centrale all’interno del dibattito pubblico, ma, soprattutto a livello aziendale, i messaggi che si trasmettono molte volte sono contrastanti e di difficile comprensione. Pertanto è fondamentale riportare la discussione ad un livello più prossimo al cittadino, fornendo chiari strumenti per contrapporsi ai cambiamenti climatici, nei quali la parte del leone la fanno gli sprechi alimentari. In tal senso, il lavoro portato avanti da realtà come Too Good To Go e Rob de Matt assume un ruolo nodale all’interno della società, riportando chiarezza all’interno del dibattito e coinvolgendo attivamente le persone. Perché i veri cambiamenti non partono a monte, ma a valle.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Too Good To Go