Disponibile “Nathan Never. Uniti per il pianeta”, il fumetto sui cambiamenti climatici

È uscito in edicola e nelle fumetterie “Nathan Never. Uniti per il pianeta”, frutto della seconda collaborazione tra il Ministero della Transizione Ecologica e Sergio Bonelli Editore. Già a luglio del 2021 MiTE e Bonelli avevano unito i propri sforzi per realizzare una breve storia con protagonista l’eroe del futuro, nella quale i cambiamenti climatici minacciano di colpire l’oramai popolato Marte. Nella nuova avventura Uniti per il pianeta, siamo sempre nell’ambito della Climate Fiction e della fantascienza, ma ciò che accade serve per spiegare il presente. Per narrare quella che nel 2021 è ormai divenuta la madre di tutte le sfide: vincere i cambiamenti climatici. 

La trama del fumetto

Nel futuro remoto i nostri errori, che sembrerebbero superati, avranno comunque conseguenze e Nathan Never ricorre all’aiuto di altri eroi per risolvere la situazione: Mister No e Martin Mystère. Insieme a loro troviamo Greta Suzuki, una giovane scienziata che è un po’ la sintesi di decenni di impegno dei giovani nella salvaguardia dell’ambiente, le cui fonti di ispirazione più dirette (e citate fin dal nome) sono Greta Thunberg e Severn Cullis-Suzuki, divenuta celebre nel 1992, all’età di soli 12 anni, quando mise a tacere tutti i grandi della Terra, inchiodandoli alle loro responsabilità, durante l’Earth Summit di Rio de Janeiro. Greta Suzuki vuole rappresentare la voce dei giovani di tutto il mondo che nel 2021 hanno partecipato alla Youth4Climate di Milano. Ma anche di tutti gli altri che in questi anni si sono battuti per l’ambiente fin dalla Dichiarazione di Bandung del 2011, che identificava l’accesso ai lavori verdi come cruciale per una transizione sostenibile verso un sistema economico basato sull’ecologia.

I fumetti Sergio Bonelli Editore

Sono numerosissimi gli esempi di storie ecologiste e di situazioni “green” che i tanti protagonisti dei fumetti di Sergio Bonelli Editore hanno vissuto negli anni. Inoltre, dal 2013 tutti gli albi sono stampati su carta ecologica e certificata ad affermare un impegno concreto e quotidiano, e non solo intellettuale, a favore dell’ambiente.

Nathan Never in particolare ci racconta del futuro, e quando parliamo di cambiamenti climatici è del futuro che ci preoccupiamo. Non dovrebbe stupire, quindi, che proprio l’Agente speciale Alfa sia stato scelto dal Ministero della Transizione Ecologica per avvicinare un pubblico ampio – stiamo parlando della serie a fumetti di fantascienza più letta in Europa – ai temi dell’ecologia e della lotta al Climate Change.

Cambiamenti climatici: le sfide del futuro

Tanto è stato fatto, ma molto rimane ancora da fare. Arrestare i cambiamenti climatici e proteggerci dalle conseguenze dei danni già compiuti non solo è possibile, ma necessario. Siamo alle soglie di un grande balzo nella Storia. Abbiamo le conoscenze scientifiche e le tecnologie per fare il nostro ingresso in un futuro sostenibile; la pandemia di Covid-19 ci ha insegnato che non ci sono sfide che non possano essere vinte. Questa del clima è davvero l’ultima frontiera per lasciare che il catastrofismo della Climate Fiction rimanga solo nel mondo dell’immaginazione.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Sergio Bonelli Editore

pixabay oceano acqua

Aumentare la consapevolezza sullo stato dell’oceano grazie al programma Ocean Literacy

Oggi, 24 gennaio, ricorre la “Giornata Mondiale dell’Istruzione”, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per garantire un’istruzione equa e di qualità, l’apprendimento continuo, per costruire un futuro più sostenibile, inclusivo e pacifico. Il tema di quest’anno è “Cambiare rotta, trasformare l’istruzione“, anche alla luce dei cambiamenti causati dal Coronavirus.

 

“La Giornata Mondiale dell’Istruzione è un appuntamento importante per parlare del futuro della scuola e non solo: la pandemia ha mostrato l’esigenza di aggiornare i programmi scolastici affinché sviluppino, accanto alle conoscenze nozionistiche, anche e soprattutto le ‘life skills’ degli studenti. Per questo ribadiamo l’importanza di introdurre, a fianco delle materie tradizionali, l’Ocean Literacy all’interno dei programmi scolastici in tutto il mondo”, sottolinea Francesca SantoroSpecialista di Programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e promotrice in Italia del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile (2021-2030).

Proprio in questa occasione infatti la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO presenterà in live streaming (24 gennaio – ore 15) “A new blue curriculum: Toolkit for policymakers”, il nuovo toolkit pensato per offrire a decisori politici e autorità educative strumenti, ricerche, casi di studio e metodologie per inserire nei programmi scolastici l’Ocean Literacy, fondamentale per diffondere l’ABC della conoscenza del mare.

L’obiettivo del toolkit “A new blue curriculum: Toolkit for policymakers” è l’introduzione nelle scuole del “curriculum blu”, un percorso di formazione e sensibilizzazione a 360 gradi legato all’oceano. L’intento è non solo formare le nuove generazioni dal punto di vista scientifico ma anche far sì che sviluppino una coscienza critica e diventino parte attiva del cambiamento, prendendosi cura del Pianeta: il mare produce dal 50 all’80% dell’ossigeno che respiriamo, controlla il clima globale e ha un ruolo cruciale anche dal punto di vista economico (se l’oceano fosse un Paese sarebbe la settima potenza mondiale).  “L’Ocean Literacy e il curriculum blu – sottolinea Francesca Santoro – possono aiutare scuole, insegnanti e studenti a comprendere l’importanza della biodiversità marina e delle interazioni oceano-uomo, così da prendere decisioni più consapevoli e responsabili sull’utilizzo delle risorse marine”.

Avviato da IOC-UNESCO, il programma di Ocean Literacy (oceanliteracy.unesco.org), ovvero di educazione all’oceano, mira ad aumentare la consapevolezza sullo stato dell’oceano. Come spiega Santoro: “A oggi le iniziative di educazione all’oceano non sono ancora state messe a sistema. L’inclusione dell’Ocean Literacy nei programmi scolastici è un processo che bisogna implementare in collaborazione con i governi, gli sviluppatori di programmi di studio, le parti interessate dell’istruzione e la società civile”.

“Inoltre è importante inserire l’Ocean Literacy all’interno dei programmi di studio perché può rappresentare un processo di empowerment sulle life skills, aiutando a sviluppare in particolare quelle azioni e competenze volte alla conservazione e al rispetto che emergono nel momento in cui si impara a prendersi cura di qualcosa o di qualcuno, in questo caso specifico dell’oceano. Proprio in questa direzione – conclude Santoro – si muove per esempio il testo di legge, recentemente approvato da parte della Camera dei Deputati, che punta ad avviare attività didattiche di sviluppo delle competenze non cognitive, capacità umane e sociali che rendono ogni  studente capace di far fronte alle sfide della vita di tutti i giorni. Questo ci rende ottimisti per il futuro, nonostante le tante difficoltà che sta affrontando la scuola in questo particolare momento storico”.

Fonte: comunicato stampa
Foto: Pixabay