Green jobs: le auto elettriche trainano business e assunzioni

Nuove opportunità professionali e di business grazie alle auto elettriche. Sembrerebbe soltanto uno slogan, ma non è affatto così: l’aumento di richieste di queste automobili green ha risvolti occupazionali non indifferenti. Secondo gli ultimi dati elaborati da Hunters Group – società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato – infatti l’aumento di professionisti Mobility Manager, Fleet Manager e Software Engineer è cresciuta, negli ultimi 12 mesi, del 34,5%. E questo è un trend destinato a crescere e consolidarsi nel prossimo futuro. 

I contratti relativi ai green job attivati nel 2021 rappresentano il 34,5% dei nuovi contratti previsti nell’anno. Le figure ricercate dalle aziende sono professionisti qualificati ed esperti, chiamati a operare specialmente nelle aree aziendali ad alto valore aggiunto. Dal punto di vista territoriale, a fine anno, gli occupati nel comparto erano pari a 3.095,8 mila unità, di cui 1.017,8 mila unità al Nord-Ovest, 741,2 mila nel Nord-Est, 687,9 mila unità nel Mezzogiorno e le restanti 648,8 mila al centro.

Transizione energetica: i numeri

La transizione energetica – che ha (o avrebbe) l’obiettivo di arrivare, al 2050, a zero emissioni di gas inquinanti – potrebbe creare circa 30 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo. Oltre a ridurre notevolmente il consumo di gas e petrolio, inoltre, dal 2035 sarà vietata la vendita di nuove automobili con motori diesel o benzina. Cosa significa? Ampio spazio all’utilizzo delle rinnovabili, alla mobilità elettrica e, ovviamente, anche a tutti quei professionisti che, a vario titolo, operano o sono collegati a questi settori. 

“Tutto questo – precisa Giovanni Policella, Area Manager della sede di Roma di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato – si tradurrà, da un lato, in una riduzione dell’inquinamento e, dall’altro, nella necessità di trovare professionisti che, all’interno delle aziende, dovranno guidare la transizione energetica. In particolare, non mancheranno occasioni per Mobility Manager, Fleet Manager e Software Engineer MaaS. In Italia, le regioni maggiormente interessate da questo fenomeno saranno sicuramente quelle del centro – sud Italia (Lazio, Toscana e Sardegna), ma anche Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna”. 

I professionisti della transizione energetica 

Mobility Manager

ll Mobility Manager si occupa di pianificare e gestire gli spostamenti e la domanda di mobilità delle persone. Il Manager della mobilità lavora per pianificare gli spostamenti casa-lavoro di lavoratori e cittadini, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla riduzione dell’inquinamento e dello spreco di risorse.

Il suo obiettivo è favorire la riduzione dell’uso delle macchine private ed incentivare, al contempo, l’impiego di mezzi a ridotto impatto ambientale. Tra le possibili soluzioni, può proporre, ad esempio, l’utilizzo di car sharing, car pooling, navette, mezzi pubblici, bike sharing. Retribuzione annua lorda: 60.000 – 70.000 euro. 

Fleet Manager

Il Fleet Manager si assicura che i veicoli di un’organizzazione funzionino correttamente, siano in buone condizioni e soddisfino le linee guida di sicurezza. Questo potrebbe includere la supervisione della manutenzione di una flotta di camion, auto o altri veicoli. Può anche essere chiamato a valutare nuovi veicoli da utilizzare nella propria azienda.

Il suo compito principale è quello di essere il responsabile della flotta aziendale, per questo deve realizzare la reportistica, definire i budget e mantenere i rapporti con i fornitori come società di noleggio, concessionari o case costruttrici nel caso abbia una flotta molto numerosa. 

Oltre a garantire la sicurezza e la corretta manutenzione delle auto della flotta, deve anche assicurarsi che gli autisti capiscano come utilizzarle in modo sicuro. Supervisiona, infine, anche tutte le riparazioni necessarie su qualsiasi veicolo danneggiato della flotta. Retribuzione annua lorda: 50.000 – 60.000 euro.

Software Engineer MaaS

MaaS è una piattaforma, il più delle volte sotto forma di applicazione mobile, che offre un servizio di trasporto multimodale, cioè un pacchetto di mobilità per i suoi utenti. La piattaforma tende ad essere un aggregatore di tutte le soluzioni di mobilità presenti in una città, integrando tutte le informazioni necessarie al viaggiatore per spostarsi, dalla biglietteria al pagamento. 

Il Software Engineer sviluppa i componenti e le funzionalità principali di MaaS per rendere MaaS il sistema cloud bare metal numero uno. Modella l’architettura di MaaS per renderla più semplice, veloce e facile da usare. Questa figura collabora con altri team per garantire che MaaS funzioni bene con altri strumenti e venga rilasciato in tempo. Contribuisce alla documentazione delle funzionalità attuali ed esistenti, rendendolo una risorsa di prim’ordine per gli operatori e gli utenti di Data Center. Retribuzione annua lorda: 55.000 – 65.000 euro.

Fonte: comunicato stampa

Un ecoquartiere amico della natura e dell’acqua

L’acqua è un bene prezioso, da custodire e da non sprecare. Anche Modena come altre città dell’Emilia-Romagna è chiamata ad affrontare – e prevenire – gli effetti dannosi dei cambiamenti climatici. Le previsioni dei prossimi anni ci mettono in guardia verso la possibilità di nubifragi e alluvioni sempre più frequenti o di contro, a periodi di siccità estrema come quello che stiamo attraversando. Per questo motivo è necessario oltre che urgente attuare possibili strategie e soluzioni per contenere le possibili conseguenze di eventi meteoclimatici acuti.

Le fasi del ciclo dell’acqua

Il ciclo dell’acqua è alla base del progetto urbanistico e avviene in tre fasi: raccolta, conservazione e riutilizzo.

In Ecovillaggio – spiega l’ideatrice e imprenditrice Silvia Pini – il nostro impegno continuo è di efficientare l’utilizzo di ogni elemento di architettura a beneficio sia dell’uomo sia dell’ambiente, per ristabilire tra loro un nuovo equilibrio. Ecovillaggio è resiliente ai cambiamenti climatici grazie ad un lavoro e uno studio multidisciplinare applicato in tutte le fasi della progettazione. In caso di nubifragi o alluvioni, fenomeni estremi e sempre più frequenti, l’acqua in Ecovillaggio non si disperde ma viene raccolta in falda per essere poi utilizzata nei periodi più siccitosi al fine di irrigare le essenze che a loro volta provvedono al disinquinamento e alla regolazione del microclimaQuesto sistema di conservazione dell’acqua – conclude l’imprenditrice di Ecovillaggio – evita danni come allagamenti e non alimenta rischi idrogeologici”.

Anche le caratteristiche costruttive degli edifici ecologici disincentivano la dispersione dell’acqua

All’interno delle abitazioni l’applicazione del frangigetto ai rubinetti riduce il flusso dell’acqua domestica, evitando così gli sprechi. Un altro contributo importante si lega al sistema di raccolta dell’acqua piovana dai tetti delle abitazioni nZEB (Nearly Zero Energy Building – edifici a energia quasi zero) che viene convogliata tramite i pluviali in tubi drenanti, pozzi perdenti e/o fossi per la percolazione e la raccolta nella sottostante falda acquifera, il miglior posto dove stoccare il prezioso bene comune. Infatti l’acqua raccolta in falda viene fitodepurata e riutilizzata per scopi irrigui e quindi per permettere alle piante e arbusti di Ecovillaggio di svolgere il loro ruolo regolatore del microclima, in particolare di raffrescamento in questo periodo così caldo.

Oltre al parco o “Water Park (in foto)”, capace di resistere ai nubifragi, numerose e in costante aggiornamento sono le soluzioni urbanistiche che presenta l’ecoquartiere a tutela della natura e dell’acqua in particolare:

  • le pendenze dei percorsi ciclopedonali della zona a parco e delle aree private a giardino studiate per la raccolta delle acque e il loro convogliamento in falda;
  • parcheggi a prato con la duplice funzione di dissipazione delle onde di calore e il drenaggio delle acque piovane nella falda sottostante;
  • le pavimentazioni realizzate con autobloccanti drenanti al 100% che permettono l’assorbimento dell’acqua piovana e la conservazione nella falda.

Fonte: comunicato stampa