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Mamme sempre di corsa? Ecco la soluzione dedicata a voi


Urka – What a Day è un progetto vicentino dedicato a chi sta per intraprendere uno dei percorsi più impegnativi, ma entusiasmanti della vita: la nascita di un figlio. Il progetto, nato con lo scopo di essere “una famiglia per le famiglie”, trasforma dubbi e bisogni di quasi-genitori, genitori e neogenitori in prodotti e servizi per le mamme e le famiglie sempre di corsa.

L’idea porta la firma della vicentina Giorgia Castagna, che tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, a causa di una serie di motivi diversi, crea Urka, un contenitore di servizi e prodotti per mamme indaffarate, utili sia nel periodo pre-parto, ma anche – e soprattutto – post.

Urka, che giornata!

Alla sua idea dà il nome di Urka – What a Day, internazionalizzando la tipica espressione veneta “Orca, che giornata!”. Da qui sviluppa anche il logo rappresentante la balenottera che, simpaticamente, vuole rifarsi alle forme morbide e piene di vita di una mamma in attesa.

“Il mio obiettivo è da sempre stato quello di creare un brand di servizi e prodotti sostenibili che potessero dare la possibilità ai genitori di risparmiare economicamente nel tempo, perché riutilizzabili anche dopo il momento del parto” spiega Giorgia.

Urka presenta così una collezione di oggettistica e abbigliamento sostenibile nella produzione, caratterizzata da:

  • tessuti recuperati direttamente da grandi aziende del territorio che lavorano per marchi internazionali
  • prodotti certificati GOTS (Global Organic Textile Standard)
  • scelte riportate in maniera trasparente nella comunicazione
  • lavorazioni frutto della collaborazione di artigiani del territorio: dalle sarte in pensione per il confezionamento degli abiti, assicurandone la produzione sartoriale ed unica, al falegname trentino che produce gli oggetti di design proposti nello shop, lavorando anche su pezzi singoli con logo serigrafato.

Servizi per le mamme di corsa

La vera innovazione di Urka è nei Servizi proposti: cinque opportunità per alleggerire incombenze e burocrazia dei neogenitori.

Si parte da Simple Help Maternità, un servizio su misura per neo mamme lavoratrici autonome e non che, in stato di gravidanza, non hanno idea di come fare richiesta di maternità, di bonus, e cosa spetta loro di diritto. Un servizio assicurato grazie alla presenza di una consulente contabile e pensato per chi non ha il tempo di destreggiarsi tra telefonate, e-mail, documenti ISEE e richieste su sostegni e congedi.

Si passa poi per Guida Express, memo scaricabile gratuitamente sul sito per le neomamme con consigli su gravidanza e post parto, realizzata con la collaborazione della pediatra Eleonora Benetti. Si va da cosa acquistare per non esagerare con le spese prima della nascita ai consigli in ambito food, dal corredo per il parto alle dritte per allattamento e svezzamento.

E ancora Your Party, percorso di affiancamento nell’organizzazione di eventi correlati alla nascita del bebè, dal battesimo al compleanno, per il quale Urka propone un supporto concreto nella realizzazione della celebrazione.

Poi Pimp Your Baby Room, attraverso il quale Giorgia e il suo Team si occupano di dare corpo al progetto della cameretta del bambino, prima con un rendering del progetto per poi arrivare alla fase produzione con materiali, in particolare legno, adatto ai più piccoli, grazie alla collaborazione di esperti artigiani del mobile del territorio.
Dulcis in fundo, sui social media (Instagram e Facebook) di Urka sono disponibili alcune video-interviste con esperti di vari ambiti, dalla Pediatria alla Sessuologia.

Fonte: comunicato stampa

Immagine: Urka!

carta della maternità pixabay

Nasce la Carta della maternità di Reverse: ecco in cosa consiste

La società di head hunting Reverse, lancia la Carta della maternità, un documento di benefit e agevolazioni che l’azienda mette a disposizione delle proprie dipendenti prima, durante e dopo la maternità.

In occasione della Festa della Mamma – che quest’anno si celebra domenica 9 maggio – Reverse, società di head hunting fondata nel 2017 da Alessandro Raguseo e Daniele Bacchi, lancia la propria Carta della maternità, un documento che detta la linea dell’azienda nei confronti delle proprie dipendenti che si affacciano alla maternità, stilando un programma di benefit e agevolazioni che assistono le donne in questo percorso.

Diritto alla maternità o alla realizzazione? È tempo di porre fine a questa scelta.

Un approccio moderno alla maternità in azienda oggi deve partire da un necessario cambio di visuale: parlare solo di maternità, o paternità, è riduttivo. Ciò a cui deve puntare l’imprenditore, è la completa realizzazione professionale e personale dei propri dipendenti, secondo la convinzione che un dipendente realizzato è un professionista più capace ed efficiente. Nella concezione di Reverse, come tutti i processi importanti per la sfera personale di un individuo, anche la maternità, se correttamente gestita, non può entrare in contrasto con la sua carriera professionale, anzi, può favorirla, restituendo all’azienda una professionista neo-mamma felice, completa e con una riserva inesauribile di energie da canalizzare.

“La scelta non dovrebbe mai essere tra la carriera e la famiglia”, afferma Alessandro Raguseo, CEO di REVERSE. “È un bivio che non si deve mai porre davanti a una persona. E un imprenditore, non tanto per bontà quanto per il bene della propria azienda, deve voler avere intorno a sé persone complete, professionisti pieni: quando si costringe una persona a fermarsi davanti a quel bivio, la sconfitta è certa.”

La Carta della maternità parte dalla visione innovativa del management di Reverse e si inserisce in un contesto lavorativo già ampiamente flessibile che persegue una reale parità di genere basata su azioni reali e che rappresenta un primo importante passo per affrontare in piena serenità la maternità da lavoratrice: ogni Reverser può scegliere in modo autonomo il proprio orario e luogo di lavoro, a seconda delle proprie esigenze personali e professionali. Inoltre, ogni aspetto della vita aziendale è improntato alla parità su base meritocratica: dalla retribuzione, alla parità di accesso ai ruoli dirigenziali, passando per l’attività formativa.

La maternità in Reverse. Prima, durante e dopo

Ogni dipendente che senta la necessità di affrontare la maternità, in Reverse è incoraggiata a percorrere questa esperienza nella piena convinzione che essa possa contribuire alla sua realizzazione personale e, quindi, professionale. Le dipendenti possono partecipare a degli incontri con specialisti di prevenzione e informazione sulle malattie e le problematiche femminili, hanno accesso ad agevolazioni, buoni acquisto e rimborsi spese su prestazioni legate alla prevenzione femminile e possono scegliere di seguire dei seminari sulla preparazione alla genitorialità. In Reverse è inoltre attivo il Mums Team: un gruppo di mamme Reverser che possono mettere a disposizione delle colleghe il proprio tempo e le proprie informazioni (libri, contatti, materiale informativo…) grazie ad una piattaforma condivisa dedicata.

Un aspetto fondamentale della maternità è il rapporto con l’attività lavorativa che ha una duplice valenza: se, da una parte, il diritto alla disconnessione è garantito e incoraggiato il più possibile, dall’altra le dipendenti possono vivere il timore di allontanarsi troppo dalle attività aziendali e, per questo, di “rimanere indietro”. Reverse propone quindi degli aggiornamenti facoltativi alle proprie dipendenti in maternità: comunicazioni personalizzate con informazioni aziendali e highlights sulle attività chiave dell’azienda attuate durante il periodo di assenza, incontri e comunicazioni finalizzati a non perdere il contatto con i colleghi e meeting col proprio manager per aggiornamenti specifici.

Ma l’aspetto fondamentale per una dipendente che decide di intraprendere la maternità è essere assolutamente certa che, al proprio rientro in ufficio, la sua carriera non subirà nessun tipo di arresto. In questo senso, Reverse mette a disposizione di tutte le neo-mamme un’agevolazione del rientro al lavoro, basato su un percorso di re-onboarding e di re-skilling strutturato per reintrodursi senza lacune informative. Inoltre, qualsiasi dipendente ha la garanzia di tornare a una mansione paritaria rispetto a prima della maternità e di venire inserita in un nuovo percorso di carriera con mobilità orizzontale e trasversale, in base alle nuove esigenze della persona e compatibilmente con le esigenze aziendali, senza peraltro venire esclusa dal piano di incentivi e aumenti.

Maternità in Reverse, le esperienze:

“Sono una Donna, una Manager, una Mamma, una Moglie, una Team Leader, un’Amica, una Sportiva, una Lavoratrice, una Reverser e molto altro… credo che ognuno di noi sia un universo di tante sfere aggrovigliate: se ne togliamo anche solo una, siamo monchi. Quando sono diventata mamma questo concetto mi è apparso ancora più evidente, insieme al concetto di “equilibrio sopra la follia“ di cui probabilmente parlava Vasco Rossi. Non rinunciare ad una parte di sé importante come il lavoro credo sia fondamentale. Fondamentale per la mia realizzazione e per il messaggio che vorrei arrivasse alle mie due bambine: potranno essere tutto ciò che vorranno. Tenere tutto in equilibrio può essere molto faticoso a volte, e aiuta parecchio lavorare in realtà come Reverse che crede per vocazione al reale benessere dei collaboratori. Un aspetto su tutti lo smart working: la flessibilità con cui posso organizzare in piena responsabilità e libertà la mia giornata mi permette di affrontare con serenità anche le rigidità di altre sfere e gli inevitabili imprevisti della vita di un genitore.”

Silvia Fiori, Delivery Manager

“Ogni fase della mia esperienza di maternità è stata eccellente. A cominciare dal momento dell’annuncio, che è stata una festa. Da parte del management aziendale e da parte dei colleghi. Era una reazione che mi aspettavo ad essere sincera, essendo qui da diversi anni. Ho vissuto questa fase in totale naturalezza, di fronte ad un evento, appunto, naturale. Nel periodo della maternità vera e propria la parola chiave è stata Coinvolgimento. A cominciare dai colleghi che hanno già figli. Mi sono sempre sentita coinvolta, non estraniata per la mia ovvia assenza. Da lontano, certo, ma ho sempre avuto la possibilità di essere partecipe di tutti i momenti aziendali importanti, in maniera estremamente flessibile. Infine, il rientro, un altro momento più che positivo. Si vorrebbe sempre cercare la perfezione ma bisogna anche imparare a cercare l’equilibrio tra “performance” interna ed esterna, e si può farlo con serenità grazie all’appoggio dei colleghi e di un ambiente di lavoro come il nostro”.

Fonte: comunicato stampa

Foto: Pixabay