lisa-quote.jpg

Dove si tiene il Campionato Mondiale di Plogging 2023 e quale è il programma

Presentata a Genova la terza edizione del Campionato Mondiale di Plogging e il calendario degli eventi che animeranno la città tra il 29 settembre e il 1° ottobre, con un’anteprima il 28 settembre al teatro di Campomorone (GE). Una competizione sportiva innovativa, che unisce l’attività fisica al rispetto per l’ambiente, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, sportivi e ragazzi delle scuole a comportamenti più attenti e meno inquinanti. 

15 nazioni rappresentate dai 100 atleti e atlete da tutto il mondo che correranno sui sentieri del Parco delle Mura sabato 30 settembre per dimostrare che basta poco per rendere più puliti i luoghi in cui viviamo. Grazie ad una qualificazione mista, tramite una decina di gare di trail running in Italia e in Europa e una competizione virtuale aperta a tutti, i runner finalisti si sono aggiudicati un pettorale valido per le finali del 30 settembre e ora sono pronti a battere i record della passata edizione, quando furono raccolti oltre 1.100 kg di rifiuti abbandonati nella Valli olimpiche di Torino 2006. 

Il programma del Campionato Mondiale di Plogging 2023

Il ricco programma di eventi si aprirà con un’anteprima, lo spettacolo “Non c’è un Pianeta B” di Roberto Cavallo con la Quadrilla Folk Band giovedì 28 settembre a Campomorone, a partire dalle ore 21:00. Per assistere è necessario prenotarsi al seguente link: https://www.eventbrite.com/e/biglietti-non-ce-un-pianeta-b-anteprima-wpc-2023-706052801937

Venerdì 29 settembre, presso il Centro Sportivo “Felice Ceravolo” al Lagaccio, si svolgerà la Plogging Child, con la collaborazione della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Fondazione Edoardo Garrone, un progetto di educazione ambientale rivolto ai bambini e alle bambine delle scuole del territorio attraverso il plogging. Nel pomeriggio, l’arrivo in città degli atleti decreterà l’inizio della terza edizione del Campionato vero e proprio, con la consegna dei pacchi gara e la cerimonia di apertura a Palazzo Ducale alle ore 21:00. 

Sabato 30 settembre si svolgeranno le finali del Campionato Mondiale di Plogging, con partenza e arrivo degli atleti dal Centro Sportivo “Felice Ceravolo” al Lagaccio. Lungo tutta la giornata intrattenimento, giochi per bambini e stand accompagneranno l’attesa dell’arrivo della gara, con collegamenti in diretta dalla corsa. Una volta giunti al traguardo, alle ore 15.30 circa, spetterà ai giudici di gara il compito di aprire tutti i sacchi di rifiuti raccolti dagli atleti e differenziarli, conferendo a ciascuno un punteggio basato su distanza e dislivello percorsi. La quantità e la qualità dei rifiuti raccolti avranno un peso importante sul risultato finale, poiché il loro valore, trasformato in CO2 non emessa in atmosfera grazie al riciclo dei materiali raccolti, contribuirà alla classifica. 

Domenica 1° ottobre la manifestazione si sposterà al Porto Antico, e più precisamente al Molo Ponte Embriaco, per l’edizione pilota dell’Urban Plogging, in collaborazione con l’Energy Partner AXPO, una competizione tra le vie del centro storico che impegnerà 50 atleti e atlete nella raccolta del littering urbano. In contemporanea a Marina di Genova, in collaborazione con Roberto Nada, Riviera Sailing Academy, si svolgerà una dimostrazione di Sea Plogging, in cui i rifiuti abbandonati in mare saranno raccolti direttamente da una barca. La mattinata si concluderà quindi con le premiazioni del Campionato Mondiale di Plogging.  

Correre in un ambiente naturale permette di apprezzare fino in fondo la bellezza dell’ambiente che ci circonda, che sempre più rischia di essere messo in crisi dalla pressione dell’uomo, delle sue attività e della sua disattenzione – dichiara Roberto Cavallo, direttore di gara – La cosa più semplice per preservarlo è cercare di lasciare i sentieri, le strade e i luoghi che attraversiamo puliti e di raccogliere ciò che incontriamo abbandonato da altri. Questo è lo spirito, il sentimento che ha mosso all’azione centinaia di atleti da tutto il mondo che negli scorsi mesi si sono contesi un pettorale per le finali del terzo Campionato Mondiale di Plogging e che sono pronti a sfidarsi qui, a Genova, il prossimo 30 settembre!  Un ringraziamento particolare al Comune di Genova e ai tanti volontari della Valle dello Sport, fondamentali nell’organizzazione di questa nuova sfida”. 

Come Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energeticadichiara il Sottosegretario sen. Claudio Barbaro – stiamo progettando una serie di iniziative rivolte proprio al mondo dello sport, per i giovani praticanti, sia nelle scuole sia nelle società sportive, per contribuire in fretta a diffondere una cultura dell’educazione ambientale, ossia al rispetto del bene più prezioso che abbiamo. Educazione ambientale che, a differenza del passato, riguarderà non solo i giovani ma larghe fasce della popolazione”.  

Dopo il grande successo del Grand Finale di The Ocean Race, Genova si prepara a diventare il palcoscenico dei Mondiali di plogging: una disciplina che alla pratica sportiva affianca un’importantissima attività di tutela dell’ambiente e di sensibilizzazione sul benessere dell’ecosistema urbano – dichiara l’assessore comunale allo sport e turismo Alessandra BianchiNei prossimi giorni la nostra città sarà invasa da un centinaio di atleti provenienti da tutto il mondo che si sfideranno in una gara dove, a vincere, saranno il rispetto per l’ambiente e la promozione di buone pratiche ecologiche. Un evento di caratura internazionale all’insegna della sostenibilità che, è proprio il caso di dirlo, ci farà correre ancora più velocemente verso il grande obiettivo di Genova Capitale europea dello Sport 2024, la rassegna di tornei, eventi e manifestazioni sportive, agonistiche e amatoriali, che l’anno prossimo metteranno Genova al centro della scena sportiva europea, promuovendo a livello internazionale la nostra città dal punto di vista turistico e confermando la nostra idea che sport e turismo siano un binomio vincente per promuovere, allo stesso tempo, sviluppo economico e salute dei cittadini”. 

“Credo che ospitare le finali del Campionato Mondiale di Plogging a Genova, Capitale Europea dello Sport 2024, sia un’opportunità unica per il nostro territorio – afferma l’Assessore allo sport e alle politiche giovanili della Regione Liguria Simona Ferro – grazie a questa competizione migliaia di cittadini liguri, tra cui molti giovani, possono conoscere da vicino e per la prima volta questa pratica virtuosa, capace di unire all’attività fisica la salvaguardia dell’ambiente, promuovere stili di vita consapevoli e sviluppare appieno il potenziale educativo dello sport. 

La Fondazione Compagnia di San Paolo sostiene fin dalla prima edizione il Campionato Mondiale di Plogging poiché si tratta di un’iniziativa perfettamente in linea con gli obiettivi e le finalità della Fondazione, progettati in linea con le direttive dell’Agenda 2030. Lo sport e le attività ricreative sono infatti collegati a otto SDGs, dell’Agenda 2030 dell’ONU con legami diretti con gli obiettivi di salute, sociali, economici, di sviluppo, per la pace e la sostenibilità. L’attenzione della Fondazione nei confronti dell’attività fisica e sportiva ha avuto inizio con il bando “Muoviamoci!” lanciato nel 2020 in collaborazione tra l’Obiettivo Pianeta e l’Obiettivo Persone, per contribuire a sostenere e diffondere nella città di Torino l’attività fisica e sportiva come strumento di promozione di corretti stili di vita, di inclusione, di educazione e di cittadinanza attiva. Tale impegno è proseguito nel tempo con il bando “Sportivi per natura”, oggi alla seconda edizione, che collega tre tematiche importanti – attività fisica, salute e natura – sostenendo gli enti sportivi impegnati nella cura dell’ambiente e con i bandi “Simbiosi”, “Mutamenti”, “Re:azioni” correlati a temi globali, come il capitale naturale nei centri cittadini e l’adattamento ai cambiamenti climatici.   

Per ogni informazione aggiuntiva sul programma e per scoprire tutti gli aggiornamenti, consulta il sito internet del Campionato www.worldploggingchampionship.com e segui i profili social della manifestazione.

Fonte: comunicato stampa

Il nucleare sicuro esiste? La risposta del WWF

Nel corso dell’incontro annuale di Cernobbio, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha annunciato la convocazione di una piattaforma di esperti sul nucleare cosiddetto sostenibile, una definizione di per sé insostenibile. L’uscita del ministro fa seguito al forcing del Ministro Salvini, il quale si diceva pronto anche a invadere le competenze non sue.  

L’Italia non può permettersi di perdere tempo e fondi per riaprire la discussione sul nucleare. Gli investimenti delle agenzie pubbliche sulla ricerca sul nucleare sono già molto ingenti e probabilmente superano largamente quelli sulla ricerca sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica, le vere energie del futuro, come tutti riconoscono; i problemi di sicurezza, delle scorie e di economicità della fissione nucleare non sono stati superati, la fusione nucleare non arriverà prima di 30 anni, cioè arriverà a transizione completata: questo il commento del WWF all’intenzione, manifestata dal Ministro Pichetto Fratin, di avviare il lavoro di una piattaforma sulla ricerca sul nucleare.

Il mondo si è accorto che le nuove fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, sono le più vantaggiose sotto tutti i punti di vista e la loro capacità cresce rapidamente. In Italia, invece, la velocità è molto inferiore a quella necessaria (almeno 9 GW anno) e le spinte vengono tutte dai cittadini e dalle imprese, che hanno capito dove risiede il futuro e la sicurezza e indipendenza energetica.

Del decreto per rendere operative le Comunità Energetiche Rinnovabili non si hanno notizie dal febbraio scorso, con varie scuse – pare a maggio fosse stato inviato all’indirizzo sbagliato a Bruxelles per l’ok sui finanziamenti europei – che peggiorano la situazione; la bozza di decreto sulle aree idonee, arrivata dopo un’attesa lunghissima, è scritta per rendere tali aree ingestibili, tant’è che Elettricità Futura (associazione di Confindustria delle aziende del settore elettrico) dice che per gli operatori diventa più “rapido” chiedere permessi per le aree senza “corsia preferenziale”, il che è tutto dire, visti i tempi biblici.

Cui prodest? Perdere tempo fa comodo al gas, un combustibile fossile che emette sì un po’ meno CO2 del carbone, di cui dobbiamo liberarci entro il 2025, ma che è la maggior fonte di gas serra per il nostro Paese perché viene usato largamente. È stato adoperato come energia di transizione per attendere lo sviluppo delle rinnovabili, ma deve essere superato e la crisi climatica ci dice che questo deve avvenire rapidamente: invece in Italia si continua a investire e a pagare l’uso dei fossili, dalle navi rigassificatrici che pagheremo sino al 2043 e che già durante la crisi si sono dimostrate inutili, ai pesanti sussidi ambientalmente dannosi (22,4 miliardi di euro l’anno secondo il Catalogo dei sussidi ambientali 2022) e alla costosissima e fallimentare Cattura e Stoccaggio del Carbonio (CCS), su cui punta anche SNAM.

In relazione a quanto sopra, sembra ancor di più inaccettabile che la proposta di aggiornamento del PNIEC, recentemente trasmessa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica alla Commissione europea, inserisca il settore nucleare tra gli ambiti tecnologici e le linee di azione prioritarie al 2030, specificando che esistono “grandi potenzialità” per l’Italia per contribuire al rilancio dell’energia nucleare in Europa e nel mondo e assegnando alle tecnologie nucleari  un ruolo importante nella transizione energetica verso la neutralità climatica. Il WWF e le altre organizzazioni ambientaliste hanno già ampiamente dimostrato che il nucleare non conviene, è costoso e pericoloso. In particolare, il WWF ha pubblicato un documento in cui risponde ai molti luoghi comuni messi in giro dalla propaganda nuclearista (Consultabile qui). Sui piccoli reattori di cui tanto si parla, per esempio, si evidenzia i prototipi attuali non hanno risolto, ma aggravano i problemi del nucleare, come diversi studi testimoniano: impianti di più contenute dimensioni non diminuiscono affatto la quantità complessiva dei rifiuti radioattivi prodotti che va rapportata alla capacità di generazione elettrica, ossia per sostituire ad esempio un EPR da 1.600 MW con gli SMR occorrerebbe realizzarne oltre 5.

Peraltro, i pochi impianti costruiti negli ultimi decenni nel continente europeo sono stati tutti fallimentari sul piano dei costi e dei tempi. La centrale di Olkiluoto 3, in Finlandia, era stata progettata nel 2000, i lavori sono iniziati nel 2005 e la prima produzione è iniziata nel marzo del 2022; il costo è stato di circa 9 miliardi di euro, invece dei 3,2 stimati all’inizio. Per la centrale di Hinkley Point C (…), nel Regno Unito, mentre già si annunciano i soliti ritardi, il costo è lievitato a 25-26 miliardi di sterline, il 50% in più del budget originario del 2016. 

Infine, c’è il problema dell’uranio. Proprio nei mesi scorsi negli USA si è scoperto che le imprese statunitensi pagano circa 1 miliardo di dollari all’anno all’agenzia nucleare russa Rosatom e alle sue sussidiarie per comprare l’uranio arricchito. Un vincolo di dipendenza energetica di cui il nostro Paese, che dovrebbe già affrancarsi dal gas, non ha certo bisogno

Fonte: comunicato stampa