Scopri i siti marini più ricchi di biodiversità: al via la campagna velica LIFE A-MAR NATURA2000

È stata presentata la campagna velica nel mar Tirreno, coordinata da Triton Research con il supporto operativo di Lega Navale Italiana, nell’ambito del progetto LIFE A-MAR NATURA2000 (LIFE20 GIE/IT/001352). Il progetto finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea è coordinato da Federparchi-Europarc Italia e coinvolge anche Lipu e il partner spagnolo Fundación Biodiversidad. Un itinerario nel blu alla scoperta e riscoperta dei gioielli più interessanti del nostro Mediterraneo compresi tra i 288 siti marini italiani di Natura 2000, la “rete ecologica” istituita 30 fa dall’Unione Europea, che collega virtualmente tutti i siti più importanti per la conservazione di habitat e specie.

I punti chiave delle attività saranno i tre Parchi Nazionali co-finanziatori del progetto: Cinque Terre, Arcipelago Toscano e Asinara, tre realtà di spicco nel panorama italiano dal punto di vista delle attività di tutela, conservazione e comunicazione ambientale.

Un fitto calendario di tappe in mare e a terra che dal 15 maggio al 28 giugno porterà le barche a vela a toccare oltre 30 siti marini. Si partirà dalla Liguria (15-21 maggio), per poi proseguire lungo la costa settentrionale della Sicilia (dal 22 maggio al 4 giugno), della Toscana (5-11 giugno), della Sardegna (14-20 giugno) e infine del Lazio (22-28 giugno), con eventi a terra in 12 tappe che comprenderanno 14 visite guidate, 12 eventi partecipati, 2 conferenze stampa, organizzate da Federparchi, e 5 eventi organizzati dalla Lipu in prossimità di siti Natura 2000 di significativo valore per la tutela dell’avifauna.

Si comincia quindi dalla Spezia dove la barca a vela Teta, sequestrata alla criminalità organizzata – come le altre imbarcazioni impiegate nell’iniziativa – e affidata dall’autorità giudiziaria alla Lega Navale Italiana che l’ha messa al servizio della campagna, partirà dalla Sezione Velica della Marina Militare e navigherà verso le Cinque Terre per raggiungere il sito marino Fondali Punta Mesco – Riomaggiore, molto importante per la varietà di microhabitat e per il buon stato di conservazione. Banchi di sabbia sommersi, praterie di posidonia e scogliere coralligene. Nell’area marina sono previste due visite naturalistiche gratuite, il 19 e 20 maggio con partenza da Riomaggiore e un incontro partecipativo il 20 al Castello di Lerici. Si proseguirà poi in Sicilia prima a Palermo, Trapani e il paradiso delle Egadi e poi quello delle Eolie, per poi passare in Toscana, con il Parco dell’Arcipelago Toscano e in Sardegna tra il Parco dell’Arcipelago di La Maddalena, il Parco dell’Asinara e Oristano. La campagna si concluderà a fine giugno nel Lazio alla scoperta del Circeo e delle coste più vicine a Ostia dove il 28 giugno si terrà l’evento conclusivo.

«I siti marini della rete Natura 2000 rappresentano uno scrigno di bellezze e biodiversità ancora poco conosciuti ma fondamentali, sia per i servizi ecosistemici offerti che per gli obiettivi europei di conservazione per i quali, entro il 2030, occorre giungere al 30% di superficie protetta anche a mare – afferma Luca Santini, presidente Federparchi –. Il progetto LIFE A-MAR NATURA2000 ha lo scopo di farli conoscere e valorizzarli e la campagna velica, cuore del progetto, – con le sue tappe, gli incontri partecipati e le tante occasioni di approfondimento tematico – è un’occasione per far partecipare in prima persona cittadini e operatori del settore alla scoperta di questo eccezionale patrimonio naturale di tutto il Paese, nonché un volano di sviluppo sostenibile».

«La Lega Navale Italiana – ha detto l’Ammiraglio Donato Marzano, Presidente Nazionale della Lega Navale Italiana – ha aderito alla campagna velica LIFE A-MAR NATURA2000, che rientra tra le molte iniziative che portiamo avanti nell’ambito della protezione del mare, una delle aree della missione della LNI da decenni. Esiste un valore aggiunto proprio di un’associazione come la nostra: le barche utilizzate nella navigazione saranno quelle sottratte alla malavita organizzata e affidate alla LNI per finalità istituzionali. Inoltre, vorrei sottolineare che gli equipaggi, formati da soci della Lega Navale appassionati di mare e di vela, utilizzeranno l’App NauticAttiva, sviluppata congiuntamente con l’Università di Bari “Aldo Moro”, in coordinamento con il nostro Centro Culturale Ambientale, per mappare, nelle aree marine protette che attraverseremo e nel corso dell’intera navigazione, specie protette e rifiuti».

LIFE A-MAR NATURA2000 è un progetto di comunicazione con azioni mirate a informare, formare, educare, sensibilizzare e coinvolgere attivamente tutti i portatori di interesse del mondo del mare, dai turisti ai residenti, dalle istituzioni al mondo della ricerca, dagli operatori della nautica ai referenti delle attività sportive-ricreative, dai pescatori agli imprenditori locali, stimolando un’azione-reazione che porti a comportamenti più sostenibili, partecipativi e promotori di buone pratiche.

Tra le prossime attività, il lancio di un’app, atteso per fine maggio, per trovare in modo facile i siti marini Natura 2000 più vicini, con approfondimenti scientifici sugli ambienti, la flora e la fauna più rilevanti e la possibilità di riportare eventuali segnalazioni con fotografie e video che potranno essere georeferenziate, una volta verificate e messe a disposizione degli altri utenti.

Nella primavera 2024 la campagna velica verrà replicata in Spagna per un altro mese, sotto la guida di Fundación Biodiversidad, fondazione pubblica del Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica del paese, che porta avanti da anni diversi progetti di conservazione e gestione dei siti della Rete Natura 2000. Sono inoltre previste due regate, la realizzazione di un documentario sui siti marini, numeroso materiale di approfondimento ed eventi partecipativi.

Fonte: comunicato stampa

Per misurare e “vedere” la qualità dell’aria a scuola basta uno zaino! 

PM2.5, NO2 COV sono i principali inquinanti rilevati dallo zaino Dyson indossato per due settimane dai bambini di due istituti milanesi nell’ambito della campagna educational “La scienza dell’aria”, il progetto didattico ideato e promosso da Dyson con il supporto della James Dyson Foundation che ha coinvolto 350 classi di Scuole Primarie e Secondarie di I grado su tutto il territorio lombardo, per un totale di 8.500 studenti.

Si conclude la seconda fase del percorso che ha previsto, in concomitanza con laboratori e attività didattiche svolte in classe, uno studio pionieristico volto a misurare, grazie alla tecnologia indossabile distribuita agli studenti, la qualità dell’aria dentro e fuori gli istituti e nel tragitto casa-scuola. Un’indagine resa possibile grazie allo zaino per la qualità dell’aria ideato da Dyson rielaborando la tecnologia esistente nei purificatori d’aria: un dispositivo portatile di rilevamento dell’aria che raccoglie dati sull’inquinamento atmosferico in tempo reale e in movimento. Infatti, grazie ai sensori integrati, alla batteria e al GPS, lo zaino è in grado di intercettare PM2.5, PM10composti organici volatili (VOC), biossido di azoto (NO2) e anidride carbonica (CO2) fornendo informazioni incredibilmente dettagliate su ambienti, strade o quartieri specifici e su come la qualità dell’aria può cambiare in tali luoghi nel corso di una giornata o – in come in questo caso – di due settimane.

I risultati

I nove bambini coinvolti hanno annotato quotidianamente in un diario di bordo le principali attività giornaliere svolte fuori e dentro casa (i sensori dello zaino sono sempre attivi, quindi in grado di rilevare la qualità dell’aria anche quando il dispositivo non viene indossato) e grazie a questo esperimento hanno avuto la possibilità di identificare e “rendere visibili” le sostanze inquinanti a cui sono esposti giornalmente, ma soprattutto di scoprire in quali aree e momenti della giornata si concentrano e perché.

Picchi di inquinamento sono stati osservati nella fascia oraria mattutina (H 8:00) durante il tragitto percorso da alcuni bambini per andare a scuola, sia a piedi che su mezzi pubblici come autobus: in particolare, un’alta concentrazione di PM 2,5 (particelle con diametro inferiore ai 2,5 micrometri, le più pericolose per l’apparato respiratorio) prodotta dal consumo dei freni delle auto. Analogamente a quanto accade con i freni, anche il contatto degli pneumatici con l’asfalto genera PM 2,5 PM 10 che si aggiungono all’NO2 (biossido di azoto) emesso dai veicoli in circolazione. Mettendo a confronto i dati rilevati dallo zaino sulla qualità dell’aria di diversi percorsi, i bambini hanno avuto la possibilità di identificare le rotte più pulite per raggiungere la scuola, sperimentando percorsi alternativi, non necessariamente più veloci ma con un livello di inquinamento atmosferico minore.  

Analizzando giorno dopo giorno i risultati raccolti dal loro zainetto, i bambini si sono accorti che anche la cucina può essere responsabile di un peggioramento della qualità dell’aria perché in fase di cottura vengono rilasciate nelle nostre case sostanze inquinanti tra cui goccioline d’olio, vapore derivante dall’acqua di cottura, ingredienti e composti organici. Durante i momenti di preparazione della cena, lo zaino ha infatti rilevato un notevole aumento di PM 2,5 e di VOC (composti organici volatili), in particolare nel caso di cibi fritti, proprio a causa del fumo prodotto dalla cottura a temperature elevate.

Una concentrazione di VOC è stata registrata anche all’interno di luoghi chiusi, come ad esempio la palestra, probabilmente dovuta alle attività di pulizia e ai prodotti utilizzati per l’igiene degli spazi che talvolta possono rappresentare un fattore di rischio per la salute.

Inoltre, nel fine settimana, quando i bambini si recavano fuori città con le famiglie, lo zaino ha registrato una significativa riduzione dei livelli di biossido di azoto e della presenza di polveri sottili.

I risultati emersi dallo studio sono stati presentati in occasione di due incontri svolti il 19 e il 20 aprile presso due istituti milanesi, la scuola primaria Luigi Cadorna e la scuola secondaria Ilaria Alpi – Sede San Colombano, in presenza di un gruppo di ingegneri Dyson che hanno commentato l’esperienza insieme ai bambini e condiviso 8 consigli e accorgimenti da adottare per ridurre l’esposizione all’inquinamento: 

  • Se si verifica un fenomeno di inquinamento urbano (pioggia, polline, incendio), assicurati di rimanere in spazi chiusi e non aprire le finestre.
  • Sapevi che anche gli spazi verdi in città possono presentare alti livelli di inquinamento? Quando possibile cerca di spostarti dalla città e trascorrere del tempo in zone meno inquinate, come per esempio la montagna.
  • Cerca di percorrere strade più tranquille, lontane da traffico intenso, per ridurre l’esposizione all’inquinamento causato dai veicoli.
  • Se ti trovi in auto in una strada trafficata, tieni chiusi i finestrini per minimizzare l’entrata di aria inquinata nell’abitacolo.
  • Ci sono aree dove la qualità dell’aria è pessima a causa di attività industriali. Pensa a come le condizioni atmosferiche possono giocare un ruolo nell’esposizione all’inquinamento, il vento per esempio può trasportare gli inquinanti in direzioni diverse.
  • Quando possibile, cerca di evitare l’utilizzo di fonti inquinanti come candele profumate o deodoranti per ambiente.
  • Apri le finestre per favorire il ricircolo dell’aria quando l’inquinamento esterno è minore, per esempio la mattina presto o la sera quando circolano meno macchine per strada.
  • I metodi e i tempi di cottura e gli alimenti che scegliamo possono avere un impatto sull’inquinamento delle nostre case. La frittura, ad esempio, può rilasciare particolato fine e ultrafine, mentre grigliare la carne o tostare il pane può rilasciare nell’aria particolato e composti organici volatili. Anche alcuni prodotti utilizzati per la pulizia delle superfici possono contenere composti organici volatili: il limonene, uno dei composti che conferisce ai prodotti per la pulizia una profumazione agli agrumi, può reagire con l’ozono naturale in casa per creare formaldeide, un gas potenzialmente nocivo, 500 volte più piccolo rispetto al particolato PM 0,1 e particolarmente difficile da catturare.

Il progetto “La scienza dell’aria” entra ufficialmente nella Green Community del Piano Rigenerazione Scuola promosso dal Ministero dell’Istruzione per valorizzare e implementare i migliori progetti educativi dedicati alle scuole, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Fonte: comunicato stampa