Vetro al supermercato: il carrello della spesa diventa sostenibile

La campagna di sensibilizzazione “#IO SCELGO IL VETRO – Selezione Naturale” per un carrello della spesa più sostenibile è iniziata in alcuni supermercati e l’obiettivo è spingere i consumatori a fare scelte più ecofriendly soprattutto per ciò che riguarda sughi pronti, succhi, oli, condimenti, salse, preferendo i prodotti confezionati in vetro, che è da sempre un packaging sostenibile e amico della sicurezza alimentare rispetto ad altri tipi. Si vuole aumentare la consapevolezza verso questo packaging naturale, salutare, a prova di contaminazioni e riciclabile al 100%.

L’importanza del vetro al supermercato

La campagna, promossa da Feve (la Federazione europea dei produttori di contenitori in vetro) e da Assovetro (l’Associazione italiana dell’industria del vetro), ha preso il via – in modo sperimentale – in tre supermercati di Bologna e terminerà a metà maggio. Si vuole fare in modo che il consumatore, nell’atto di acquisto di un prodotto, rifletta sulla sostenibilità del contenitore e assimili questa informazione nella sua quotidianità e nelle sue abitudini di spesa. In Italia, comunque, si parte già bene: il 96% dei consumatori, secondo una ricerca recente, raccomanda il packaging in vetro rispetto ad altri tipi di imballaggi.

Il progetto vede anche la collaborazione con l’Università di Parma che analizzerà, a fine campagna, i dati sull’ andamento delle vendite nei tre store, dati che possano essere messi a disposizione dei brand e della Grande Distribuzione.

I contenitori in vetro erano già stati protagonisti di un’altra recente campagna, “Close the Glass Loop“, la piattaforma industriale europea che mira ad aumentare la quantità e la qualità del vetro riciclato, stabilendo un programma di gestione dei materiali che porterà a una maggiore raccolta post-consumo e in un vero riciclo “da bottiglia a bottiglia” fino ad un tasso di raccolta del 90% entro il 2030, più alto rispetto al 75% stabilito dall’ Ue.

Fonte: comunicato stampa

Foto: Assovetro

4 italiani su 20 ordinano cibo a domicilio online

Da un’analisi Coldiretti/Censisi risulta che la consegna a domicilio viene scelta da 4 italiani su 10 pari al 37% della popolazione della Penisola direttamente dal proprio computer o dallo smartphone. Il settore food delivery con obbligo di assunzione di “lavoratori coordinati e continuativi” per gli addetti alle consegne di Uber Eats, Glovo-Foodinho, JustEat e Deliveroo spopola in Italia.

Conseguenze dell’aumento del cibo a domicilio

Il boom del cibo a domicilio nelle case degli italiani ha portato a un’accesa competizione sui costi tra le diverse piattaforme con offerte gratuite di trasporto, promozioni e ribassi, che rischia a volte di ripercuotersi sull’intera filiera, dal personale ai conti dei ristoratori fino ai loro fornitori dei prodotti agricoli e alimentari. Non a caso quattro italiani su dieci che ordinano il cibo sulle piattaforme web ritengono prioritario migliorare il rispetto dei diritti del lavoro dei riders, i fattorini che portano i piatti nelle abitazioni.

Ma oltre alle condizioni dei lavoratori, sono diversi gli aspetti del food delivery che andrebbero cambiati a giudizio di chi fa ricorso a questo tipo di piattaforme. Il 28% di chi riceve il cibo a casa richiama l’esigenza di una maggiore sicurezza dei prodotti durante il loro trasporto garantendo adeguati standard igienici, evitando ogni contaminazione e preservando la qualità del cibo, ma c’è anche un 25,3% che chiede alle piattaforme web di promuovere anche la qualità dei prodotti e degli ingredienti che propongono nei loro menù di vendita, e un altro 17,7% vorrebbe migliorare anche l’utilizzo di prodotti tipici e di fornitori locali.

Motivi dell’aumento del cibo a domicilio

In cima alla lista delle motivazioni di ricorso al cibo a domicilio c’è il fatto di essere stanchi e non avere voglia di cucinare (57,3%), ma c’è anche un 34,1% che indica di farvi ricorso in caso di cene con amici e parenti per stupire i commensali con piatti di qualità ma con l’esplosione della pandemia Covid si è aggiunta anche la ricerca di maggiore sicurezza rimanendo tra le mura domestiche.

Fonte: comunicato stampa

Foto: Pexel