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Le dieci professioni di un’agenzia di comunicazione

L’agenzia di comunicazione ha il compito di ideare e ottimizzare campagne di comunicazione che possano portare vantaggi in termini di visibilità e guadagni ad un brand o ad un’istituzione. 

Di fatto l’agenzia di comunicazione si inserisce tra il cliente – che sia esso un brand, una singola persona o un ente – e i media. Le campagne di comunicazione possono essere impostate attraverso l’utilizzo di vari canali: tra questi, sui social media, attraverso newsletter, tramite la divulgazione dei comunicati stampa o la creazione di eventi in presenza ed online. Il tutto attraverso un gruppo di lavoro che unisce diverse competenze e mansioni per ottimizzare al meglio il servizio dato al cliente. 

 

Quali sono le dieci professioni che possiamo trovare in un’agenzia di comunicazione? 

In un’agenzia di comunicazione servono davvero molte competenze, probabilmente ben più di dieci ma noi di eco connection abbiamo deciso di individuare le principali, in base alla nostra esperienza. 

 

Direttore creativo 

In un’agenzia di comunicazione è a capo del reparto creativo, coordinandone la strategia creativa. Solitamente è un ruolo che viene assegnato ad una persona con esperienza pluriennale nel settore. 

 

Digital marketing strategist

Altra pedina fondamentale nello scacchiere di un’agenzia di comunicazione è senza dubbio il digital marketing: è infatti colui che struttura i piani di comunicazione web e social, con l’obiettivo di accrescere la brand awareness del cliente. 

 

Growth Hacker

Come il digital marketing strategist deve avere esperienza nel marketing, ma al contempo deve essere un bravo gestore dei canali social e content writer. Dunque una figura trasversale che ha il compito di testare in continuazione le varie strategie messe in campo, fino ad ottenere il modo più efficiente e ottimizzato per far crescere il brand e i profitti di un’azienda. 

 

Ecommerce manager

Si occupa della gestione delle vendite online di un brand o un’azienda, definendo le strategie sul portale web, monitorando l’andamento delle vendite e i dati relativi ai clienti o potenziali tali. Inoltre cura i cataloghi dei servizi offerti e analizza la concorrenza con l’obiettivo di posizionare al meglio sul web l’azienda. 

 

Social media manager

Gestisce e cura i canali social di un progetto, con l’obiettivo di accrescere la brand reputation, attraverso la pianificazione editoriale e la pubblicazione di contenuti sui social media adatti alla richiesta e al target potenziale del cliente. Inoltre cura le campagne advertising sui social network. 

 

Community Manager

Gestisce la comunità virtuale sui social media, interagendo con essa. Promuove la brand awareness curando le risposte a commenti o a messaggi sui social network, che arrivano dai clienti o da potenziali clienti, in real time. Oltre ad offrire un vero e proprio servizio alla clientela, accrescerà la fiducia di questi ultimi e, in termini tecnici, l’engagement. Di solito il lavoro del community manager si svolge in parallelo con quello del social media manager

 

SEO Specialist

Il suo compito è quello di far arrivare sul sito web di un’impresa un traffico organico e di qualità, che porti, quindi ad accrescere la visibilità e i profitti. Questo avviene attraverso un lavoro strategico che verte sulla ricerca di keywords specifiche e sul loro successivo posizionamento nei motori di ricerca attraverso la scrittura di contenuti: in questo modo oltre a far aumentare il traffico sul sito, quest’ultimo verrà interpretato dai motori di ricerca nel modo corretto.

 

SEM Specialist

Il suo obiettivo è lo stesso del SEO specialist: portare sul sito web utenti realmente interessati ad un prodotto e spingerli a diventare clienti. La differenza sta però, nel posizionare keywords e contenuti a pagamento. Andando a ritroso nelle attività, per il SEM Specialist è fondamentale partire da uno studio di mercato, su target e competitor, per delineare al meglio quale tipologia di promozione adottare. Non finisce qui: una volta lanciata una campagna, questa andrà monitorata costantemente ed apporre delle correzioni, a livello di strategia o di budget, per migliorare traffico e visibilità.

 

SEO Copywriter

Mette in pratica le idee del SEO Specialist, attraverso la redazione di contenuti per il web che portino traffico e siano utili per le richieste e i bisogni di utenti e potenziali clienti. Il SEO Copywriter deve sempre sapere di cosa andrà a scrivere, quasi immedesimandosi nell’utente, per ottimizzare il contenuto al meglio.

 

Addetto Stampa

 Non solo social media e siti web! In un’agenzia di comunicazione è fondamentale la figura dell’addetto stampa che ha il compito di redigere comunicati stampa, diffonderli ai propri contatti stampa e media e controllare ed aggiornare costantemente la rassegna stampa. Non solo: spesso è suo compito organizzare eventi rivolti ai media.

Se anche tu hai bisogno di una o più competenze della nostra agenzia contatta Eco Connection Media 

 

Epson e National Geographic Society insieme contro il cambiamento climatico

Si chiama “Turn Down the Heat” la campagna organizzata dall’azienda giapponese Epson in collaborazione con la National Geographic Society (NGS), per incentivare la tutela del permafrost, il terreno ghiacciato delle zone artiche del nostro Pianeta.

Secondo le previsioni degli scienziati, il permafrost si scioglierà completamente entro il 2100. Per contrastarle, queste due aziende si sono unite nella lotta al surriscaldamento globale. Lo sciogliemento del permafrost porterà drastici cambiamenti nell’ecosistema e nei paesaggi urbani, con l’innalzamento del livello dei mari e il rilascio di 950 miliardi di tonnellate di metano nell’atmosfera.

In questo contesto, gli scenari futuri non sono per nulla confortanti: Epson e la National Geographic Society puntano dunque a sensibilizzare le aziende, invitandole a ridurre il loro impatto sul riscaldamento globale.

Turn Down the Heat, la campagna

La campagna “Turn Down the Heat – Contrastiamo il riscaldamento globale” è guidata dalla dottoressa Katey Walter Anthony, esploratrice del National Geographic che dirige le operazioni di monitoraggio condotte negli osservatori artici di Alaska e Russia per valutare l’impatto a lungo termine del cambiamento climatico e delineare possibili scenari futuri. La sua pionieristica ricerca sulla fusione del permafrost è documentata in una serie di video, infografiche e contenuti online realizzati in collaborazione con Epson e la National Geographic Society. L’Artico si sta letteralmente sciogliendo. Si stima che fino al 10% del riscaldamento globale previsto per questo secolo potrebbe derivare dallo scongelamento del permafrost: questo fenomeno ha ripercussioni sulla Terra intera.

Il risparmio energetico è un aspetto fondamentale nella lotta al riscaldamento globale, ma parecchie aziende fanno un ampio e costante uso di numerose tecnologie che consumano molto. L’innovativa gamma di stampanti Epson a getto di inchiostro con tecnologia a freddo interrompe questa tendenza: è più efficiente dal punto di vista energetico e richiede meno componenti sostitutivi, oltre a produrre un impatto ambientale inferiore. La sostenibilità è al centro di Epson.

I 5 punti chiave della campagna “Turn Down the Heat”

1.     Turn down the Heat – Contrastiamo il riscaldamento globale.

I dispositivi presenti negli uffici, dalle stampanti a tutte le altre apparecchiature elettroniche, possono emettere una significativa quantità di calore. Quando è necessario sostituirli, le aziende devono prendere in considerazione le alternative con tecnologia che consuma e scalda meno: ogni dispositivo gioca un ruolo importante nel ridurre il riscaldamento globale e nell’aiutare le aziende a soddisfare i criteri ESG (Environmental, Social and Governance).

2.     Inserirsi nell’economia circolare.

La produzione, che si tratti di produzione di arredi per l’ufficio, di imballaggi o di elettrodomestici, può generare molto calore, così come il loro smaltimento. Ogni volta che è possibile, le aziende devono riflettere su come l’acquisto di nuovi dispositivi e lo smaltimento di quelli vecchi possano avere origine dall’economia circolare e successivamente essere reinseriti al suo interno.

3.     Riflettere sul consumo d’acqua e sui materiali rinnovabili.

Per quanto riguarda l’energia richiesta nei luoghi di lavoro, le aziende devono pensare a ciò che potrebbero ricavare da fonti rinnovabili “pulite” come l’energia solare ed eolica, perché i combustibili fossili contribuiscono in larga parte al riscaldamento dell’atmosfera terrestre. Lo stesso discorso è valido anche per il riscaldamento e la depurazione delle acque: le imprese devono impegnarsi a sprecarne il meno possibile, anche introducendo apposite tecnologie di rilevamento.

4.     Adottare valori sostenibili nell’intera catena di fornitura.

La sostenibilità è diventata un tema importante per tutte le organizzazioni; quelle che la considerano seriamente non esitano a mostrare con trasparenza il loro impegno per salvare il pianeta. Se un’azienda ha a cuore la sostenibilità, dovrebbe anche condurre attività di due diligence sulle realtà da cui acquista e con cui collabora: avrà così il potere di promuovere ulteriormente i valori legati alla sostenibilità nell’intera catena di fornitura.

5.     Uno sguardo al futuro.

Nella lotta contro il tempo per salvare il pianeta, le aziende devono impegnarsi ben oltre l’eliminazione dell’utilizzo di carta e l’introduzione di contenitori per la raccolta differenziata. Dovranno adottare un piano preciso per ridurre le emissioni di carbonio, includendo misure che spaziano dall’utilizzo di energie rinnovabili alla conservazione delle risorse idriche, oltre a definire rigidi criteri ESG e una chiara roadmap di come verranno soddisfatti. Non solo: devono mostrare con trasparenza il loro impegno, poiché i clienti non sono mai stati così così contrari all'”ecologismo di facciata”.

Fonte: comunicato stampa

Foto: Attitudo.it