Giornalismo ambientale costruttivo - storie di economia circolare corso 20 gennaio 2026 roma ritaglio locandina

Giornalismo ambientale costruttivo: un corso gratuito a Roma il 20 gennaio per raccontare l’economia circolare

Raccontare il cambiamento climatico oggi richiede un approccio che superi la narrazione puramente catastrofista, per concentrarsi invece su soluzioni, buone pratiche e opportunità concrete. Con questo obiettivo nasce il corso di formazione in presenza “Giornalismo ambientale costruttivo: storie di economia circolare”, un appuntamento gratuito che si terrà a Roma il prossimo 20 gennaio 2026.

L’evento, organizzato da APS Altri Caratteri in collaborazione con Associazione Stampa Romana, si inserisce nel più ampio progetto “Comunicare il Cambiamento Climatico 2026”, realizzato grazie al contributo della Fondazione Nazionale delle Comunicazioni.

Obiettivi e tematiche del corso

L’incontro si propone di fornire ai partecipanti gli strumenti per costruire un racconto giornalistico efficace e coinvolgente sulla transizione ecologica. L’attenzione sarà focalizzata su come trasformare la complessità delle sfide ambientali in narrazioni positive e propositive, capaci di ispirare e informare il pubblico.

I principali argomenti trattati saranno:

  • Economia circolare: principi, applicazioni e casi di studio.
  • Narrazioni positive e coinvolgenti: tecniche per comunicare soluzioni senza minimizzare i problemi.
  • Storytelling ambientale: come costruire storie efficaci che mettano in luce buone pratiche e opportunità.

Relatori e destinatari

A guidare i partecipanti in questo percorso saranno due esperti del settore:

  • Letizia Palmisano, giornalista ambientale ed ecoblogger.
  • Stefano Ferrante, giornalista di La7 e segretario dell’Associazione Stampa Romana (ASR).

Il corso è valevole per i crediti della formazione professionale obbligatoria per i giornalisti, ma la sua portata è più ampia. L’invito è esteso anche a studenti, comunicatori, attivisti, operatori culturali e a tutte le persone curiose di migliorare il proprio modo di raccontare le sfide del nostro tempo.

Dettagli e informazioni 

  • Data: martedì 20 gennaio 2026
  • Orario: dalle 10:00 alle 12:00
  • Luogo: Libreria Blue Room, Via Paola Albera 55-57, Roma (a breve distanza dalla Stazione Tuscolana e dalla fermata Metro A “Furio Camillo”).
  • Costo: l’evento è gratuito.

Come iscriversi

Le iscrizioni sono aperte e si chiuderanno il 17 gennaio 2026.
Per registrarsi, è necessario accedere alla piattaforma nazionale della formazione per giornalisti e utilizzare il seguente link diretto (si consiglia di effettuare il login prima di cliccare):

Si tratta di un’importante opportunità di aggiornamento per tutti i professionisti della comunicazione e per chiunque sia interessato a raccontare le sfide ambientali in modo efficace e costruttivo.

brindisi capodanno pexels

Brindisi dal Capodanno del 2100

Ho aperto la mail e ho trovato un augurio un po’ strano,
da un tempo che sembra così lontano.
Non porta lustrini, non porta regali,
ma solo sussurri di futuri reali.
È un brindisi fragile, sa già di memoria,
per noi che del mondo oggi scriviamo la storia.

Proseguo la mail e così trovo scritto
di messaggi dal futuro un bel gruppetto

«Vi auguriamo la sabbia finissima tra i piedi,
quella che nel 2100 ormai non più vedi.
Noi dalle Maldive, su pali sospesi,
ricordiamo atolli da un mare contesi.
Vi auguriamo una piazza che sia senza marea,
non come a Venezia, che dell’acqua alta è in balia,
dove ormai s’ormeggia la barca al secondo balcone
e ciò che accadde al primo piano vi serva da lezione.»

«Vi auguriamo il corallo, i suoi mille colori,
non bianchi scheletri e muti dolori.
Un pesce pagliaccio che danzi davvero,
non dentro un visore, virtuale e menzognero.
Vi auguriamo il concerto di un bosco che è vivo,
non un mondo che a parte il ricordo ne è privo.
Dall’Amazzonia, che ora è savana assetata,
vi auguriamo la pioggia, da noi mai più arrivata.»

«Vi auguriamo la neve, che imbianchi il sentiero,
non la roccia che frana da un ghiacciaio nero.
Vi auguriamo un ulivo che dia ancora ombra e frutto,
non un fantasma d’argento che ha perso già tutto.
Vi auguriamo il sapore di un campo fecondo,
non serre idroponiche in cima al mondo,
mentre il Delta del Po, reso sterile e salso,
rimpiange il suo grano, in un pensiero che ormai suona falso.»

E non crediate sia un fato già scritto,
un destino crudele, un altrui delitto.
È anzi in quel volo aereo che vi sembra un diritto,
in quel cibo sprecato con quel gesto distratto.
È nell’acqua che scorre con troppa allegria,
in quell’abito nuovo buttato già via.
È in quell’alimento intercontinentale servito nel piatto,
che il nostro futuro diventa un vostro misfatto.

Perciò buon anno, gente del duemila Ventisei,
ma ricordate che il Duemilacento dipende da voi.
Ogni scelta è una riga, un destino diverso,
per non consegnarci un pianeta spoglio e sommerso.
Che il vostro sia l’anno di un patto sincero,
perché il nostro augurio funzioni da messaggero.
Siate gli antenati di cui andare fieri,
non solo i colpevoli distratti di ieri.

Qui la mail dal 2100 giunge a conclusione e io vorrei tanto rispondere che abbiamo imparato la lezione.

E se tu che ascolti vuoi approfondire di più, fammelo sapere,
nei commenti un articolo ti farò avere.

Perdona intanto la licenza un po’ matta,
da una dilettante dal cuore verde questa filastrocca è scritta.