professionisti social bioarchitetto Gianni Terenzi. Intervista

Architutto Terenzi: essere bioarchitetti e comunicatori 2.0 ai tempi dei social

Essere professionisti nel proprio settore e al contempo eccellenti comunicatori, doti che non sono di tutti e che possono far squadra tra loro. Oggi abbiamo intervistato il bioarchitetto Gianni Terenzi, noto sui social come Architutto… in Green che definiremmo 2.0.

“Architutto” Gianni Terenzi: bioarchitetto e comunicatore ambientale leggiamo sui social. Due aspetti dello stesso lavoro o due lavori distinti?

A mio avviso sono due aspetti dello stesso lavoro, o almeno del mio lavoro, anche se bisogna necessariamente avere due caratteristiche e due approcci diversi.

Sono un “bioarchitetto”, esperto in edifici NZEB e di salubrità indoor, anche se la bioedilizia o la bioarchitettura non esistono, esiste il buon costruire, l’Architettura con la “A” maiuscola o l’Edilizia con la “E” maiuscola.

Ho fatto mia una frase da teatrante di Peter Brook “ogni spettacolo incontra un suo spazio e ha bisogno di un suo luogo”, trasformandola in “ogni edificio incontra un suo spazio e ha bisogno di un suo luogo” che, a mio avviso, spiega esattamente cosa debba fare un progettista prima di iniziare a progettare: studiare il luogo, il suo intorno e le relazioni con l’ambiente naturale per poi pensare ai migliori ingredienti della “ricetta” da utilizzare.

Il design e la creazione degli spazi vengono subito dopo. Anche qui è un modo di essere, forse anche di aver capito che il cambiamento nel modo di progettare e costruire è già in essere e il cambio di paradigma per i tecnici e le imprese è assolutamente necessario.

Non è solamente una questione di normativa nZEB o di Kw/h e di efficientamento energetico, ma proprio di qualità dell’abitare, di abitare e vivere sano, creando il minor impatto possibile sull’ambiente, avendo come obiettivo il comfort abitativo interno e la qualità dei materiali utilizzati che non devono necessariamente derivare dalla petrolchimica.

i social e la professione del bioarchitettoLa responsabilità di raccontare questo cambiamento in essere, avendo gli strumenti del “narratore”, grazie al mio passato sulle scene e in tv, mi ha sempre spinto a comunicare il “green” al più ampio pubblico possibile, nella maniera più coinvolgente e riconoscibile.

Un intrattenimento tecnico lo definisco, utile agli utenti finali ma anche a tecnici poco sensibili.

Puoi raccontarci quando hai iniziato in maniera professionale ad essere un comunicatore?

Ho iniziato più di quindici anni fa con i format televisivi prodotti da RAI Educational e dal Ministero dell’Ambiente e andati in onda su RAI 1 e RAI 3 dove ho girato il mondo per più di tra anni andando a raccontare le migliori pratiche della trasformazione green dell’abitare e della sostenibilità ambientale. “S.O.S.tenibilità”, con cui ho vinto il premio Aretè come miglior programma di comunicazione sociale e responsabile della televisione italiana e “La mia BioCasa”

Finisco quasi sempre i miei video del canale YouTube “ArchituttoTerenzi in Green” con questa domanda/provocazione:

“…e voi continuate a costruire in maniera “tradizionale?”

Credo proprio che tutta la filiera debba essere informata, formata e sensibilizzata. Se il mio committente non è informato su questi temi, io architetto posso proporgli tante cose ma lui mi chiederà sempre “quanto costa?” e cosi anche le imprese quando gli propongo, ad esempio, di utilizzare il biomattone in calce e canapa, (che ho utilizzato per la prima volta nel Lazio per due residenze nzeb a Zagarolo, un materiale per tamponamento che combina proprietà di isolamento, traspirabilità e massa termica) invece di una stratigrafia tradizionale, la prima domanda è “quanto costa?” e la seconda “mai usato, così aumentano i costi delle ore/uomo”, invece è assolutamente il contrario! Per non parlare poi dell’inquinamento indoor utilizzando materiali tradizionali o di quanto i materiali naturali e certificati aiutino il comfort ambientale. Per gli architetti tutto questo dovrebbe essere una grande chance. L’obiettivo del mio modo di comunicare questi argomenti a tutti, utilizzando anche le tecniche dello storytelling e della narrazione, è proprio quello di far arrivare tali informazioni al più vasto pubblico possibile e non solo in modo prettamente didattico, il più delle volte noioso e senza appeal.

Dovrei tornare a fare format televisivi, ormai questi argomenti sono sulla bocca di tutti e i temi dell’efficientamento energetico grazie al Superbonus sono esplosi…finalmente.

Quali canali web (in particolar modo social…) utilizzi e perché? 

Quasi tutti.

Ho il mio sito contenitore e poi il canale YouTube dove pubblico i miei video e poi Facebook e Instagram ma anche LinkedIn.

In realtà uso poco Twitter ma sto studiando TikTok, mi piacerebbe proporre micro pillole per i più giovani.

Utilizzi i social anche per tua formazione professionale o confronto es. seguendo altri professionisti del settore? 

Assolutamente si, necessariamente si perché mi permettono di fare cose che altrimenti sarebbe difficile fare, anche se il rapporto frontale e l’empatia che si viene a creare con il docente nel percorso di formazione o di confronto lo preferisco.

Vengo pur sempre dal teatro e il contatto diretto con il pubblico, con l’altro rimane per me ancora fondamentale.

Se ti dovessi rivolgere a un altro professionista del settore edile che ad oggi ancora non sfrutta il web e i social, da quali canali gli suggeriresti di partire? Inoltre quali consigli gli daresti (cosa fare e cosa non fare)?

Qualsiasi canale gli sia più congeniale, basta che riesca a raccontare e convogliare il messaggio.

Non è facile, specialmente per i tecnici che rischiano poi di essere troppo autoreferenziali.

Ma così come un buon architetto dovrebbe progettare più per il suo cliente che per se stesso, cosi funziona anche nel veicolare le tematiche e i contenuti nel miglior modo e fruibile per tutti.

Faccio mia una frase del monologo teatrale Novecento di Baricco:

“…non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla” ,

ecco, importante è avere dei buoni contenuti e capire il target a cui rivolgersi.

E voi continuate a costruire e comunicare in maniera tradizionale?

E’ roba vecchia.

corso giornalismo ambientale e culturale 2022

Corso di giornalismo ambientale e culturale, edizione 2022 di Sapereambiente

Torna il Corso di giornalismo ambientale e culturale di Sapereambiente
Riportiamo le informazioni del corso di Giornalismo ambientale della Scuola di Ecologia (le ulteriori informazioni sul corso andranno chieste a loro)Un percorso formativo completo di 44 ore suddivise fra Lectio magistralis, testimonianze e cinque esercitazioni di scrittura con revisione personalizzata.
Più una prova conclusiva che ti permetterà di ottenere un attestato con lettera di referenza comprovante le competenze acquisite. Per partecipare da protagonisti, attraverso le narrazioni, alla transizione verso modelli di convivenza sostenibili.

INIZIO MARTEDì 8 FEBBRAIO, QUOTA DI ADESIONE SCONTATA ENTRO IL 23 GENNAIO

Quella ambientale è innanzitutto una sfida sulla condivisione della conoscenza, sulla formazione delle persone verso una riconversione autentica alla sostenibilità. Favorire la crescita di giornalisti e comunicatori capaci di partecipare a questo processo con competenza e creatività ci sembra fondamentale. Intorno a questa  sfida si configura per di più una nuova identità del giornalismo, adeguata alle sfide del nostro tempo e caratterizzata dall’avvento di media complessi che richiedono un approccio professionale innovativo.

Per raccontare questo mondo in cambiamento occorrono gli strumenti che ti vogliamo offrire con il nostro corso.

Cosa imparerai

Durante il Corso di giornalismo ambientale e culturale promosso da Sapereambiente apprenderai le basi relative alle principali problematiche della sostenibilità, sperimenterai attraverso delle esercitazioni le tecniche di scrittura e maturerai un tuo stile giornalistico, imparerai a riconoscere le fonti più affidabili e a trattare le notizie, scoprirai come si lavora in un ufficio stampa e come si comunica un evento culturale. Utilizzerai nel concreto i sistemi professionali per pubblicare contenuti editoriali sul web e conversare con il pubblico. Soprattutto acquisirai un metodo per esercitare delle narrazioni professionali, deontologicamente affidabili, utili al cambiamento verso la sostenibilità.

A chi è rivolto

Se vuoi farti portavoce delle tematiche ambientali e culturali, allinearti agli standard professionali più innovativi, proporti nel mondo del giornalismo e della comunicazione, questo corso è adatto a te. Si richiedono solo tanta passione per la narrazione e per i temi che affronteremo, le esercitazioni saranno personalizzate proporzionalmente ai requisiti di base.

Cosa prevede il corso

  • n. 6 Lectio magistralis con importanti giornalisti ambientali e culturali del panorama italiano che potrai conoscere e con i quali potrai interagire
  • n. 5 esercitazioni di scrittura giornalistica con revisione individuale degli elaborati da parte dei nostri tutor (max 6 persone per ogni gruppo)
  • n. 4 testimonianze su linguaggi ed esperienze esemplari in campo ambientale e culturale
  • n. 1 prova d’esame conclusiva su compito di realtà
  • n. 1 coordinatore generale del corso per risolvere ogni problematica di carattere formativo e organizzativo
  • Dispense didattiche relative ai diversi argomenti
  • Accesso alle videolezioni dell’edizione 2021
  • Lezioni disponibili anche on-demand per chi dovesse perdere un incontro
  • Attestato di frequenza (per chi garantisce la partecipazione ad almeno il 75% delle ore di formazione) con indicazione dei risultati conseguiti dopo la verifica finale.
  • Possibilità di pubblicare gli elaborati prodotti durante il corso su Sapereambiente
  • Possibilità di collaborare, al termine del corso, in forma retribuita con Sapereambiente
  • Campus conclusivo in presenza, con quota di iscrizione aggiuntiva a copertura delle spese, in sede da definire (coerentemente con le misure e i provvedimenti di prevenzione anti-Covid)

Il programma

  • Struttura del racconto e modello generale del senso
  • Modalità di attacco e caratteristiche del testo giornalistico
  • Tipi di contenuto
  • Titolazione, produzione dei microcontenuti e metadati
  • Ricerca fotografica, confezionamento e pubblicazione
  • Posizionamento del contenuto on-line, distribuzione e gestione del feedback
  • Storia e specificità del giornalismo ambientale
  • Storia e specificità del giornalismo culturale
  • Le fonti del giornalismo ambientale
  • Metodologia dell’inchiesta socio-ambientale
  • Divulgazione scientifica fra editoria e informazione
  • Giornalismo civico e data journalism
  • Conversazione sociale fra social media e instant messaging
  • L’ufficio stampa per la cultura e l’ambiente

Al programma si aggiungono gli eventi della Scuola di ecologia come da calendario (www.scuoladiecologia.it) che permetteranno di attraversare le diverse tematiche della sostenibilità.

Direzione del corso

Marco Fratoddi, giornalista, direttore di Sapereambiente

Coordinamento

Ginevra Amadio, giornalista culturale, coordinatrice della Scuola di ecologia

Tutor laboratorio di scrittura

Lilly Cacace, giornalista ed educatrice, collaboratrice di Sapereambiente
Stefania Chinzari, giornalista, collaboratrice di Sapereambiente
Valentina Gentile, giornalista, caporedattrice di Sapereambiente
Roberta Sapio, giornalista, redattrice Sapereambiente

I docenti

Maria Emilia Bonaccorso

Responsabile area sanitaria dell’agenzia Ansa

Gaetano Capizzi

Critico cinematografico e organizzatore di eventi culturali

Marianna Corte

Ufficio stampa, Bonnepresse

Francesco Erbani

Giornalista culturale, già redattore di Repubblica

Alessandro Farruggia

Giornalista ambientale, quotidiano La Nazione

Marco Gisotti

Giornalista e comunicatore ambientale

Gaia Grassi

Ufficio stampa, Bonnepresse

Domenico Iannacone

Giornalista e autore Rai

Matteo Parlato

Giornalista RaiNews24

Giorgio Zanchini

Giornalista di Radio Rai e direttore del Festival del giornalismo culturale

Ai docenti sopra elencati si aggiungeranno testimonianze e incontri con portatori d’esperienza in diversi campi della sostenibilità e della cultura.

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