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Acidi della frutta: il vademecum per usarli come alleati naturali nella propria beauty routine

La natura ci offre tutto ciò di cui abbiamo bisogno: da vitamine e minerali contenuti negli ortaggi fino allo iodio trasportato dalle onde del mare, passando per oli ed estratti di piante e fiori utilizzati nel mondo del beauty.

Per sottolineare l’importanza della natura ed inaugurare un ritorno alle origini nella cosmesi, Abiby, talent scout di prodotti must have nel mondo beauty e leader italiano nel settore delle beauty box in abbonamento, dedica proprio alla natura la nuova beauty box del mese di aprile “Back to the roots”. Prodotto spoiler è la Glycolic Acid In Hand Cream di Avant, una crema mani a base di acido glicolico, un acido della frutta in grado di rimuovere le cellule morte, favorire la produzione di collagene e rendere la pelle più luminosa e levigata; l’ideale per le mani sottoposte continuamente ai gel igienizzanti.

“Gli acidi della frutta sono dei potentissimi alleati naturali quando si parla di skin care e sono noti in particolare per le loro proprietà anti age ed esfolianti e per la capacità di ridurre acne, macchie e piccole imperfezioni”, spiega Valentina Abramo, Brand Partnership Manager di Abiby. “Nel mondo del beauty, oltre all’acido glicolico, che è presente nella canna da zucchero o nella barbabietola, ci sono per esempio l’acido malico, che si può ricavare dalle mele o dalle fragole; l’acido lattico, presente nei mirtilli e nell’ananas; e l’acido mandelico, derivato dalle mandorle. Utilizzandoli la pelle può rigenerarsi e dare il meglio di sé sfruttando i doni che la natura ci ha dato”.

Come ogni tipo di acido, anche gli acidi della frutta (Alfa-idrossiacidi o AHA) devono essere utilizzati con attenzione all’interno della propria skin care, così da non sottoporre la pelle a inutili stress e irritazioni. Per questo, Abiby condivide un piccolo vademecum dedicato proprio a loro con 5 consigli su come utilizzare e inserire gli acidi della frutta nella propria beauty routine.

 

Non unire i prodotti a base di AHA a quelli a base di retinolo

Sia il retinolo che gli Alfa-idrossiacidi stimolano il rinnovamento cellulare, andando a creare un effetto peeling. Proprio per evitare azioni aggressive o causare un eccessivo stress alla pelle è importante che questi due ingredienti non vengano mai combinati, soprattutto in caso di cute sensibile. Ultimo, ma non meno importante, in alcuni casi gli AHA potrebbero ossidare il retinolo, rendendolo così inefficace. I due ingredienti, però, possono essere utilizzati in diversi momenti della giornata o a giorni alterni, a seconda delle necessità.

Non abbinare gli acidi della frutta alla vitamina C

La vitamina C, o acido ascorbico, grazie alle sue proprietà antiossidanti e rigeneranti, è una componente presente in molti prodotti cosmetici, ma la sua elevata sensibilità al pH non la rende adatta a tutte le beauty routine. Affiancata agli AHA, per esempio, diventa quasi del tutto inefficace e potrebbe causare irritazioni in caso di pelli particolarmente sensibili.

Gli acidi della frutta sono più indicati per la beauty routine serale

Come tutti gli acidi, anche quelli della frutta sono più indicati per la beauty routine serale, perché, così facendo, il rinnovamento cellulare e l’effetto peeling avvengono durante la notte, quando la cute non è sottoposta ai raggi solari e si rigenera più velocemente, come emerso da numerosi studi dermatologici.

Pelli sensibili? Meglio puntare su acido mandelico e acido lattico

Gli acidi sono solitamente poco indicati per le pelli sensibili e tendenti a irritazioni e arrossamenti, ma tra quelli della frutta ci sono due alleati adatti anche alla cute più esigente: l’acido mandelico e l’acido lattico. Il primo, in particolare, ha anche un effetto antibatterico e si rivela quindi perfetto per contrastare l’acne o le irritazioni dopo i trattamenti.

Non dimenticare di proteggersi con prodotti SPF

A causa dell’effetto peeling, gli acidi rendono la pelle molto più sensibile agli agenti esterni e, in particolare ai raggi solari. Se inseriti nella beauty routine e in particolare in quella mattutina, quindi, i prodotti a base di AHA devono essere affiancati a creme e prodotti con SPF per evitare di causare danni o irritazioni alla cute.

Fonte: comunicato stampa

Courtesy fo BPRESS_Foto donne leader

Le donne leader sono più sicure nella gestione di una crisi rispetto ai colleghi uomini. I dati del WCI

Il report annuale del Confidence Index di Worldcom (WCI), di cui l’agenzia di PR milanese BPRESS fa parte, evidenzia interessanti cambiamenti nel livello di fiducia di CEO e CMO nel corso dell’ultimo anno.

I risultati del WCI, che ha indagato le preoccupazioni/la fiducia di oltre 54.000 CEO e CMO nel mondo, monitorando 23 temi, rappresentano una fonte preziosa di informazioni per aiutare le organizzazioni a pianificare al meglio l’anno successivo.

La maggiore variazione rispetto al 2019 è stata l’aumento della fiducia delle donne leader (+7%) e il calo della fiducia dei leader uomini con la stessa percentuale. Poiché l’indagine si è svolta durante la pandemia, questo risultato evidenzia come le donne leader siano più fiduciose nel gestire una crisi rispetto ai colleghi uomini.

  • La fiducia globale è scesa di otto punti percentuali rispetto al 2019
  • La fiducia nella capacità di migliorarsi e riqualificarsi scala 15 posizioni assestandosi al primo posto
  • La fiducia nella capacità di utilizzo della tecnologia per collaborare e innovare guadagna 16 posizioni e ottiene il secondo posto

Credo che in situazioni difficili come quella che stiamo vivendo, indagare fattori umani come il sentimento di fiducia sia la chiave della ripartenza, anche perché si tratta di tematiche che si possono declinare in ambiti importanti come il lavoro e la leadership. E grazie al supporto dei nostri partner presenti in 130 città del mondo, siamo riusciti a dare alla ricerca condotta in nove lingue una dimensione davvero globale. L’indagine mette in risalto le principali questioni che preoccupano i leader delle imprese e anche il loro livello di consapevolezza e fiducia nell’affrontarle. Si tratta di un dato incredibilmente prezioso perché non solo restituisce una mappa delle tematiche più calde di cui i leader stanno parlando in questo momento, ma mostra anche il livello di preoccupazione e il grado di fiducia nell’affrontare ogni argomento”.  commenta Diego Biasi, Founder e ceo BPRESS

I cambiamenti nel business causati dalla pandemia sembrano aver innescato due grandi novità in termini di fiducia: quella nella capacità di migliorarsi e riqualificarsi è salita di 15 posizioni assestandosi al #1 nel WCI; al contempo, la fiducia nell’uso della tecnologia per collaborare e innovare sale di 16 posizioni assestandosi al #2 posto nel WCI. Entrambi questi aspetti ricoprono un ruolo centrale per avere successo nel 2021.

La crescita più forte nel coinvolgimento dei leader sui diversi temi non si è poi tradotta in una maggiore fiducia. Come ci si poteva aspettare, i cambiamenti governativi e legislativi hanno aumentato il coinvolgimento del 79% rispetto al livello del 2019, mentre quello sull’impegno verso la gestione delle crisi è cresciuto del 40%. Inoltre, queste tematiche sono tra le prime cinque aree di preoccupazione (fiducia più bassa in assoluto) insieme agli accordi commerciali e ai dazi doganali nel mondo, all’impatto sul business di come i leader politici comunicano sui social media, alle molestie sessuali e ad altri comportamenti scorretti.

In crescita la fiducia nella gestione dei media

La fiducia nell’impatto e nel ruolo dei media è cresciuta passando dall’ultimo posto, nel 2019, al #10 posto nel WCI nel 2020. I leader in Francia risultano essere i più fiduciosi, mentre i leader in Brasile sono i più preoccupati sull’argomento.

Di seguito i 12 trend dell’anno:

Trend globali

#1 La pandemia fa diminuire la fiducia dei leader (-8%). Solo quattro argomenti indagati sono aumentati in termini di fiducia a livello globale: capacità di migliorarsi e riqualificarsi, utilizzo della tecnologia per collaborare e innovare; impatto e ruolo dei media; corporate image e brand reputation.

# 2 Le donne leader sono più brave a gestire le crisi? L’indice di fiducia delle leader femminili è aumentato del 7% mentre quello dei leader uomini è diminuito della stessa percentuale (7%).

# 3 La fiducia nell’impatto e nel ruolo dei media è aumentata passando dall’ultimo posto, nel 2019, al # 10 nel WCI nel 2020.

# 4 La fiducia riguardo ai quattro temi chiave connessi con i dipendenti crolla: 1) trattenere e 2) attrarre i talenti, 3) benefit, 4) incremento della produttività attraverso il coinvolgimento dei dipendenti

# 5 Migliorarsi e riqualificarsi: argomento #1 dell’attenzione e della fiducia dei leader.

# 6 La fiducia nell’uso della tecnologia per collaborare e innovare sale di 16 posizioni e va al #2 posto nel WCI.

# 7 La pandemia guida la crescita più significativa nel coinvolgimento dei leader. I cambiamenti governativi e legislativi hanno aumentato il coinvolgimento del 79% rispetto al livello del 2019, mentre quello sulla gestione delle crisi è cresciuto del 40%.

# 8 I leader continuano a concentrarsi sulle sfide a lungo termine. Le materie plastiche e altri temi sulla sostenibilità occupano il quarto livello di coinvolgimento più alto a livello globale.

# 9 L’ascesa di nuovi influencer fa sì che questi siano il primo gruppo di riferimento per i leader.

# 10 Il Nord America diventa l’area con maggior fiducia, salendo dalla # 5posizione del 2019. L’America Latina rimane l’area con il minor livello di fiducia in assoluto.

# 11 La tabella sulla fiducia del settore industriale indica i vincitori e i vinti della pandemia. Le utility guidano la classifica su un totale di 11 settori osservati nel WCI.

# 12 È importante avere una visione locale: il WCI rivela, infatti, notevoli differenze in fatto di indice di fiducia e cambiamenti tra i 36 paesi. Solo per fare un esempio, la fiducia dei leader russi nel governo e nei cambiamenti legislativi è diminuita del 21% dal 2019, ma la fiducia dei leader francesi sullo stesso tema è aumentata del 22%.

FONTE: COMUNICATO STAMPA

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